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Il sorriso è biotech
Documento del: 06/07/2007
Fonte:
L'Espresso
SALUTE RIVOLUZIONE DAL DENTISTA Il sorriso è biotech di Agnese Codignola Cellule staminali, nanotech, materiali biocompatibili. La cura dei denti è a una svolta. Ora si affida più ai ritrovati della genetica che al temuto trapano Bianchissimi, perfettamente allineati e, all'occorrenza, nuovi di zecca, ma indistinguibili da quelli vecchi perché programmati al computer e realizzati grazie a materiali rivoluzionari come fattori di crescita, cellule staminali e tessuti biocompatibili. Ne sono successe di cose dal 1965, anno del primo impianto di denti, e se oggi si vedono sempre più bocche talmente perfette da sembrare finte, non è soltanto merito del fatto che la dentatura, ormai, fa parte del biglietto da visita personale, ma anche del miglioramento sostanziale della prevenzione: oggi non esiste quasi bambino che non debba passare sotto le forche caudine dell'apparecchio e che non sia sottoposto a controlli periodici. E poi, soprattutto, delle tecniche odontoiatriche, che consentono di curare qualunque problema, almeno a chi se lo può permettere. Racconta Massimo Simion, direttore del reparto di Parodontologia e protesi plantari dell'Università di Milano, di ritorno dal congresso mondiale di osteointegrazione svoltosi a Las Vegas: "Ci sono novità importanti, specie per tutti coloro che devono sostituire uno o più denti a causa di una patologia peridontale (nota come piorrea) o per un trauma o per altre malattie, innanzitutto per quanto riguarda la rigenerazione dell'osso sul quale si devono impiantare i denti nuovi". In alcune malattie, infatti, il riassorbimento osseo è molto avanzato, e senza un trapianto o una ricrescita ossea non è possibile posizionare alcunché. "I trapianti", spiega Simion, "vengono ancora fatti utilizzando ossa animali sempre più sicure perché private delle proteine, ma sono il passato. Perché ora abbiamo a disposizione materiali biocompatibili con i quali si costruisce un'impalcatura, fattori di crescita con i quali la si impregna e tecniche chirurgiche sempre meno invasive con le quali il tutto viene impiantato nel paziente. A quel punto si attende che l'osso ricresca e si inserisce il dente nuovo, senza bisogno di ricorrere a protesi se non temporaneamente". Negli Stati Uniti la Food and Drug Administration ha già approvato due fattori di crescita che, si spera, arrivino al più presto in Italia. Anche il nuovo dente ha ben poco a che vedere con quelli di qualche anno fa. Ancora Simion: "La rivoluzione nella progettazione dei denti viene da un insolito connubio, quello fra Tac e tecniche Cad per il disegno computerizzato. Nei centri più avanzati, anche in Italia, si fa una Tac della zona che necessita di un impianto, si rielabora l'immagine con software specifici e poi si utilizzano le informazioni per una progettazione personalizzata e tridimensionale che tiene conto di tutta la struttura dell'osso che deve ospitare i denti nuovi. Risultato: denti che si integrano alla perfezione con la bocca del paziente". Un altro modo per far crescere l'osso, che vede l'Italia all'avanguardia, è quello dell'utilizzo delle cellule staminali adulte dello stesso paziente. Lo illustra Marco Baldoni, direttore della Clinica odontoiatrica dell'ospedale San Gerardo di Monza, coordinatore del gruppo che ha depositato, nel novembre scorso, la domanda di brevetto internazionale per una procedura con le staminali e che attende a giorni il via libera dell'Istituto superiore di sanità per iniziare i test nell'uomo: "Le cellule staminali adulte, prelevate dal midollo osseo dell'anca, sono fonti potenzialmente ideali per far ricrescere l'osso eroso perché appartengono al paziente. Noi siamo riusciti a isolarle, a coltivarle e a espanderle grazie alla collaborazione - fondamentale - con la Cell Factory, il laboratorio interdipartimentale di terapia cellulare e genica Stefano Verri dell'ospedale San Gerardo. Quindi abbiamo trattato una struttura di materiale biocompatibile con una soluzione di queste cellule, e abbiamo ottenuto crescite dell'osso di diversi millimetri. L'idea è la stessa dei fattori di crescita, ma i risultati potrebbero essere ancora migliori". Non tutta la comunità scientifica concorda sull'utilità delle staminali in questo settore: secondo alcuni lo sforzo necessario per ottenerle e coltivarle, i costi, la delicatezza della materia sarebbero giustificati in altri ambiti, ma non per permettere un impianto di denti. Risponde Baldoni: "Al momento, è vero, si tratta di procedure pionieristiche, ma il grande fermento attorno alle staminali ci fa pensare che in un futuro non lontano metodi e tecnologie saranno alla portata di molti centri". In attesa dei risultati sulle staminali, nella Clinica odontoiatrica del San Gerardo alcuni pazienti vengono già trattati con una soluzione di fattori di crescita estratta dal loro stesso sangue e purificata. Questa, praticata dopo l'intervento del laser che sterilizza e stimola i tessuti, favorisce una crescita dell'osso di diversi millimetri. Le novità riguardano anche gli interventi più comuni, a partire da quelli per mettere una corona o un ponte. Spiega Simion: "Si stanno affacciando materiali nuovi come l'allumina e lo zirconio, che permettono di realizzare corone o ponti interamente in ceramica. Oltre a un indubbio vantaggio estetico (la ceramica conferisce una traslucenza e un colore più simili allo smalto e alla dentina), questi prodotti sono più biocompatibili e più malleabili, cioè consentono di realizzare strutture che si adattano perfettamente al singolo". Per quanto riguarda le carie, poi, mandate in pensione le leghe con piombo e mercurio, si utilizzano ormai solo resine artificiali che sono resistenti, inerti dal punto di vista biologico e migliori dal punto di vista estetico. Quest'ultimo, del resto, è un requisito sempre più imprescindibile, come dimostra il successo delle placchette trasparenti per il riallineamento dei denti anche in età adulta, da sostituire ogni due mesi fino a che l'arcata non ha acquistato la giusta regolarità, e il boom delle tecniche di sbiancamento, che ha ormai conquistato anche il mercato dei farmaci da banco. Dice Simion: "Lo sbiancamento professionale garantisce risultati duraturi: a patto di affidarsi a mani esperte che impiegano materiali e procedure non aggressivi, che non rovinano lo smalto. Va detto che non sempre si possono attuare sbiancamenti completi, perché in alcuni casi c'è un'ipersensibilità gengivale che può indurre a limitare l'intervento; la valutazione viene fatta di caso in caso. Quanto ai prodotti presenti in farmacia, sono sicuri, ma conferiscono uno sbiancamento più blando". I dubbi sulla sicurezza dei prodotti impiegati sono stati in parte fugati anche da una recente ricerca pubblicata sul 'Journal of Esthetic and Restorative Dentistry' e condotta su oltre 4 mila persone coinvolte: le sostanze a base di acqua ossigenata (cioè la maggior parte di quelle da banco) non aumentano il rischio di tumori del cavo orale come sostenuto in qualche segnalazione sporadica. Accanto a una realtà scientifica positiva, ce n'è una sanitaria assai meno esaltante, che è fatta di un lento ma inesorabile allontanamento dagli studi professionali privati, soprattutto da parte di fasce di popolazione come gli anziani, del dilagare del turismo odontoiatrico e del numero di truffatori (secondo alcune stime almeno 45 mila) che esercitano a prezzi stracciati, con gravi rischi per i pazienti. Il motivo è semplice: le regioni non riconoscono se non in minima parte l'assistenza odontoiatrica, i centri pubblici hanno liste d'attesa di mesi, le assicurazioni professionali non offrono quasi mai copertura specifica, gli stessi Lea (livelli essenziali di assistenza) nel 2001 hanno limitato agli anziani a basso reddito, ai malati gravi, ai disabili e ai bambini (a scopo preventivo) l'offerta. Risultato: solo il 2 per cento degli italiani si cura presso un centro pubblico e gli altri lo fanno privatamente, se se lo possono permettere. Altrimenti chiedono un finanziamento 'al consumo', oppure intraprendono un pellegrinaggio alla ricerca di un professionista meno caro in città (secondo un'indagine di Altroconsumo del 2005 ci sono variazioni di più di 1.000 euro per una stessa prestazione anche nella stessa città), o emigrano in altre regioni o all'estero (Internet pullula di pubblicità di dentisti croati, ungheresi, cechi, con il 60 per cento di riduzione rispetto ai prezzi italiani), oppure rimandano a tempi migliori. Per cercare di modificare la rotta, la stessa Associazione nazionale medici dentisti ha chiesto al governo che si aumenti l'aliquota della detrazione fiscale, ora fissa al 19 per cento o, ancora meglio, che si conceda la completa detraibilità delle spese dentistiche. Commenta Simion: "Gli ospedali, per come sono strutturati, non si possono permettere un'attività di alto livello su grandi fasce di popolazione, anche se restano punti di riferimento fondamentali per gli interventi più impegnativi". Uno di questi è il Centro del San Gerardo che opera in totale gratuità, e iniziano a esserci i primi segnali di inversione di tendenza anche altrove. Sempre a Milano, l'Ospedale Niguarda ha appena inaugurato una nuova struttura ambulatoriale che opera anche in emergenza a prezzi calmierati, e lo stesso aveva fatto il Dipartimento che fa capo all'Università Bicocca qualche mese fa. Perché la salute dei denti, come ha dichiarato anche il Comitato nazionale di bioetica, è un diritto di tutti, e come tale andrebbe considerato. n Antibiotici al bando è scesa in campo l'American Heart Association (Aha) per dire basta alla somministrazione a pioggia di antibiotici a tutti coloro che si devono sottoporre a un'estrazione o a un intervento in bocca: gli antibatterici sono utili soltanto alle persone che, per vari motivi, corrono più rischi degli altri di andare incontro a un'endocardite, e devono essere consigliati soltanto a questi pazienti per evitare che le resistenze ai farmaci dei germi più pericolosi continuino ad aumentare. Le nuove indicazioni sono state elaborate dopo un'analisi di gran parte degli studi pubblicati tra il 1950 e il 2006, e individuano le tipologie di pazienti che necessitano di un trattamento preventivo. Sono coloro che hanno avuto la sostituzione di una valvola cardiaca, una endocardite, soffrono di un difetto cardiaco congenito o hanno subito un trapianto di cuore. Anche tra questo ristretto gruppo di persone, non tutti devono necessariamente assumere antibiotici per qualunque intervento dentistico, precisa il comunicato dell'Aha, ma solo se si deve intervenire sui tessuti gengivali. Cioccolato anticarie Mandare in pensione i derivati del fluoro nei dentifrici (in uso dal 1914 e mai sostituiti) e rimpiazzarli con un estratto del cacao simile alla caffeina: questa la proposta di un dottorando della Tulane University di New Orleans, che ha dimostrato che un composto derivato dal cacao è addirittura più attivo dei classici fluoruri nel combattere la carie e rinforzare lo smalto. Per ora i dati più convincenti riguardano gli animali, ma Arman Sadeghpour, nella sua tesi, ha sperimentato un prototipo di dentifricio al cioccolato aromatizzato alla menta anche sui denti umani, che ha confermato i dati sugli animali. La fase di studio di un prodotto commerciabile è già stata avviata, e dovrebbe richiedere due-quattro anni. Il dentista del Terzo Millennio La ricerca in odontoiatria procede a passi spediti verso soluzioni sempre più innovative, mininvasive, definitive. Eccone alcune Cellule staminali Per la formazione di denti il Giappone è molto attivo in questo settore specifico, e ha prodotto il primo studio nel quale è stato possibile dimostrare la crescita di un dente e dei legamenti peridontali a partire da cellule staminali, pubblicato su 'Nature Methods'. Il dente è stato creato con cellule staminali ottenute dalla papilla apicale della radice di un dente estratto da un embrione di topo. Un esperimento analogo è stato fatto da ricercatori californiani e pubblicato su 'PLos One', ma qui le staminali sono state prelevate dalla papilla del dente di un ragazzo di 20 anni. Gli autori di entrambi gli studi si auspicano di passare alle sperimentazione nell'uomo nel giro di pochi anni. Cellule staminali per la produzione di smalto Per la prima volta un gruppo di ricercatori dell'Università di Tokyo è riuscito a far crescere in provetta le cellule deputate alla produzione di smalto, il tessuto più duro di tutto il corpo umano, che non si rigenera, ma è esposto a tutte le insidie, esponendo il dente a gravi danni. La tecnica, illustrata a un recente congresso, si basa su un approccio di ingegneria tissutale: le cellule mesenchimali vengono coltivate su substrati spugnosi insieme con collagene e altri fattori, poi reimpiantate nell'animale e dopo quattro settimane iniziano a produrre smalto. Nanofarmaci per la carie L'idea è semplice: inserire nelle resine che si utilizzano per le otturazioni composti in grado di curare e prevenire la carie. La sua realizzazione è assai più complicata, perché i composti, per poter agire, devono avere dimensioni nano. Ci stanno provando i dentisti del Paffenbarger Research Center di Gaithersburg, in Maryland che, secondo quanto riportato dal 'Journal of Dental Research', hanno inventato uno spray che nebulizza polvere micronizzata di fosfato di calcico, la sostanza che rimineralizza il dente cariato e tampona gli acidi prodotti dai batteri, già presente nelle otturazioni ma, nella sua formulazione attuale, poco efficace. Ozono anticarie Un sogno per tutti coloro che soffrono di carie: curare almeno le più semplici senza bisogno di trapanare il dente. L'arma mortale potrebbe essere l'ozono, gas molto reattivo e in grado di sterilizzare i tessuti con i quali viene a contatto formando anche una sorta di rivestimento invisibile, ma impenetrabile ai germi. I ricercatori della Scuola di medicina dentale di Buffalo hanno appena ricevuto un finanziamento di 400 mila dollari da un'azienda per sviluppare l'idea, e stanno conducendo una prima sperimentazione, che durerà 18 mesi, su 125 pazienti. Dopo l'ozono, il protocollo prevede la somministrazione di una soluzione rimineralizzante, che dovrebbe eliminare la necessità di trapanare. Anestesia senza puntura Un altro sogno potrebbe essere presto realizzato, almeno per quanto riguarda i denti superiori, grazie a una semplice constatazione: gli anestetici che vengono normalmente impiegati per intervenire chirurgicamente nel naso rendono insensibile l'arcata superiore dei denti. Sempre i dentisti della Scuola di medicina dentale di Buffalo hanno ricevuto un finanziamento di 100 mila dollari per sperimentare su 85 pazienti una nuova formulazione dello spray, specifica per l'anestesia dei denti. I primi risultati dovrebbero arrivare entro la fine dell'anno.
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