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Oss4-01.pdf
Documento del: 11/04/2001
Fonte:
CEI
4 2001 OSSERVATORIO & COMUNICAZIONE CULTURA Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali Circ.ne Aurelia, 50 00165 Roma Tel. 06.66398.209 Fax 06.66398.239 - http://www.chiesacattolica.it E-mail: ucs@chiesacattolica.it Servizio nazionale per il progetto culturale Circ.ne Aurelia, 50 00165 Roma Tel. 06.66398.288 Fax 06.66398.272 - http://www.progettoculturale.it E-mail: cultura@chiesacattolica.it 1 2 3 4 Editoriale Approfondimenti Dossier Comunicazioni sociali 5 6 7 Progetto culturale Novità dai media cattolici Economia dei media 8 9 I fatti del mese sulla stampa Segnalazioni multimediali 10 Appuntamenti e segnalazioni Comunicare la fede cristiana oggi Giuseppe Lorizio. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 2 La responsabilità verso il creato: il cambiamento climatico Roberto Presilla . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 4 Trasmissione della fede e progetto culturale Antonio Staglianò . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 6 Chiesa in rete. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 10 Nuovi servizi stampa nel sito della CEI La rassegna stampa della Cesi è on line Un sussidio sull'immigrazione Festival del cinema africano Le porte della cattedrale aperte ai giovani Cantiere aperto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 13 Beni culturali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 17 Laboratorio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 18 Radio cattoliche a confronto. . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 20 Tv locali, rilasciate le concessioni È nato Tgcom.it . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 21 Usa: crescono i "navigatori domestici" Nuovo direttore per Canale 5 La nuova legge sull'elettrosmog è operativa Anche a Vienna un quotidiano gratis Consiglio Episcopale Permanente . . . . . . . . . . . . . . pag. 23 La tragedia di Novi Ligure Televisione e politica Libertà della fede e mutamenti culturali . . . . . . . . . pag. 25 Teologia e comunicazione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 25 Frontiere di rete. Internet 2001: cosa c'è di nuovo . pag. 25 Raccontare a fumetti. Comunicare, educare, esprimersi . . . . . . . . . . . . . . pag. 26 Ad Assisi per parlare di responsabilità verso l'ambiente. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 28 L'immagine dell'orante fra Oriente e Occidente . . . pag. 28
1. EDITORIALE Comunicare la fede cristiana oggi di GIUSEPPE LORIZIO* a formula "comunicazione della fede", chiamata a designare il compito fondamentale che la Chiesa italiana intende attuare nel primo decennio del nuovo millennio, non è priva di ambiguità né immune da possibili fraintendimenti, e tuttavia, se adeguatamente chiarita nel suo senso teologico autentico, può certamente risultare utile e feconda, anche in relazione all'attuale contesto culturale, caratterizzato sempre più da una mentalità comunicativa ed ospitante forme nuove di comunicazione e di trasmissione dei messaggi. L'ambiguità della formula può prodursi nel momento in cui la fede viene giustamente e correttamente intesa come dono/risposta dell'uomo alla rivelazione del Dio trinitario in Cristo per lo Spirito: risposta certamente personale e coinvolgente l'individuo in tutte le sue dimensioni costitutive, dall'intelligenza all'affettività alla volontà libera. Ponendosi in questa prospettiva, la nostra formula andrebbe tradotta nei termini di comuniL 2 cazione del messaggio o dell'Evangelo, tuttavia essa non perde affatto la sua plausibilità, nella misura in cui l'aggettivo "personale", che accompagna l'atto del credere, appartenendogli intimamente, non venga declinato come sinonimo di "soggettivo" o di "individuale". Se infatti la persona è anche costitutivamente "relazione", allora la dimensione comunicativa appartiene di per sé al suo costituirsi e realizzarsi in rapporto alle scelte fondamentali e quotidiane che è chiamata a compiere. Il tentativo di esiliare il credere in un dorato guscio individualistico e soggettivo, relegando i credenti nel ghetto di una fede estraniata dal mondo e dalla società, oltre che ideologicamente connotato allorché provenga da settori della cosiddetta cultura laicista, può costituire una tentazione tutt'altro che ipotetica della stessa comunità cristiana, chiamata quindi a superare tale tendenza evocando proprio la dimensione comunitaria e comunicativa della fede professata. E tuttavia la questione relativa alla possibilità della comunicazione della fede permane in tutta la sua complessità e sfugge ad ogni frettolosa semplificazione banalizzante. In primo luogo la nostra formula chiama in causa i contenuti del credere (quella che la teologia classica denomina fides quae creditur), nel loro oggettivo proporsi al soggetto credente, superando ogni cattura individualistica e razionalistica. A questo livello, e in rapporto al contesto socio-culturale del nostro Paese, non si può ignorare il problema della effettiva e obiettiva conoscenza dei dati della fede, che pure si ritiene in qualche modo di dover professare o che si intende rifiutare, e non solo da parte del soggetto culturale medio o dell'uomo della strada, bensì anche da parte della classe intellettuale e degli stessi operatori mediatici. Forse da questo punto di vista siamo in una situazione talmente decadente e decaduta da richiedere una vera e propria alfabetizzazione cristiana, ad intra perché la fede è anche conoscenza, e la dimensione intellettuale le appartiene quanto quel-
la affettiva e volitiva, ad extra perché il cristianesimo, come amavano ripetere gli apologisti della prima ora, chiede solo di essere conosciuto autenticamente e profondamente, prima di essere rifiutato o perseguitato. Sempre in questo primo ambito non si può tralasciare il problema della cosiddetta "gerarchia" delle verità che la fede cristiana propone. Qui la confusione sembra regnare sovrana (anche nei media), basti pensare, a mo' di esempio, all'accezione del termine "mistero" in certe trasmissioni televisive o al fatto che solo molto di rado si pone attenzione a ciò che è davvero fondamentale nel credere, indugiando spesso e volentieri su elementi marginali, magari spettacolari, ma di certo relativi in rapporto all'evento fondatore, alla sua dinamica, alla sua valenza salvifica e veritativa. L'aiuto che la teologia può offrire a questo livello della "comunicazione della fede" mi sembra decisivo ed imprescindibile e l'investimento in uomini e risorse in tale settore da parte della comunità ecclesiale ormai non più prorogabile. Non meno problematico, ma anche comunque ricco di fascino e fecondo di possibili sviluppi mi sembra l'ambito dell'atto stesso del credere (quello che la teologia classica denominava fides qua creditur) in rapporto alla dimensione comunicativa della fede cristiana. Certo tale atto, come del resto tutti gli atti propri della persona, non è delegabile né facilmente comunicabile, eppure la sua dinamica risulta in ultima istanza radicalmente comunicativa. Il coinvolgimento di tutta la persona nell'atto di fede non può non esprimersi in termini contagiosi all'interno della stessa comunità credente, ma anche in rapporto a chi crede o dice di non credere. In questo ambito si colloca la riflessione sull'intimo e fecondo rapporto fra apologia e martyria (= testimonianza), in quanto solo il tramite del testimone può rendere credibili e accettabili i contenuti della fede che si intende comunicare, ma, anche, paradossalmente, può rendere plausibile il rifiuto non banale, ma pensato e davvero scel- 1.EDITORIALE to, di chi non crede. La metafora del passaggio del testimone nella staffetta richiama, a mio avviso in termini significativi e pregnanti, la trasmissione della fede e la sua dinamica, dove però chi consegna il testimone certamente non lo perde né se ne priva, bensì lo acquisisce in maniera più vera e profonda. A questo livello non è difficile comprendere come la questione non possa restare relegata all'ambito intellettuale e accademico, ma debba necessariamente chiamare in causa tutta la comunità credente, nelle sue diverse componenti, tra cui certamente anche quella teologica. Un'annotazione conclusiva, ma decisiva, mi sembra di doverla dedicare alla constatazione che, in diverse occasioni di riflessione sul tema, è risultata emergente: la fede si trasmette solo nel dialogo interpersonale, ossia nell'incontro da persona a persona, attraverso lo sguardo e la parola, il gesto e l'atteggiamento di chi ha di fronte un altro con un nome e un volto profondamente inalienabili. Nella misura in cui il "virtuale", che tende sempre più a caratterizzare l'orizzonte comunicativo odierno, risulta espressione e aiuto al personale, esso costituisce un elemento determinante e significativo (tra l'altro particolarmente interessante per il suo porsi fra il meramente corporeo-materiale e lo "spirituale") per la comunicazione della fede cristiana, in un rapporto che non sarà certo di mera strumentalizzazione e utilizzazione, ma di autenticazione e falsificazione di vere o presunte possibilità, in un quadro veritativo che rifiuta audacemente, e con la lucida consapevolezza di risultare contro corrente, l'omologazione secondo cui "solo ciò che è virtuale è reale". Ancora una volta la fede cristiana, raccogliendo questa sfida e denunciandone i rischi è chiamata a svolgere un compito profetico nei confronti di ogni deriva ideologica, da cui non sembra immune il dilagante e conclamato fenomeno della globalizzazione. * Docente di Teologia fondamentale presso la Pontificia Università Lateranense, Roma 3
2. APPROFONDIMENTI La responsabilità verso il creato: il cambiamento climatico di ROBERTO PRESILLA* l 9 marzo 2001 si è tenuto a Roma (presso il centro "Villa Aurelia") un seminario di studio dal titolo "Il cambiamento climatico: quale responsabilità per i cristiani?", organizzato dall'Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro e il Servizio nazionale per il progetto culturale. Dopo l'apertura dei lavori da parte di S. Morandini, della Fondazione Lanza, hanno parlato P. Schmitz, della Pontificia Università Gregoriana, e I. Musu, dell'Università di Venezia; nel pomeriggio hanno proposto le loro riflessioni A. Navarra, dell'Istituto di Scienze dell'atmosfera e dell'oceano del CNR di Bologna (un suo volume intitolato Il clima, scritto con A. Pinchera ed edito da Laterza, rappresenta un ottimo punto di partenza per cominciare a informarsi su questi temi), e W. Ganapini, presidente dell'Agenzia nazionale per l'ambiente. Il problema ecologico, si direbbe, è una questione di frontiera in almeno due sensi. Anzitutto, interpella discipline diverse e costringe quindi a fare i conti con metodi e priorità differenziati. Poi coinvolge una schiera non molto ampia di quelli che potremmo chiamare `appassionati', mentre la maggior parte dell'opinione pubblica non va al di là di un generico interesse per questi temi. Questa situazione permette di procedere I 4 con grande flessibilità, alla quale occorre però abbinare un certo rigore se si vuole evitare di offrire analisi affrettate. Con questo spirito è stato organizzato il seminario di studio sul clima, un tema che in misura sempre crescente si presenta all'attenzione dell'opinione pubblica. Occorre anzitutto prendere coscienza che la questione del clima è una questione assai complessa. Lo studio dei cambiamenti climatici e dei fattori che li influenzano coinvolge molte, potenzialmente tutte, le discipline scientifiche oggi praticate: dalla matematica alla fisica, dalla chimica alla biologia, dalla geologia all'informatica. Il lavoro sul clima è quindi inevitabilmente un lavoro di équipe, che però comporta un grande sforzo di collaborazione tra scienziati con conoscenze differenti. Ci sono poi i problemi concettuali dovuti all'interazione tra fattori che sono misurati con metodi diversi e rispetto ai quali, in realtà, sappiamo ancora molto poco. Un punto fermo è il seguente: la storia del clima è una storia di grandi cambiamenti, che segue ritmi lenti ma che presenta anche accelerazioni improvvise, percepibili sulla scala umana del tempo. In altre parole, ci sono state fasi climatiche di lunga durata (si pensi alle grandi glaciazioni di migliaia di anni fa) ma anche cambiamenti più o meno repentini, misurabili in decine di anni e quindi facilmente percepibili dall'uomo. Se guardiamo agli ultimi 6000 anni, per esempio, possiamo notare una certa alternanza tra fasi fredde e calde. Attorno al 4000 a.C., la Terra raggiunge temperature assai elevate: il Sahara è una prateria dal clima umido che ospita civiltà evolute. Tra il XII e il X secolo a.C. il clima si fa fresco e umido e le temperature sono generalmente più basse. Dal IX al XIII secolo d.C. si ha invece quello che viene chiamato l'optimum climatico medievale, con clima mite fino a latitudini polari (in questo periodo i Vichinghi colonizzano la Groenlandia); a questa fase segue una sorta di piccola età glaciale, che dura dal XV fino al XIX secolo. Dal 1850 a oggi, invece, si è verificato un riscaldamento globale, probabilmente provocato dalle attività umane. Come si vede da questi rapidissimi cenni, l'influenza del clima sulle attività umane è un fatto ovvio, anche se la misura di tale influenza non è così facile, dato che le interazioni sono assai complesse e non permettono facili determinismi. È altrettanto chiaro che cambiamenti climatici globali hanno, da un punto locale,
2. APPROFONDIMENTI duate in positivo e non come semplici divieti. Chi crede che la responsabilità ecologica consista nella pura e semplice salvaguardia dell'esistente assume una posizione fuorviante: anzitutto, perché l'esistente è in continua evoluzione, e poi perché l'uomo da sempre agisce modificando l'ambiente (si pensi all'agricoltura o all'addomesticamento degli animali). Bisognerebbe aggiungere che un'etica ecologica di ispirazione cristiana non può certo arrestarsi alla conservazione dell'esistente, dato che questo è contrario in linea di principio a ogni etica cristiana, come suggerisce la parabola dei talenti. Emergono così due linee di riflessione e di impegno. La prima è che evidentemente la questione del clima è, sempre più chiaramente, una questione politica. Si tratta di individuare le istituzioni competenti a legiferare, controllare e indirizzare le scelte in campo ambientale. Si tratta poi di assumere i rischi di scelte che non possono attendere conferme sperimentali: l'interazione con il clima, infatti, non può essere sperimentata in laboratorio, dato che l'unico `laboratorio' attendibile è il mondo in cui viviamo. La seconda, più specificamente culturale, riguarda il superamento di quelle dicotomie concettuali che ci accompagnano almeno dall'età moderna in poi, superamento sul quale si è insistito più volte, anche in questa sede. La contrapposizione tra naturale e artificiale è spesso eccessiva: di certo queste due categorie concettuali hanno un senso relativo per l'uomo, la cui attività da sempre modifica, in misura maggiore o minore, l'ambiente in cui vive. Si tratta allora di rendere più stretto il legame tra comunità scientifica e società civile, così che tutti, scienziati e non, siano in grado di `farsi un'idea' del rapporto tra uomo e clima o, più in generale, tra uomo e ambiente. In concreto, la sfida che abbiamo di fronte è anzitutto una sfida educativa, sia per quanto riguarda i modi di pensare sia per quanto riguarda la vita di tutti i giorni. La riflessione su questi temi è quanto mai opportuna: studiare i cambiamenti climatici permette di farsi un'idea precisa di che cosa sia in gioco. Educare a stili di vita ispirati al criterio della sostenibilità permette poi di tradurre queste analisi nella vita di tutti i giorni. Un'azione congiunta su entrambi i fronti non potrà che istituire un feedback reciproco e positivo: è su questo doppio binario, quindi, che si gioca la partita decisiva del clima nei prossimi anni. *Collaboratore del Servizio Nazionale per il Progetto Culturale della C.E.I. 5 effetti molto diversi: si pensi a El Niño, che in alcune zone causa siccità, in altre inondazioni, e così via. La possibilità, da parte dell'uomo, di influenzare il clima globale non è altrettanto ovvia. Da un punto di vista locale, questo è indubbiamente possibile: le bonifiche, le dighe, le deforestazioni sono tutti interventi umani con conseguenze climatiche evidenti. Il problema non riguarda però questo, ma il clima globale del pianeta. In che misura può essere influenzato dall'uomo? E se tale influsso si verifica, è reversibile oppure no? Da un punto di vista scientifico, si tratta di stabilire se l'uomo abbia contribuito all'attuale riscaldamento globale. Nonostante il parere contrario di qualche scettico, la comunità degli scienziati è orientata verso una risposta affermativa: esiste una correlazione significativa tra aumento delle temperature globali e aumento della percentuale di anidride carbonica nell'aria. Senza entrare in spiegazioni complesse, per le quali si può consultare il volume di Navarra prima citato, si può dire che quando la temperatura globale sale, cresce anche l'anidride carbonica e viceversa. Siccome l'anidride carbonica presente nell'aria sta crescendo a ritmi sempre più accelerati, è possibile prevedere un aumento della temperatura globale tra 4 e 8 gradi centigradi nel prossimo secolo. Se si pensa che la differenza tra periodi freddi e periodi caldi spesso si aggira attorno a 1-2 gradi, si ha subito una percezione chiara dell'ampiezza del fenomeno e dell'impatto che può avere sulla vita umana. Da un punto di vista economico, è chiaro come il problema sia quello di rendere `vantaggiosa' la riduzione dei rischi ambientali e `svantaggiosa' l'assunzione di tali rischi. Il che non significa difendere il profitto: significa piuttosto che non ci si può limitare alla richiesta generica di mantenere l'attuale livello di benessere, riducendo nel contempo i costi di produzione e l'impatto ambientale, senza toccare gli attuali equilibri economici. Un'analisi appropriata dei costi e dei benefici connessi con la prevenzione o riduzione dei danni ambientali consente infatti di rendere più mirate le attività. D'altra parte, è ovvio che il mercato di per sé non previene i danni ambientali, né costringe chi danneggia l'ambiente a pagarne le conseguenze. Da un punto di vista etico, infine, la riflessione ecologica implica da una parte il recupero di concetti come quello di `bene comune', dall'altro una ridefinizione delle responsabilità umane, che vanno indivi-
3.DOSSIER Trasmissione della fede e progetto culturale di ANTONIO STAGLIANÒ* rasmettere la fede è per la Chiesa certamente il compito decisivo, resta tuttavia anzitutto un dono. La fede è, infatti, attestazione di aver ricevuto e accolto il Vangelo del Signore: «Vi ho trasmesso quello che anch'io ho ricevuto», afferma Paolo (1Cor 11, 23-24). In ogni tempo, i cristiani sono chiamati a restare saldi nel Vangelo e a diventarne - con gioia e fierezza - annunciatori e testimoni, senza risparmio di energie e in tutta creatività, ma sempre dentro un impegno comunitario: è la Chiesa il soggetto vivo della fede e della sua trasmissione, in un'opera di evangelizzazione mai esauribile in questa storia. T Contesto e impianto del Seminario di studio Proprio questa inesauribilità della missione rimanda all'urgenza di riprendere sempre il cammino, al di là di ogni scoraggiamento per le difficoltà incontrabili a causa di condizioni culturali in continuo mutamento, e al di là delle fatiche che un doveroso discernimento culturale impone, affinché il messaggio della salvezza risulti oggi realmente intelligibile, nel suo contenuto dottrinale e nelle sue forme testimoniali. Perciò, «Duc in altum! Questa parola risuona oggi per noi, e ci invita a fare memoria grata del passato, a vivere con passione il presente, ad aprirci con fiducia al futuro: "Gesù Cristo è lo stesso, ieri, oggi e sempre!" (Eb 13,8)» (NMI, 1). 6 L'incoraggiamento del Papa alla speranza nella Novo Millennio Ineunte sintetizza la consapevolezza grata delle meraviglie compiute da Dio durante l'esperienza del Giubileo e orienta la Chiesa a «interrogarsi sul suo rinnovamento per assumere con nuovo slancio la sua missione evangelizzatrice» (NMI, 2). La Chiesa italiana ha raccolto questo invito e ha pensato di incentrare proprio sul tema della comunicazione della fede gli Orientamenti pastorali per il prossimo decennio. Il Seminario di studio, organizzato dal Servizio nazionale per il progetto culturale, a Roma presso Casa San Bernardo (il 23-24 Marzo 2001) su "Trasmissione della fede e progetto culturale" si è situato in questo più ampio contesto di elaborazione e ha inteso programmaticamente offrire - dal proprio specifico approccio - un umile contributo. Dopo l'Introduzione di Antonio Staglianò - che per il Servizio nazionale ha coordinato i lavori, sottolineando la possibile fecondità della riflessione per la questione più ampia della "conversione della pastorale ordinaria" -, l'articolazione della ricerca si è mossa entro tre grandi orizzonti tematici: a. quello di puntualizzare la problematicità della trasmissione culturale oggi, di cui la trasmissione della fede risulta un caso specifico e "singolare" (a questo ambito sono state dedicate le tre prime relazioni di G. Colzani, «La trasmissione della fede e gli odierni mutamenti culturali»; di F. Botturi, «Trasmissione culturale e comunicazione dell'esperienza: aspetti antropologici», e di F. Colombo, «La trasmissione della fede tra innovazione tecnologica e ricupero della familiarità»); b. quello di ricercare come una "una grammatica della trasmissione della fede", lasciandosi aiutare - e comunque criticamente vagliandoli - da esempi singolari della storia della Chiesa del passato, scavando per suggerimenti autorevoli nel periodo patristico e in quello moderno (le relazioni di E. Dal Covolo, «Vie di trasmissione del Vangelo: alla scuola dei nostri Padri», e di R. Savarino, «La trasmissione della fede nella crisi della modernità: la riforma tridentina»); c. quello di indagare sul significato (oggettivo) dell'appartenenza ecclesiale istituita dal credere e sulle sue possibili personalizzazioni - praticate talvolta soggettivisticamente (la relazione di G. Canobbio, «Fede e Chiesa: credere e appartenere»), per discernere vie e percorsi nuovi o nuove forme di comunicazione della fede all'altezza dell'odierno contesto socio-culturale, senza appiattimento o omologazione, ma con creativa innovazione, fino a pensare le condizioni della ricerca di una rinnovata simbolica cristiana (la relazione di D. Gianotti, «Trasmissione attraverso la parola e/o i segni: la sorte dei simboli cristiani»). Le Conclusioni sono state tenute da S. E. Mons Francesco
1. EDITORIALE Lambiasi, il quale - nella sua qualità di Presidente della Commissione episcopale per la dottrina della fede e la catechesi - non ha mancato di focalizzare la concretezza strategica delle considerazioni svolte per l'impegno di evangelizzazione della Chiesa nell'immediato futuro, attese le sfide poste dai tanti rivolgimenti culturali in atto, i quali richiedono un supplemento di fantasia operativa da parte di tutti, particolarmente del laicato, affinché la trasmissione della fede risulti efficace, porti cioè alla effettiva conversione dei cuori, secondo il Vangelo di Gesù, e, perciò, incida fattivamente nella vita della gente, rinnovando le mentalità, imprimendo nel quotidiano maggiore spiritualità, sviluppando un nuovo ethos e contribuendo a creare nuova cultura, più cristianamente orientata. 3.DOSSIER situazione antropologica di scissione tra la dimensione razionale e quella affettiva», deleteria per quell'unità dell'esperienza, così decisiva per ogni trasmissione culturale: «L'identità soggettiva degli individui in queste condizioni è incerta, fragile, sofferente oppure parziale e aggressiva e le relazioni sono instabili, idolatrate e odiate insieme» (Botturi). Mentre l'organizzazione tecnologica forgia un mondo apparentemente dominato dalla razionalità, l'ordine degli affetti è lasciato a uno spontaneismo sgregolato, nel quale ognuno fa da sé, con una forte tendenza al conformismo e alla omologazione e con una progressiva perdita della capacità di unificazione della propria esistenza, anche attraverso il sentimento della memoria, dell'essere cioè legati a un passato. L'odierna difficoltà di "riconoscersi generati" porta a indebolire - fino talvolta a farla sparire - la memoria collettiva, con la conseguente perdita dell'identità culturale, come appartenenza a comunità che condividono valori diffusi, in riferimento ai quali si gioca la libertà dei soggetti. L'eterogeneità delle visioni del mondo, riferite ai vissuti singolari degli individui e dei gruppi, irriducibilmente autonomi consuma quella diffusa perdita di esperienza che è alla base della crisi di senso e di orientamento di tutti e particolarmente delle giovani generazioni: più che soggetti di esperienza, protagonisti della propria vita, si è come "vissuti", as-soggettati da processi eterodiretti da altri. A forgiare questa nuova condizione umana hanno contribuito anche le accelerazioni del quotidiano vivere causate dalle innovazioni tecnologiche nel campo dei Media: le reti di comunicazione ridefiniscono l'idea stessa della comunità, rompono i quadri di riferimento del passato, stabiliscono nuovi ritmi stessi all'esistenza, introducendo una dirompente destrutturazione del nucleo familiare. La famiglia (ma anche la parrocchia) ha difficoltà a definirsi come luogo in cui si trasmettono contenuti. Tanto più che il successo dei new media sembra consacrare l'atto dello scambio comunicativo (prevalentemente emozionale) con una abbondante indifferenza circa i contenuti trasmessi: La comunicazione virtuale la vince sulla comunicazione in presenza, per cui contenuti "pesanti" come quelli relativi all'identità religiosa sembrano risentire di crescenti difficoltà sul territorio della comunicazione emozionale tipica delle nuove reti» (Colombo). La trasmissione culturale (=accogliere e trasmettere) viene consistentemente compromessa, perché la stessa esperienza fondamentale (antropologica) del ricevere-donare tende ad assumere dimensioni 7 Nelle sfide del mutamento culturale: acquisizioni rilevanti 1. La cultura è processo umano destinato a un continuo cambiamento. Le difficoltà dell'oggi, però, sembrano dovute al fatto che il mutamento è radicalmente accelerato, tanto da disorientare, mettendo in crisi la trasmissione culturale da una generazione all'altra. Perciò, trasmettere la fede è divenuta una "questione più seria", un compito più difficile e complicato di quanto non lo sia stato nel passato. È proprio la cura della fede per l'oggi e per il futuro a richiedere una riflessione critica dell'odierno contesto culturale per un discernimento non negligente su quegli aspetti dell'attuale sociocultura che risultano particolarmente decisivi per la comunicazione della fede. La comunicazione umana - base di ogni trasmissione culturale - evidenzia fenomeni contraddittori: da una parte si espande tecnologicamente - dischiudendo ampie e inedite possibilità -, dall'altra sembra sfuggire «alla problematica del senso e dei valori», funzionando più come veicolazione di conoscenze e di informazioni che non come trasmissione di esperienze. Tenendo conto di questi limiti comunicativi occorre ripensare nuove forme di comunicazione culturale della fede con l'avvertenza di «saper rendere ragione della fede come forza di vita, come ragione di speranza e di gioia, come singolare pienezza, come radice di solidarietà e di impegno» (Colzani). 2. La crisi della comunicazione umana è però ancora più profonda, incide e tocca l'uomo nelle sue esperienze costitutive, producendo una «caratteristica
3.DOSSIER individualistiche ed è spesso tarlata da una logica mercantile e consumistica. 3. Su questo sfondo (condiviso da tutte le analisi) va valutata l'attuale "fame di simbolo" di gran parte della cultura post-moderna: la riscoperta del simbolico si sposa, infatti, con la rinuncia alle forme forti del pensiero e, pertanto, enfatizza solo l'aspetto superficiale dell'immagine, senza perdere tempo nel doveroso processo di interiorizzazione: guarda, ammira, ma non aderisce, non partecipa; esalta la spettacolarizzazione, ma non raccorda l'esperienza del simbolo con la scoperta della verità (il logos della realtà) e con l'accoglienza del bene (la conversione etica): «il rischio è quindi quello di una riduzione in chiave estetizzante, che non contribuisce però a creare l'unità esistenziale». La ricerca di una rinnovata simbolica cristiana dovrà tenere conto delle "modificazioni del sensorio" (M. McLuhan e W. J. Ong) introdotte dalla tecnologia della comunicazione, ma anche del fatto che, oramai, è proprio la moderna comunicazione di massa il luogo rilevante della produzione di simboli: questa incide enormemente nella stessa percezione dei segni liturgici - deputati a esprimere e appropriare la fede - trasformando la pratica liturgica (Gianotti). 4. Tutto questo (ma, non solo questo) costringe la fede a un individualismo e privatismo religioso che depaupera di gran lunga l'esperienza credente: la fede non è più recepita nella sintesi vitale di fides qua (atteggiamento affettivo del credere) e di fides quae (le verità oggettive della fede), e perciò viene considerata alternativamente e separatamente o come astratta dottrina dogmatico-morale o come sentimento religioso e emozione, senso senza verità. Il rischio di impoverimento nella trasmissione della realtà fede cristiana è scontato, fino alla negazione della sua essenziale dimensione pubblica, perché appaiono compromesse quelle condizioni culturali e contestuali (anche istituzionalizzate) importanti per la comunicazione della fede nell'oggettività della sua proposta salvifica. La soggettivizzazione delle scelte morali e la selezione individuale dei contenuti della fede sono fenomeni che riguardano non solo il cattolicesimo, ma tutte le confessioni cristiane, dando figura alle cosiddette "appartenenze con riserva" per riferimento a quei cristiani che si identificano con la Chiesa solo parzialmente, perché sulla base del principio della gerarchia delle verità (UR 11) e in nome della libertà di coscienza ritengono di avere il 8 diritto di decidere se aderire o no agli orientamenti della Chiesa in materia di dottrina e di prassi pastorale. Tuttavia l'individualismo culturale sembra prevalere anche in quelle forme organizzate dell'esperienza ecclesiale che in apparenza si presentano più compatte, meglio aggregate, come nei movimenti ecclesiali. Per Canobbio è necessario indagare in profondità: «la carica di forte consapevolezza e di coesione del gruppo e/o del movimento rischia di identificarsi con l'appartenenza alla Chiesa, affrettatamente descritta come comunità di fratelli alla quale - secondo una critica ricorrente - legano ragioni più psichiche che pneumatiche, per quanto si tenda a vedere proprio nella coesione con i "simili" un segno dello Spirito». Per una grammatica della trasmissione della fede 1. Una avvertita consapevolezza del contesto culturale è importante, non solo per individuare problematicamente i limiti e le difficoltà, ma anche per poter apprezzare le nuove possibilità dischiuse da alcune espressioni culturali alla comunicazione della fede, aiutando il ripensamento di tante forme di annuncio del passato, divenute forse desuete o, comunque, bisognose di innovazione. Decisiva appare la questione dell'appartenenza ecclesiale, della quale occorre elaborare e precisare senz'altro "criteri oggettivi", tuttavia assumibili non come parametri esterni troppo rigidi: la Chiesa che trasmette la fede è popolare e non elitaria e i legami di appartenenza - necessari perché si costituisca una tradizione - vanno continuamente verificati e non sempre si possono misurare con il metro dell'apparente adesione alla dottrina o alle norme morali. Questi legami - che certo devono avere una espressione ecclesiale non sfilacciata - affondano le radici nella coscienza della gente e richiedono una conversione permanente, sulla base di una decisione libera e personale all'appello del Dio Amore che si autocomunica e salva in Cristo. Incalzanti restano le domande: quale tipo di appartenenza favorisce e promuove la libertà richiesta dall'atto della fede e della sua trasmissione? Ma, anche quale natura dovrà avere la libertà perché coesista con l'appartenenza ecclesiale e non si senta da essa coartata e compressa, impoverita? 2. La trasmissione della fede si accende e si compie entro una ineliminabile interazione tra la libera
1. EDITORIALE risposta dell'uomo all'iniziativa di Dio rivelantesi - che in quanto atto della persona non può essere trasmesso, ma solo testimoniato -, e l'insieme di contenuti, riti, enunciati, comportamenti, insegnamenti - cioè tutto quanto consente di «esprimere e di trasmettere la fede, di celebrarla in comunità, di assimilarla, e di viverne sempre più intensamente» (CCC 170). La coimplicazione interiore dei questi due momenti dell'unico atto - con cui nella Chiesa e attraverso la Chiesa la fede si trasmette di generazione in generazione - è il risultato sintetico che emerge dalle relazioni "storiche", dedicate ai Padri e alla Riforma tridentina. L'impegno dei Padri - secondo Dal Covolo - (con riferimento puntuale a Ireneo, Agostino e Ambrogio) per l'accertamento, la conservazione e la retta spiegazione della regola della fede combinava, senza estrinsecismo, l'esposizione chiara delle verità della fede con la difesa della dottrina dagli attacchi degli eretici e la testimonianza di una vita esemplare e irreprensibile. D'altronde fu proprio questa per Ambrogio "un'autentica strategia" per la conversione di Agostino: «Ambrogio sospende le parole, lascia parlare i fatti, e con la sua prassi afferma che la trasmissione della fede non può avvenire soltanto a parole, ma passa attraverso la testimonianza della vita». Da questo principio scaturisce una educazione catechistica popolare nella quale la dottrina cristiana risulta capace di introdurre mistagogicamente nei misteri di Dio anzitutto perché mostra come la luce di Dio penetra nella vita dell'uomo riempiendola di gioia e di speranza. Lo stesso principio - secondo la relazione di Savarino - è ravvisabile nel complesso delle iniziative pastorali progettate e compiute nell'età tridentina per il recupero dell'identità cattolica della fede in un'epoca di grande crisi. L'opera di riforma ha investito persone, istituzioni, attività in campo scolastico, educativo, artistico, caritativo e di missione con il risultato positivo di frenare l'avanzata protestante, arrestare lo sgretolamento della Chiesa, riacquistando compattezza ed efficienza, fino a far diventare il cattolicesimo una religione mondiale con un linguaggio religioso comune, entro pratiche comuni, sulla base delle quali rifiorirono spiritualità e santità, quando non forme eroiche di carità. Gli elementi negativi non vanno dimenticati (religione come consuetudine sociale; ruolo subordinato dei laici; irrigidimenti che portarono alla proibizione della Bibbia) ma nemmeno enfatizzati, ma criticamente considerati in modo sereno. Tuttavia si è rilevata la volontà programmatica «di far corrispondere il vissuto alla norma, di 3.DOSSIER non tollerare le macroscopiche e scandalose contraddizioni tra il dichiarato e il praticato che avevano contraddistinto l'età precedente». 3. Il compito di trasmettere la fede diventa allora impegno a superare la dicotomia tra vangelo e vita, tra fede e cultura e, per questo, tiene normativamente conto di alcuni "estremi metodici", ineliminabili per accogliere e rispondere alle sfide poste dai mutamenti culturali odierni: 3.1. la vita, l'esistenza del popolo di Dio, e in esso l'agire di ogni persona, sono lo spazio imprescindibile della tradizione della fede, sono il luogo nel quale accade la comunicazione della promessa di un Regno di Dio che redime la storia dalle brutture dell'iniquità; 3.2. la trasmissione della fede accade in modo incarnato: non potrebbe essere altrimenti a considerare tutta la vicenda della autocomunicazione di Dio. Dio non viene tanto all'idea, al concetto, ma si narra nella storia: è un Dio vivente e vitale; 3.3. la traditio fidei non può subire trasformazioni: «Gesù Cristo è ieri, oggi e sempre». Questa stabilità non è come una prescrizione esterna, ma è la conseguenza inevitabile del fatto vero che nella traditio fidei la realtà stessa del Dio/agape ne è il contenuto vivo. Questo effettivamente non muta mai: il suo amore per gli uomini. Nessuna esperienza religiosa trasmetterà il Dio di Gesù e la sua salvezza, se non quella che porta il chiaro segno dell'amore che si dona spingendo in libertà il dono della propria vita fino alla morte; 3.4. la destinazione universale della traditio fidei, richiede oggi che la comunicazione della fede si svolga non soltanto attraverso l'annuncio esplicito del kerigma e della dottrina, ma anche con una mediazione intelligente e critica della sua verità, capace di mostrare l'interiore corrispondenza tra la sapienza di Dio e la ricerca umana della verità. Il nesso tra fede e culture è diventato complesso e difficile, ma non per questo indistricabile: un grande lavoro attende per il futuro ogni cristiano che voglia sul serio fare della causa di Gesù il fondamento della sua esistenza per il bene suo e di tutti. Anche per questo il lavorìo del Progetto culturale serve l'evangelizzazione e la trasmissione della fede. *Consulente del Servizio Nazionale per il Progetto Culturale della C.E.I. 9
Comunicazioni sociali "Chiesa in rete" Sono usciti gli Atti del Seminario "www.chiesa in rete - Nuove tecnologie e pastorale", organizzato a marzo dello scorso anno dall'Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali con il contributo del Servizio Informatico, dell'Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici, l'Ufficio amministrativo, l'Ufficio giuridico e il Servizio nazionale per il Progetto Culturale della Conferenza Episcopale Italiana. Il testo contiene tutte le relazioni, gli interventi e i contributi; è disponibile anche la versione "informatizzata" su dischetto, allegato allo stesso volume.La registrazione degli interventi e alcuni di essi erano già disponibili nel sito www.chiesacattolica.it. ad avere accesso alle news quotidiane selezionate dall'Ufficio. Attraverso questo servizio si potrà accedere alla rassegna completa della giornata effettuando anche ricerche di archivio sui testi degli articoli. La rassegna stampa della Cesi è on line Dalla fine del mese di marzo è possibile consultare la Rassegna stampa quindicinale della Cesi (Conferenza episcopale siciliana) all'interno del suo sito. La rassegna si articolerà in quattro sezioni: Cesi e Cei, Vita delle diocesi siciliane, Eventi, Temi e sarà arricchita di volta in volta da eventi speciali come, ad esempio, il IV Convegno delle Chiese di Sicilia appena conclusosi. Tra le testate in rassegna figurano il Sir, Avvenire, L'Osservatore Romano, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Giornale di Sicilia, Il Corriere del Mezzogiorno, La Sicilia e altri. Nuovo mensile per la diocesi di San Severo... Si chiama "Oltre la porta" il nuovo mensile della diocesi di San Severo, presentato ufficialmente i primi di marzo. La rivista, diretta da Francesco Armenti, avrà notizie di vita diocesana e del territorio, inchieste, una rubrica di approfondimento culturale e teologico, recensioni, note di costume, e l'agenda del vescovo. Nel sito della diocesi, di imminente apertura, ci sarà un link del mensile. Nuovi servizi stampa nel sito della CEI Il servizio di segnalazione quotidiana delle principali testate nazionali, già da tempo presente nel sito della C.E.I. si è aggiornato. La nuova configurazione è stata pensata per due tipologie di approccio e per due differenti categorie di utenti: le "Segnalazioni" sono un servizio rivolto ad ogni navigatore della rete che, dal sito www.chiesacattolica.it, potrà avere una rapida comprensione dell'attenzione che l'informazione quotidiana dedica a temi che maggiormente interessano la comunità ecclesiale; la "rassegna stampa", invece, un'area riservata agli utenti registrati, pensata in modo particolare per coloro che sono chiamati a responsabilità o lavorano nel mondo della comunicazione sociale o sono interessati 10 ... e un'agenzia per Frosinone-Veroli-Ferentino. Il primo numero dell'agenzia di informazioni mensile, "la Parola che corre" è uscito l'8 marzo e si affiancherà al quadrimestrale già esistente. «L'esigenza - spiega mons. Ferrari, direttore dell'Ufficio per le Comunicazioni sociali della diocesi - è quella di rendere più diretta, immediata, puntuale e calata nel presente l'informazione religiosa.
4.COMUNICAZIONI SOCIALI La programmazione ha visto circa una sessantina di film ed una trentina di video tutti girati da registi africani o provenienti dalla diaspora africana in Europa. All'agenzia, che si rivolge agli operatori della pastorale, agli insegnanti di religione, ai catechisti e ai sacerdoti, faranno capo mensilmente i tre settori attraverso cui si articola la pastorale diocesana ordinaria: santificazione, evangelizzazione e carità. La Chiesa non è un museo La Conferenza Episcopale Ceca ha ideato uno "spot pubblicitario" che ha trasmesso su alcune emittenti radiofoniche private. «La Chiesa - recita il messaggio - non è un museo, ma una società vivente che conta anche su di te. Ricordati della tua fede al momento del censimento». L'iniziativa ha lo scopo di sensibilizzare i cittadini della Repubblica Ceca che sono cattolici a dichiararsi esplicitamente tali nel censimento programmato per quest'anno. Il messaggio non ha trovato ospitalità nella Radio di Stato. Un'agenzia per la Comunità di accoglienza (CNCA) "Redattore sociale" è la nuova agenzia di stampa quotidiana promossa dal Cnca. Rivolta a testate giornalistiche, istituzioni ed organizzazioni del non profit, l'agenzia offre un notiziario quotidiano dal lunedì al venerdì, allegando ad ogni lancio approfondimenti, schede e tabelle oltre al calendario degli appuntamenti più importanti in ambito sociale, alla rassegna legislativa e ai dati sulle associazioni spaziando in 73 aree tematiche raggruppate in 11 macroaree sui fenomeni sociali più rilevanti (minori, immigrazione, disabili, carcere, ecc.). La direzione, sotto la guida di Sergio Trasatti, è a Capodarco con collaboratori a Roma, Milano, Torino, Napoli e Palermo. Direttivo dell'UCIP a Verbania Si sono ritrovati a Verbania, il 13 e 14 marzo, i cinquanta membri del direttivo dell'Ucip (Unione cattolica internazionale della Stampa) per rivedere il loro statuto in vista del Congresso in programma a Friburgo dal 19 al 23 settembre prossimi. L'assemblea, oltre ad eleggere il nuovo presidente internazionale (in una rosa di sei candidati: tre statunitensi, uno svizzero e due brasiliani) ha deciso di riflettere su "I media e la sfida della mondializzazione", attraverso il contributo di esperti ma anche la testimonianza di molti giornalisti del terzo mondo e di aree dove professare la propria fede attraverso i giornali può aprire le porte del carcere. Un sussidio sull'immigrazione L'Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della C.E.I., la Caritas e la Fondazione Migrantes hanno elaborato una Guida pratica per l'immigrazione intitolata "Nella Chiesa nessuno è straniero" e destinata agli operatori socio-pastorali. Il sussidio parte dalla memoria dell'emigrazione italiana per approfondire, poi, le caratteristiche dell'attuale immigrazione in Europa, le motivazioni che spingono gli immigrati a lasciare il proprio Paese e il ruolo di accoglienza che possono svolgere le comunità ecclesiali. Le porte della cattedrale aperte ai giovani La diocesi di Faenza-Modigliana ha aperto le porte della sua cattedrale per ospitare tutti i giovani, credenti e non, per un concerto del cantautore Angelo Branduardi , "L'infinitamente piccolo" dedicato alla figura di San Francesco. 11 Festival del cinema africano Si è svolta a Milano, dal 23 al 29 marzo la XI edizione del Festival del Cinema africano organizzato dal COE (Centro di orientamento educativo).
4.COMUNICAZIONI SOCIALI Lo scopo, ha spiegato lo stesso vescovo, mons. Castellani, è quello di annunciare la Parola di Dio attraverso il linguaggio della musica a cui i giovani sono particolarmente sensibili. Al concerto hanno preso parte più di cinquemila persone. www.puntogiovane.org si può ricevere, via sms sul cellulare, un versetto del Vangelo ogni giorno. Nel giro di pochi mesi gli "iscritti" sono arrivati a quota 700 e sono in crescita. Centenario de "La Settimana" di Rovigo Il giornale diocesano "La Settimana", di Rovigo, ha festeggiato il centenario dalla fondazione, ospitando, dal 29 al 31 marzo, l'annuale convegno della Federazione Italiana settimanali cattolici (Fisc). Tema del meeting di quest'anno è stato "Il rispetto e la salvaguardia ambientale, a 50 anni dall'alluvione del Polesine". Giovani.org: buon anniversario! Ha festeggiato il 16 marzo il suo primo compleanno www.giovani.org, il sito internet proposto dal servizio nazionale di pastorale giovanile della C.E.I.. Con l'occasione è stato lanciato anche "G" uno spazio rivista dove i ragazzi possono commentare le notizie, dialogare e confrontarsi tra di loro. Per seguire "G" è sufficiente connettersi al sito www.giovani.org oppure a www.gweb.it. 30 candeline per la rivista dei Passionisti La rivista dei Passionisti, "Presenza Missionaria Passionista", ha compiuto trent'anni ed è entrata nella "rete". Da gennaio è infatti possibile consultare il periodico sul sito Internet dei Passionisti della Provincia religiosa dell'Addolorata, all'indirizzo www.passionisti.org. Padre Antonio Rungi, direttore dell'Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali di Sessa Aurunca, ha commemorato la ricorrenza della nascita della rivista, sottolineando come questa abbia "formato spiritualmente e culturalmente tantissime persone, che da questa sorgente di informazione hanno attinto stimoli e motivi per guardare avanti con speranza e semplicità nei vari campi del loro agire sociale". Rimini: Quaresima on line Il centro aggregativo dei giovani di Riccione, in diocesi di Rimini, ha attivato sul sito "Puntogiovani.org" un servizio di messaggeria spirituale: "Quaresima on line" sul quale i ragazzi della diocesi, mantenendo l'anonimato, potranno, per tutto il periodo della Quaresima, depositare i loro pensieri e le loro riflessioni su argomenti religiosi, spirituali e sulla formazione umana e cristiana. Questa iniziativa si collega ad una precedente denominata "Vangelo sms": iscrivendosi sul sito 12
5. PROGETTO CULTURALE nel Magistero dei Pontefici"; Romano Cecolin su "L'arte nella Bibbia", M. Antonietta Crippa su "Liturgia e arte"; Cecilia De Carli su "Arte contemporanea e luoghi di culto"; Carlo Lanteri su "Maestro dove abiti? Le Cattedrali liguri". Cantiere aperto Monreale e Corleone (PA) 23 dicembre 2000 - 6 maggio 2001 L'Assessorato Turismo, Comunicazioni e Trasporti della Regione Siciliana e la Curia Arcivescovile di Monreale, in collaborazione con la Città di Corleone e con la consulenza tecnico-scientifica della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo, organizzano la mostra "Gloria Patri. L'arte come linguaggio del sacro". L'iniziativa ripercorre un itinerario d'arte lungo otto secoli (XII-XIX) che ha visto avvicendarsi nel territorio della diocesi di Monreale artisti quali Pietro Novelli, Antonello Gagini, Antonello Crescenzio, i Martorana, i Marabitti, Alessandro Allori e Matthias Stom. Sono in mostra poi antiche manifatture orafe, sculture lignee, maioliche, oggetti di culto e paramenti sacri. Sora-Aquino-Pontecorvo 26 gennaio - 18 maggio La diocesi organizza una serie di incontri-dibattito dal titolo "Tra fede e cultura". Intervengono: don Marco Ignavi, della Comunità di Sant'Egidio, su "Ecumenismo oggi"; mons. Luigi Petris, direttore nazionale della Migrantes, su "Immigrati: stranieri, ospiti, concittadini?"; Salvino Leone, medico e docente di Teologia morale nella Facoltà teologica di Palermo, su "Verso una nuova identità dell'uomo? Le sfide della manipolazione genetica"; S.E. Mons. Luca Brandolini, Vescovo di Sora-Aquino-Pontecorvo, su "Quali cristiani per il terzo millennio?". Il calendario prevede inoltre dal 18 al 25 marzo una "Mostra sulla Sindone" in videoconferenza. Torino febbraio - marzo L'Intersegreteria culturale diocesana rende note le attività svolte da diverse realtà ecclesiali. Segnaliamo, tra le molte altre, la serie "Mediamondo. Uomo, tecnologia, informazione", la conferenza di Giuseppe Ghiberti su "La figura di cristianesimo nella tradizione giovannea", l'itinerario formativo "In che cosa crede chi crede? Un percorso attraverso il Credo", gli incontri su "Gli eventi storici del Piemonte nelle voci dei suoi poeti", il convegno dal titolo "Crisi dell'etica?", cui intervengono F. Botturi, L. Boella, G. Riconda, C. Vigna, L. Ceppa, C. Ciancio. Albenga-Imperia 16 gennaio-9 marzo L'Associazione Mons. Palmarini, l'Istituto Superiore di scienze religiose all'Apollinare, l'Ufficio catechisticoscolastico diocesano e la Consulta per le aggregazioni laicali organizzano dal 16 al 30 gennaio tre serate di aggiornamento su "Cattolicesimo e Protestantesimo a confronto". Don Mario Calzignato sviluppa il tema in tre conferenze su "L'angoscia di Lutero: la ragione di una crisi", "Il Vangelo negli scritti giovanili di Lutero" e "L'accordo bilaterale luterano-cattolico". Dal 9 febbraio al 9 marzo, in collaborazione con l'Unione Cattolica Artisti Italiani, i soggetti sopra menzionati promuovono una serie di incontri rivolti a docenti, artisti e studenti dal titolo "Arte e iconografia cristiana: Maestro dove abiti?". Intervengono Luigi Negri su "L'arte Siracusa 9 e 16 febbraio La diocesi promuove il 9 febbraio un convegno di studi storici su "La Chiesa siracusana dagli inizi del '900 al Concilio Ecumenico Vaticano II", cui intervengono P. Borzomati, G. Zito, S. Gozzo, C. Piccione. Il 16 febbraio Giuseppe Voza e Pasquale Culotta tengono una conferenza su "La cattedrale di Siracusa: aspetti storico-archeologico, architettonico, artistico, liturgico, spirituale". 13
5. PROGETTO CULTURALE Le Castella (KR) 10-11 febbraio e Latina 29 marzo Don Antonio Staglianò tiene a Le Castella due lezioni su "Le tre piste di ricerca del progetto culturale" alla Scuola diocesana per operatori pastorali "Fides et ratio" e a Latina una conferenza su "La cura della fede per una cultura della speranza". gura l'antica chiesa di Sant'Alberto, di recente restaurata, quale sede della pastorale degli artisti. L'iniziativa si inserisce in un cammino di amicizia tra Chiesa a artisti che ha tratto impulso dal Giubileo. Urio (CO) 21-22 febbraio La Prelatura dell'Opus Dei organizza, in collaborazione con alcuni sacerdoti di diocesi dell'Italia settentrionale, un incontro di studio su "La missionarietà della Chiesa nella società multiculturale e plurireligiosa". Intervengono: don Paul O'Callaghan, decano di Teologia della Pontificia Università della Santa Croce; don Adriano Vincenzi, vicario episcopale per la cultura della diocesi di Verona; don Davide Righi, incaricato per l'ecumenismo nella diocesi di Bologna; don Paolo Sartor, responsabile del servizio per il catecumenato della diocesi di Milano. Piacenza 13 febbraio-4 maggio "Punto Incontro", il Servizio diocesano cultura, scuola e lavoro, organizza una serie di incontri-dibattito sui seguenti temi: "A 35 anni dalla conclusione: bisogna ritornare al Concilio Vaticano II", "Laici, laicità, laicizzazione e laicismo", "Il ritorno della politica e del bene comune", "Il ruolo pubblico della famiglia e le unioni di fatto", "L'aziendalismo universale: oggi conta solo il profitto?", "Chi ha paura della bioetica?", "Coltivare la vita tra le generazioni", "La carta d'Europa e le basi etiche del progetto unitario", "Musulmani in casa nostra. Che fare?", "Dare a ciascuno una voce". Nella sede di "Punto Incontro" si tiene poi ogni sabato una rassegna stampa di articoli e studi apparsi su quotidiani, riviste e libri di interesse comune. Inoltre dal 13 al 26 febbraio si tiene la settima Settimana sociale dei cattolici piacentini sul tema "Quale vita in un mondo compatibile", frutto della collaborazione tra la diocesi e l'Università Cattolica. Intervengono: Carlo Casalone, della rivista Aggiornamenti sociali, su "Recenti progressi dell'ingegneria genetica: scoperte, speranze e ricadute sociali ed etiche"; Carlo Lorenzoni, direttore dell'Istituto di Botanica e Genetica vegetale della Facoltà di Agraria dell'Università Cattolica, su "I cibi transgenici: normativa e controllo della qualità"; Michele Colasanto, pro-rettore dell'Università Cattolica, su "Il globo conteso: globalizzazione, biotecnologie, sviluppo compatibile non esclusivamente economico ma integralmente umano"; Eugenio Zucchetti, docente di Sociologia economica nell'Università Cattolica, su "L'altro mi guarda e mi riguarda: uno stile di vita cristiano che prende posizione per l'altro". Infine dal 16 al 28 febbraio viene allestita presso l'Università la mostra su "Il volto umano dell'embrione. Quando è iniziata la mia vita", a cura dell'Associazione Meeting per l'Amicizia dei Popoli. Falconara (AN) 22 febbraio L'Ufficio diocesano di pastorale universitaria, l'Istituto Superiore Marchigiano di Scienze Religiose, la Scuola diocesana di Teologia per Laici, la sezione di Ancona della Società Filosofica Italiana e il Circuito Sentieri di Cinema, con il patrocinio del Comune, organizzano nell'Aula Magna di un Liceo una serata di riflessione su "La persecuzione e il martirio della Chiesa". Intervengono: Romano Scalfi, direttore della rivista Russia Cristiana e Nicola Bux, vicepreside dell'Istituto Teologico Ecumenico di Bari. L'iniziativa si inserisce nel percorso di studio e di riflessione sul totalitarismo del XX secolo dal titolo "Il mistero del male nel grembo della storia". Oppido Lucano (PZ) 22-24 febbraio La parrocchia dei Santi Pietro e Paolo organizza tre serate sulla Dominus Iesus, la dichiarazione circa l'unicità e l'universalità salvifica di Gesù Cristo e della Chiesa. Intervengono: don Giuseppe Greco, il Vescovo di Acerenza Mons. Michele Scandiffio e padre Emanuele Bochicchio. Genova 26 febbraio Il Meic organizza nel Palazzo dell'Università una giornata di riflessione sul tema: "L'università cambia. E noi? Autonomia universitaria e responsabilità dei Trapani 18 febbraio Nella ricorrenza della memoria liturgica del Beato Angelico, il Vescovo Mons. Francesco Micciché inau- 14
5. PROGETTO CULTURALE di identità e intercultura". L'iniziativa si colloca al termine di un progetto di educazione allo sviluppo ed intende delineare le caratteristiche culturali dei diversi Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Nell'ambito del progetto nelle città di Trieste, Ancona, Bari, Reggio Calabria, Catania, Oristano, Castellammare di Stabia, Livorno e Genova vengono promosse attività culturali e manifestazioni per sensibilizzare la popolazione locale all'intercultura e alla solidarietà. cattolici". Intervengono Sandro Pontremoli, rettore dell'Università; M. Antonietta Falchi Pellegrini, presidente del gruppo Meic di Genova; Lorenzo Caselli, presidente nazionale del Meic; Enrico Albareto, presidente della Elsag spa; Michele Lucchesi, presidente nazionale della Fuci; mons. Ignazio Sanna, assistente nazionale del Meic; Angelo Campodonico; Giovanni Guglielmini; Giancarlo Torre; Danilo Veneruso; Giovanni B. Vernier. Renato Balduzzi, vicepresidente nazionale del Meic, illustra le conclusioni. Novara e Galliate 4-18 marzo La diocesi, in collaborazione con i centri e le associazioni culturali cattoliche, i Frati minori francescani e la parrocchia e il Comune di Galliate, organizzano una serie di attività in onore di San Giuseppe Maria Gambaro, missionario e martire. Segnaliamo dal 4 al 10 marzo a Novara la mostra su "La testimonianza dei martiri" e il 17 marzo a Galliate il convegno su "Oriente e Occidente: il cammino del Vangelo", cui intervengono: padre Giancarlo Politi su "Conflitti sociali e religiosi nella Cina dei Boxers e del XXI secolo", Roberto Cardano su "San Giuseppe Maria Gambaro: un testimone credibile" e mons. Mario Spezzibottiani su "Le frontiere dell'evangelizzazione nella nuova Europa". Bologna 2 marzo Inizia presso l'Istituto Veritatis Splendor il ciclo di conferenze a commento della recente nota pastorale del cardinale Giacomo Biffi "La città di San Petronio nel terzo millennio". Intervengono Lorenzo Ornaghi, Dino Boffo, Gabriele Pollini, padre Khalil Samir, S.E. mons. Carlo Caffarra, Sergio Belardinelli, mons. Timothy Verdon e S. E. mons. Angelo Scola. Trani 2-21 marzo L'Istituto di scienze religiose e la Commissione diocesana cultura e comunicazioni sociali organizzano "Il Convivio delle differenze. Studiosi credenti e non in dialogo conviviale sull'uomo". L'iniziativa prevede un dialogo tra un credente e un non credente sulla visione e sul destino dell'uomo. Intervengono: il teologo Armido Rizzi e il sociologo Enzo Persichella su "Zoom sull'uomo. Umanesimi a confronto"; il filosofo Costantino Esposito e la psicologa Silvia Godelli su "Nel labirinto uomo. Viaggio introspettivo"; il medico Filippo Boscia e l'antropologo Vittorio Delfino Pesce su "Il futuro dell'uomo. La rivoluzione biologica tra possibilità e responsabilità". Napoli 6 marzo Il Centro Francescano di Cultura "Oltre il Chiostro", in collaborazione con il Dipartimento per il Dialogo Interreligioso dell'Accademia del Mediterraneo, in occasione della seduta inaugurale del "Colloquium sulla Bioetica", organizza la conferenza di Francesco Ajmar, docente di Genetica nell'Università di Genova, su "Costruire la vita. Per una bioetica dell'ingegneria genetica e delle biotecnologie". Roma 4 marzo e Monopoli 15 marzo Vittorio Sozzi presenta il progetto culturale a Roma all'incontro nazionale dei responsabili dei gruppi di città del Movimento "Rinascita Cristiana" e a Monopoli ad un incontro con il mondo della scuola organizzato in occasione della visita pastorale. Siracusa 6, 13 e 24 marzo Il Convegno di cultura Maria Cristina di Savoia organizza il 6 marzo una conferenza su "L'uomo e l'ambiente: quale responsabilità per un mondo abitabile". Interviene Tina Buccheri, referente diocesano per il progetto culturale. Il 13 marzo l'Associazione Russia cristiana "San Vladimir" promuove un convegno su "Il destino storico della Russia fra tradizione e modernizzazione". Intervengono Fulvio Attinà, dell'Università di Catania, e Valeri Mikhailenko, preside del Dipartimento di Relazioni Internazionali dell'Università 15 Genova 4 marzo I Volontari nel mondo-Focsiv promuovono un convegno dal titolo: "Mediterraneo casa comune. Un mare
5. PROGETTO CULTURALE statale degli Urali "Gorkij" di Ekaterinburg. Il 24 marzo il Centro culturale "Ottavio Musumeci" organizza una conferenza su "Antropologia e mistica in San Giovanni della Croce". Interviene Paolo Italia. Roma 23-24 marzo Il Servizio nazionale per il progetto culturale promuove un seminario di studio su "Trasmissione della fede e progetto culturale". Dopo l'introduzione ai lavori da parte di don Antonio Staglianò, docente di Teologia dogmatica nell'Istituto Teologico Calabro di Catanzaro e consulente del Servizio nazionale, intervengono: Gianni Colzani, della Facoltà Teologica dell'Italia Centrale, su "La trasmissione della fede e gli odierni mutamenti culturali"; Francesco Botturi, dell'Università Cattolica di Milano, su "Trasmissione culturale e comunicazione dell'esperienza: aspetti antropologici"; Fausto Colombo, dell'Università Cattolica di Milano, su "La trasmissione della fede tra innovazione tecnologica e ricupero della familiarità"; Enrico Dal Covolo, della Pontificia Università Salesiana, su "Vie di trasmissione del Vangelo: alla scuola dei nostri Padri"; Renzo Savarino, della Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale, su "La trasmissione della fede nella crisi della modernità: la riforma tridentina"; S. E. Mons. Adriano Caprioli, Vescovo di Reggio EmiliaGuastalla e Presidente della Commissione Episcopale per la Liturgia, su "Trasmissione attraverso la parola e/o i segni: la sorte dei simboli cristiani"; Giacomo Canobbio, presidente dell'Associazione Teologica Italiana, su "Fede e Chiesa: credere e appartenere". S.E. Mons. Francesco Lambiasi, Vescovo di AnagniAlatri e Presidente della Commissione Episcopale per la Dottrina della Fede e la Catechesi, illustra le conclusioni. Roma 8 marzo Il Centro Italiano Femminile di Roma organizza, in occasione della giornata della donna, un incontro su "Donna e donne nel terzo millennio. Alla luce del progetto culturale della Chiesa Italiana". Intervengono: il Cardinale Camillo Ruini; Maria Luisa Di Pietro, docente di Bioetica nell'Istituto di Bioetica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma; Maria Lupi, docente di Storia della Chiesa nell'Università di "Roma Tre"; Renata Micheli, dirigente nazionale del CIF; Emma Cavallaro, dirigente del CIF di Roma. Roma 9 marzo L'Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro e il Servizio nazionale per il progetto culturale promuovono un seminario di studio sul tema: "Il cambiamento climatico: quale responsabilità per i cristiani?". Dopo l'introduzione ai lavori da parte di Simone Morandini, della Fondazione Lanza di Padova, vengono offerti ai partecipanti quattro "riflessioni" previe al dibattito: quella scientifica è affidata ad Antonio Navarra, dell'Istituto di Scienze dell'atmosfera e dell'oceano del CNR di Bologna; quella economica ad Ignazio Musu, dell'Università di Venezia; quella etica a Philipp Schmitz, della Pontificia Università Gregoriana; quella politico-giuridica a Walter Ganapini, presidente dell'Agenzia nazionale per l'ambiente. Crotone - Santa Severina aprile-maggio Il Servizio diocesano per il progetto culturale, in collaborazione con l'Ufficio della pastorale scolastica, l'Associazione Teologica Krotonese e l'UCIIM, organizzano un convegno su "Bioetica e scuola", cui intervengono Maria Luisa Di Pietro e D. Sacchini, entrambi dell'Istituto di Bioetica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Inoltre il Servizio per il progetto culturale e l'Associazione Teologica Krotonese promuovono il convegno su "Poesia religiosa e cultura popolare nel crotonese. Il ruolo della poesia nella comunicazione e nella trasmissione della fede ieri ed oggi nel nostro territorio". Infine vengono messi in programma presso le Case per anziani della diocesi incontri sul tema: "La persona anziana. Aspetti teologici, etici ed assistenziali". Roma 14 marzo L'Unione Cattolica Artisti Italiani promuove un incontro con gli insegnanti di religione di scuole superiori con indirizzo artistico per una riflessione su rapporto "Arte e fede" e per tracciare un possibile itinerario di "formazione religiosa" orientato all'espressione artistica. L'iniziativa, che prosegue nelle diverse città in cui l'Ucai è presente, si inserisce in un progetto triennale rivolto ai giovani e teso ad approfondire l'idea della fede nell'ambito dell'istruzione artistica. In programma vi sono gli incontri con gli insegnanti di materie artistiche e con giovani studenti particolarmente sensibili alla dimensione religiosa della vocazione artistica. 16
5. PROGETTO CULTURALE poter esprimere valutazioni basate sia sui documenti della Conferenza Episcopale Italiana in tema di edifici per il culto e di beni culturali, sia su altri parametri interdisciplinari. Si articola in contributi teorici e in laboratori, in cui i partecipanti esaminano progetti di chiese, fatte anche oggetto di visita, e si esercitano a formulare valutazioni in forma discorsiva e/o grafica evidenziando eventuali errori e/o proponendo soluzioni alternative. Al termine del Corso viene rilasciato un attestato di partecipazione. Il Corso si svolge presso "Villa Agape", Suore Stabilite nella Carità, Casa per Ferie, Via Torre del Gallo, 8/10 - Firenze. I docenti sono membri della Commissione diocesana arte sacra di Firenze, insegnanti della Facoltà di Architettura di Firenze e dell'Istituto Teologico di Firenze. La Direzione del Corso è affidata al direttore dell'Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e al direttore dell'Ufficio diocesano di Firenze. Per informazioni rivolgersi all'Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici, Roma (tel. 06 66398455421-422) e all'Ufficio per la catechesi attraverso l'arte, Arcidiocesi di Firenze (tel. 055 2710757 - fax 055 2710741, e-mail: uca@diocesifirenze.it. Beni culturali Arte e Architettura per la Liturgia: corso di formazione di base per operatori diocesani nel settore liturgico-artistico Il Corso è promosso dall'Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e dall'Ufficio liturgico nazionale della Conferenza Episcopale Italiana, in collaborazione con la Diocesi di Firenze. È indirizzato a laureati in Architettura o in Ingegneria Edile o in Storia dell'Arte o in Storia e Conservazione dei Beni architettonici e ambientali o diplomati alle Accademie di Belle Arti. L'obiettivo è la formazione di persone che i Vescovi intendono chiamare a collaborare negli organismi diocesani per l'arte e l'architettura nella liturgia (Commissioni liturgiche diocesane, Commissioni o Sezioni diocesane per l'arte sacra, Uffici chiese nuove, Uffici beni culturali ecclesiastici). Il Corso ha come tema la "Progettazione e adeguamento delle chiese secondo la riforma liturgica" e si articola in due parti, ciascuna delle quali ha la durata di una settimana. La prima parte si svolge dall'11 al 16 giugno 2001, la seconda parte si svolge dal 17 al 22 settembre 2001. Non è ammessa la partecipazione a una sola settimana. I temi del Corso riguardano la formazione di base circa l'arte e l'architettura per la liturgia, le normative canoniche, le procedure e istituzioni ecclesiastiche e civili. Uno specifico riferimento è costituito dai recenti documenti della Conferenza Episcopale Italiana riguardanti: - I beni culturali della Chiesa in Italia (1992) - La progettazione di nuove chiese (1993) - L'adeguamento delle chiese secondo la riforma liturgica (1996) - Spirito Creatore: sussidio dell'Ufficio Nazionale (1997). Il Corso intende avviare i partecipanti a operare negli organismi diocesani con la capacità critica di lavorare insieme su proposte progettuali relative alla costruzione di nuove chiese o all'adeguamento delle chiese esistenti secondo la riforma liturgica, così da Potenza, Mostra d'arte: Il convitto della Bellezza. Frammenti d'arte sacra nel Novecento Si è svolta dal 9 febbraio al 1° marzo presso il Pontificio Seminario Regionale Minore questa mostra, inserita nell'ambito della Settimana della Cultura e stata voluta dalla Regione Basilicata-Comitato del Giubileo 2000 e dalla Conferenza dei Vescovi della Basilicata. Nel catalogo sono previsti 116 artisti, alcuni più noti, altri in attesa di essere conosciuti meglio. I termini del titolo. Bellezza, per parlare di arte e di arte sacra in particolare secondo l'insegnamento di Paolo VI e Giovanni Paolo II. Convitto, per dire impegno comune ed accoglienza di tutti nella linea del Vangelo anche nel campo dell'arte. Frammenti, per indicare ogni piccola traccia, acconto alle grandi tracce, della ricerca umana dell'infinito e dell'Eterno. Ogni traccia del desiderio e della nostalgia di Dio. Vallo della Lucania Giornate dei beni culturali In occasione della Settimana della Cultura e della IX Giornata dei beni culturali ecclesiastici, svoltasi il 17
5. PROGETTO CULTURALE 1° marzo a Roma presso il Palazzo della Cancelleria, il Centro Culturale Diocesano "Maria SS.ma della Provvidenza" di Vallo della Lucani ha organizzato dal 23 febbraio al 24 marzo un ciclo di conferenze su tematiche storico-religiose e artistiche. L'iniziativa è accompagnata dall'allestimento di mostre documentarie e di arte moderna; sono state esposte per la prima volta nei saloni del Museo venti tavole di pittori del Settecento napoletano di scuola napoletana, che attendono ancora di essere restaurate. L'iniziativa mira ad avvicinare i cittadini, in particolare i giovani, al patrimonio artistico, librario e documentario ecclesiastico del territorio e, al tempo stesso, sottolineare l'impegno della Chiesa locale per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio stesso. Il pubblico ha potuto visitare anche il Museo, l'Archivio storico e la Biblioteca e le mostre con ingresso libero. I relatori delle varie conferenza sono docenti universitari di Napoli e Salerno, dirigenti dello Stato e giornalisti. Lo Spirito Santo non ha avuto, come spesso si è verificato in altri casi, una diffusa iconografia. Questa si è espressa in accompagnamento di altri temi iconografici ovvero è sottesa alla rappresentazione di eventi fondamentali della storia della salvezza e della devozione cristiana. La mostra propone al pubblico, in quattro sezioni, riconoscibili dai diversi colori delle didascalie, la raffigurazione dello Spirito Santo nelle arti figurative di varie epoche. Per informazioni rivolgersi al Call Center (tel. 0922/462412). Pescara - Istituto Superiore di Scienze Religiose "G. Toniolo" - IV Corso di Edilizia Liturgica Promosso dalla Commissione per l'arte sacra e i beni culturali dell'Arcidiocesi di Pescara-Penne e sponsorizzato dalla Pontificia Università Gregoriana di Roma, con la compartecipazione della Provincia di Pescara, il Corso ha lo scopo di integrare e ampliare le basi di conoscenza dell'architettura sacra con gli aspetti liturgici, costituire momenti di approfondimento disciplinare, individuare e studiare gli elementi specifici e la connessione con la riforma liturgica conciliare. Si svolge dal 7 marzo al 6 giugno ogni mercoledì dalle 20.30 alle 22.00 presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose "G. Toniolo" (Pescara, via San Benedetto da Norcia, 2). Il corso è rivolto ai laureati in Architettura e Ingegneria, a tecnici, ricercatori, artisti e studenti. La presenza è obbligatoria e al termine verrà rilasciato un attestato di frequenza ai partecipanti. La didattica è articolata con lezioni teoriche, incontri tematici, seminari, sopralluoghi ad aree di studio. Per informazioni rivolgersi all'Istituto "G. Toniolo" (lunedì, mercoledì e giovedì dalle 15.00 alle 18.00, tel. 085/692956). Laboratorio Dalle Diocesi La diocesi di Perugia-Città della Pieve ha promosso nel corso del 2000 e per il secondo anno consecutivo i "Dialoghi con la Città", il cui tema di fondo, in sintonia con l'evento giubilare, è stato la "Riconciliazione". Non, però, la riconciliazione intesa come Ariano Irpino-Lacedonia, Cine Oasi. Esposizione, Documentazione, Archivistica Nel contesto della Settimana della Cultura (26 febbraio-4 marzo) e nello spirito del Progetto Culturale della C.E.I., l'Ufficio Diocesano Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia, d'intesa con la Soprintendenza Archeologica di Salerno, Avellino e Benevento, la Soprintendenza Archivistica per la Campania e il Comune di Ariano Irpino hanno offerto ai giovani, agli studiosi e in genere al grande pubblico e a tutti quanti hanno sensibilità per il patrimonio storico-artistico-culturale-religioso della Città e della Diocesi la possibilità di visitare i seguenti spazi e monumenti: Museo Diocesano, Museo degli Argenti, Archivio e Biblioteca Diocesani, Museo "Arcucci", Cattedrale, Museo Archeologico e Museo Civico. Le visite sono guidate dai volontari dell'Associazione "Ars et Labor" e l'Associazione "Amici del Museo". Agrigento, chiesa di San Lorenzo, Veni Creator Spiritus Fino al 6 maggio è aperta presso la chiesa agrigentina di San Lorenzo questa mostra che racchiude alcuni capolavori siciliani di arte sacra. La chiesa è aperta perché più di 100 giovani vi hanno lavorato gratuitamente per più di tre mesi senza nessun altro contributo che quello della Diocesi di Agrigento. Essi hanno chiesto al Vescovo questo spazio sacro, che rimane comunque sempre chiesa di culto cattolico. 18
5. PROGETTO CULTURALE Berlino". Infine, uno dei problemi più scottanti della globalizzazione è la comunicazione mass-mediale. Anche in questo ambito la riconciliazione è quanto mai urgente. Se ne è discusso nella tavola rotonda su "Mass media: inviati di pace?", organizzata presso La Facoltà di Scienze della Formazione e a lungo preparata da specialisti e studenti con gruppi di studio ed approfondimenti analitici. Vi hanno partecipato, direttamente o attraverso opportuni collegamenti, anche alcuni giornalisti operanti in Croazia. "Come per la passata edizione dei Dialoghi con la Città - scrive Carlo Cirotto, referente diocesano per il progetto culturale - tutte le iniziative sono state caratterizzate da una partecipazione superiore all'attesa, da un livello culturale elevato e da un largo coinvolgimento nei dibattiti. Giunti alla conclusione di questa rinnovata esperienza, credo sia più che giustificato fare due semplici considerazioni, una riguardante i rapporti intraecclesiali, l'altra quelli extraecclesiali. I rapporti tra i numerosi Gruppi ecclesiali che hanno partecipato alla organizzazione dei Dialoghi, sono migliorati in modo evidente. Già nel corso della precedente edizione si era andata stabilendo una atmosfera di serena collaborazione; ora, a ragion veduta, possiamo dire che si trattava dei primi segnali di un positivo processo che è ulteriormente progredito. Per rafforzare i legami tra organizzazioni diverse, infatti, non c'è niente di meglio che lavorare insieme ad un progetto comune. L'altra considerazione riguarda i rapporti extraecclesiali. I Dialoghi con la città hanno questo nome perché sono diretti anche a coloro che, pur non condividendo la nostra fede, sono tuttavia desiderosi di dialogare su temi di interesse comune. Sembra facile a dirsi, ma non lo è altrettanto a farsi. Siamo infatti tuttora imbozzolati in una tradizione che andava in ben altro senso. Era la tradizione dei compartimenti stagno-ideologici che comportavano giudizi di esclusione reciproca. È difficile superaI "Dialoghi con la Città": lavorare insieme ad un progetto comune pura e semplice chiusura di conti con il passato, ma prologo necessario alla progettazione del futuro e stimolo alla conversione sia individuale che comunitaria. Non per nulla, i Dialoghi sono stati inseriti nell'attività generale della diocesi il cui motto emblematico è: "Anno duemila: il realismo della speranza". L'inaugurazione della serie di iniziative è avvenuta con gli "Auguri natalizi" alla città. Si è trattato di una tavola rotonda di impostazione ecumenica, tenuta nella Sala dei Notari, su un tema tanto insolito quanto significativo: "Se Gesù non fosse nato...". Ne è scaturito un confronto alquanto vivace che ha permesso di focalizzare la più fondamentale delle riconciliazioni: quella con il Signore Gesù nella storicità della sua incarnazione. Da questa riconciliazione assolutamente fondante, che è sinonimo di conversione, derivano tutte le altre. Ne deriva, ad esempio, la riconciliazione con la Natura nelle sue più semplici forme di vita sia animale che vegetale. Di questo si è trattato in una partecipatissima tavola rotonda presso la Facoltà di Agraria intitolata: "Transgenico: ordinamento o violenza della Natura?". Nel mondo umano, riconciliarsi significa, in primis, accogliere la vita nascente e salvaguardare quella matura. Un convegno regionale, tenuto nella Sala della Partecipazione del Palazzo regionale, ha affrontato il primo dei due aspetti sviscerando il tema: "La fecondazione medicalmente assistita. Prima di tutto il bambino". Il secondo aspetto è stato discusso in una tavola rotonda tenuta nella Sala del Dottorato sull'argomento: "La tutela giuridica della persona nella società che cambia". Anche le aggregazioni in quanto tali richiedono riconciliazione. La scuola, ad esempio, in questo periodo di profonde trasformazioni che fanno sorgere delicati ed inediti problemi nel mondo dei piccoli e dei giovani, si trova in prima linea. Lo ha sottolineato un incontrodibattito a più voci su "Giubileo e percorsi di riconciliazione nella scuola e con la scuola". Anche la riconciliazione con le popolazioni alle prese con la povertà ha aspetti personali e sociali insieme. È necessario infatti che, sia come singoli individui che come popoli del benessere, promuoviamo iniziative concrete e rapide a vantaggio di quanti sono costretti a patire una vita di stenti affinché le nostre società nuotino sempre di più nell'abbondanza. Lo ha dimostrato in modo inequivocabile la tavola rotonda su "Riduzione del debito estero dei paesi più poveri". Non è richiesta riconciliazione soltanto tra paesi ricchi e paesi poveri. È necessario che sia portata anche tra i benestanti paesi europei che, dopo la caduta del muro di Berlino, si trovano a dover fronteggiare problemi connessi con un assetto socio-politico profondamente rinnovato. Ha trattato questo particolare aspetto la tavola rotonda tenuta nella Sala dei Notari sul tema: "Freedom. L'Europa a dieci anni dalla caduta del muro di re questa specie di imprinting culturale, ma non è impossibile. Alcuni contatti, ancora ovviamente ristretti a livello individuale, sono stati già stabiliti grazie proprio ai Dialoghi. Si tratterà di approfondirli opportunamente e di ampliarli nella speranza che da tanti contatti individuali possa scaturire un rapporto più organico ed istituzionalizzato". 19
6.NOVITÀ DAI MEDIA CATTOLICI Novità cattolici Radio cattoliche a confronto Un faccia a faccia con i responsabili delle oltre 200 emittenti radiofoniche collegate al Corallo e all'agenzia radiofonica Blu Sat 2000, per prendere conoscenza diretta della realtà radiofonica di ispirazione cristiana. È quanto avvenuto nei 14 incontri, svoltisi tra gennaio e marzo, promossi dalla Fondazione Comunicazione e Cultura. "I nostri obiettivi", spiega mons. Ceriotti, presidente della Fondazione Comunicazione e Cultura, "sono stati quelli di sottolineare lo spirito di servizio che anima il progetto Blu Sat 2000 e di verificare l'interesse nei confronti dei programmi realizzati e messi a disposizione via satellite". Un'offerta di palinsesto che si articola attraverso trasmissioni dedicate alla riflessione religiosa, alla musica, all'attualità e, cavallo di battaglia, attraverso l'informazione, curata dall'agenzia giornalistica News Press. Con il 2001, infatti, la News Press ha fortemente potenziato i servizi giornalistici, mettendo a disposizione delle oltre 80 radio già abbonate e in crescente aumento, 13 notiziari al giorno, la rassegna stampa, diversi servizi di approfondimento, e trasmissioni in diretta, con ospiti in studio, come "Filo diretto". L'offerta di Blu Sat 2000, quest'anno, si è arricchita di un'iniziativa di portata nazionale: lo start up in contemporanea della fascia pomeridiana "2000 più 1". Quattro ore di intrattenimento, musica e informazione, realizzate dai centri di produzione di Roma e Milano di Blu Sat 2000, in collaborazione con le radio locali collegate. "Il progetto, a cui hanno già aderito 50 emittenti diffuse su tutto il territorio nazionale, da quanto emerso nei diversi incontri," spiega il Presidente della Fondazione Comunicazione e Cultura, "è stato accolto con favore, anche se abbiamo potuto riscontrare una certa difficoltà a lavorare insieme, per due ragioni: la prima è che alcune radio hanno paura di perdere il loro connotato di radio locale; la seconda è data dalla difficoltà oggettiva di riprogrammare un palinsesto in fase già avviata". In questo contesto, gli 20 dai media incontri, secondo quanto riportato dagli organizzatori, sono serviti per spiegare l'importanza di una progettualità comune, che oltre ad aprire nuove strade alla pubblicità, quindi alle risorse economiche, serve a dare una maggiore compattezza alle realtà locali. La singola radio può dedicarsi a rinforzare la sua identità di realtà locale potendo contare su molti programmi già disponibili. Collaborare è così la parola d'ordine. "Il nostro invito è quello di percorrere un cammino comune, affinché le radio di ispirazione cattolica abbiano una sempre maggiore incidenza sull'opinione pubblica, e quindi un maggior peso pastorale", aggiunge mons. Ceriotti. Attualmente, l'emittenza radiofonica cattolica è caratterizzata da un panorama molto variegato, con due forti matrici comuni: il volontariato e la connotazione locale. Diverse emittenti vivono infatti soprattutto grazie all'impegno di laici e sacerdoti che offrono gratuitamente il loro lavoro, anche se non sono poche le realtà organizzate con organici ben strutturati. Da questo giro d'Italia, viene riconfermata l'importanza di promuovere stage di formazione per gli operatori delle radio locali, al fine di rafforzarne la professionalità. Sono intervenuti agli incontri, in qualità di relatori, oltre al presidente della Fondazione e Cultura, mons. Francesco Ceriotti: Luigi Bardelli, presidente del Corallo, Franco Rossi, responsabile dei rapporti con le radio per Blu Sat 2000, Marco Giubileo, responsabile di produzione di Blu Sat 2000 e Giuseppe Pilera, consulente pubblicitario. Tv locali, rilasciate le concessioni Il ministero delle Comunicazioni, il 15 marzo scorso, ha ultimato l'iter per il rilascio delle concessioni delle frequenze alle televisioni locali, come previsto dal decreto legge 5/2001, con il risultato del rilascio di 2019 concessioni. Secondo Marco Rossignoli, coordinatore dell'AER-ANTI-CORALLO, associazione che rappresenta 1141 imprese radiotelevisive locali, "i risultati riportati confermano che, grazie alla disapplicazione del piano di assegnazione delle frequenze tv, operata dal decreto legge 5/2001, si è evitato un drastico e inutile ridimensionamento del settore. La quasi totalità delle emittenti televisive locali potrà così continuare a operare con gli impianti attualmente in esercizio, e quindi senza vanificare gli investimenti operati negli anni". Le domande di concessione per i diversi bacini regionali, provinciali e sub-provinciali, erano state 4547, presentate da 647 imprese (di cui 477 commerciali e 170 comunitarie).
Giappone, con 37,7 milioni di case; segue la Gran Bretagna, con 21 milioni, il Canada e l'Australia, questi ultimi due con poco meno di 15 milioni di utenti. Economia dei media È nato "Tgcom.it" È attivo dall'8 marzo su Internet un nuovo telegiornale di Mediaset: si chiama Tgcom (www.tgcom.it) ed è diretto da Enrico Mentana mentre Emilio Carelli ne è il vicedirettore vicario. Tgcom, quarta testata giornalistica di Mediaset, è attivo 24 ore su 24 e si compone di varie sezioni tra le quali, oltre alle classiche, economia, politica, cronaca, attualità e sport, anche meteo, oroscopo e una pagina di giochi. ü Seat Pagine Gialle rileva Jce Via libera dell'Antitrust a due operazioni realizzate da Seat Pagine Gialle, attraverso la controllata (al 100%) Giallo Professional, per rilevare rispettivamente il 65% del Gruppo editoriale Jce e il 60% di Faenza Editrice. Il Gruppo Jce, specializzato nell'editoria professionale (tlc, elettronica e sicurezza, informatica e telematica) ha realizzato nel 1999 un fatturato di 28 miliardi di lire mentre Faenza Editrice (nel 1999 un fatturato di 13 miliardi) è attiva nel settore dell'editoria specialistica nei settori dell'edilizia, dell'arredamento e dell'architettura. Euphon acquisisce la maggioranza di Mozart Spa Il Gruppo Euphon, che opera nel mercato della produzione e post produzione televisiva e della comunicazione aziendale ha acquisito il 51% di Mozart Spa., società di Milano specializzata nell'offerta di servizi Internet di comunicazione. Il costo dell'operazione è di 924 milioni di lire per il pagamento del quale verranno utilizzate le risorse finanziarie recepite in occasione del recente collocamento in borsa di Ephon al Nuovo Mercato. Internet: De Agostini e Seat entrano in Web Music Company De Agostini e Seat Pagine Gialle hanno firmato un accordo per l'acquisizione di una quota di minoranza di Web Music Company, la società che ha ideato Vinile.com, uno dei principali portali musicali in Italia. A De Agostini andrà il 30%, mentre Seat PG ne ha acquistato una quota pari al 15%. e.Biscom: buoni risultati e.Biscom ha presentato i risultati finanziari del 2000 facendo registrare ricavi per 42,4 milioni di euro con una posizione finanziaria netta positiva per 1,2 milioni di Euro. I dipendenti del gruppo, che nel 1999 erano una decina, sono oggi quasi un migliaio. Usa: crescono i "navigatori domestici" Continua a crescere il numero degli utenti domestici di Internet negli Stati Uniti; secondo i dati raccolti dalla Nielsen NetRatings i nuclei familiari che entro il dicembre 2000 si sono collegati alla rete da casa sono 158 milioni. Subito dopo gli Stati Uniti si colloca il Nuovo direttore per Canale 5 Giovanni Modina, attualmente vicedirettore, è il nuovo direttore di Canale 5. Sarà in carica dal prossimo 2 aprile al posto di Giorgio Gori (che ha fondato una propria società di produzione televisiva "Magnolia"). Si completa così il rinnovamento dei vertici delle reti 21
7.ECONOMIA DEI MEDIA Mediaset: Stefano Magnaghi è da novembre scorso direttore di Italia 1, Giancarlo Scheri dal 1° gennaio è a capo di Retequattro e ora Modina a Canale 5. Mondadori e Randhom House insieme in Spagna Randhom House e Mondadori, due tra i maggiori editori di libri a livello internazionale, hanno firmato un accordo che porterà alla fusione in un'unica società delle rispettive attività in Spagna e in America Latina. La nuova joint venture, in cui ciascuno dei due gruppi avrà il 50%, si chiamerà Gruppo Editorial Randhom House Mondadori e sarà, con un giro di affari di circa 100 milioni di dollari l'anno, il secondo editore di libri in tutto il mondo di lingua spagnola. La nuova legge sull'elettrosmog è operativa Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'8 marzo sono scattati i termini e i finanziamenti per la legge quadro sull'elettrosmog. Ecco, in sintesi, i principali capitoli. Nuove soglie di rischio: telefonini, antenne e tralicci potranno essere colpiti da onerose sanzioni se non rispetteranno i limiti previsti dalla legge. Le soglie saranno stabilite da successivi decreti; la proposta del ministero è già quantificata in 0,2 microtesla per l'obiettivo di qualità e in 0,5 microtesla il valore di attenzione per gli elettrodotti. Risanamenti: i tempi di risanamento ed adeguamento ai limiti di elettrosmog per le stazioni radio tv e per le antenne dei cellulari è di due anni e di dieci per il risanamento degli elettrodotti. Entro un anno dovranno essere pronti i piani di risanamento dei gestori pena l'intervento sostitutivo delle regioni. Sanzioni: le multe per chi sfora i limiti di elettrosmog saranno salatissime ed arriveranno a 600 milioni e, in caso di recidivia, alla disattivazione degli impianti. È stata anche introdotta una sanzione per i produttori che violano i limiti per gli apparecchi di uso domestico (asciugacapelli, forni, aspirapolveri, ecc.). Autorizzazione: Non c'è più distinzione tra impianti fissi e mobili, entrambi potranno essere piazzati solo su preventiva autorizzazione. Anche a Vienna un quotidiano gratis Con "U-Express" dal 19 marzo anche Vienna ha il suo giornale gratuito, distribuito ai pendolari nelle 96 stazioni della metropolitana. Il giornale viene prodotto e stampato nelle tipografie del "Kronen Zeitung", il più venduto tabloid austriaco. "U-Express" ha 24 pagine, notizie soprattutto di carattere comunale; ci sono soft news da tutto il mondo, sport, quiz, una pin up girl, gli oroscopi ed un gioco per vincere un milione di scellini (140 milioni di lire). La redazione è composta da 15 persone. Il quotidiano ha così battuto sul tempo altri progetti di giornali gratis come "20 Minuten" della casa editrice norvegese Schibsted Verlag e "Metrò" dell'omonimo gruppo svedese. L'Unità torna in edicola Mercoledì 28 marzo è tornata in edicola L'Unità: alla direzione Furio Colombo, vice Antonio Padellaro. 22
I fatti del mese sulla stampa Consiglio Episcopale Permanente I principali quotidiani nazionali del 27/3 danno ampio spazio alla prolusione del card. Camillo Ruini, presidente della Cei, al Consiglio episcopale permanente, sottolineando soprattutto l'invito del presidente dei vescovi italiani a non disertare le urne e l'equidistanza della Chiesa italiana da qualsiasi schieramento politico, ribadita ancora una volta da Ruini sulla scia di quanto già affermato dal Papa al Convegno di Palermo. Alcuni titoli: "Elezioni, il decalogo dei vescovi" (Corriere della Sera), "Elezioni, appello della Chiesa" (Repubblica), "Candidature, ultimo scontro. Ruini: votate chi è per la vita" (Stampa), "La neutralità della Cei: basta risse tra i politici e il voto non va disertato" (Sole 24 Ore), "Undicesimo, votare" (Manifesto), "`Meno polemiche'. Le regole di Ruini" (Mattino), "Ruini: basta risse in campagna elettorale" (Tempo). "La Chiesa e quindi il clero e le varie realtà ed espressioni ecclesiali non devono e non intendono coinvolgersi con alcuna scelta di schieramento politico o di partito. Ciò non legittima una `diaspora' culturale dei cattolici, un ritenere cioè ogni idea o visione della vita compatibile con la fede, e nemmeno una facile adesione a forze politiche e sociali che si oppongano o non prestino sufficiente attenzione ai principi e contenuti qualificanti della dottrina sociale della Chiesa". È questa, sostiene Luigi Accattoli sul Corriere della Sera, l'affermazione più importante del card. Ruini, che ha escluso ogni "volontà di ingerenza in campi non propri della Chiesa" ed ogni intenzione di "imporre ai non credenti una prospettiva di fede". "Parte la campagna elettorale e la Chiesa proclama la sua neutralità": sintetizza così Marco Politi (Repubblica) la prolusione del presidente della Cei, le cui parole - precisa però il vaticanista - "non vogliono suonare come disimpegno della politica. La gerarchia ecclesiastica è anzi preoccupata che si diffonda nell'elettorato un qualunquismo berlusconista o leghista. In presenza di un clima in cui il leader è osannato a oltranza e la politica disprezzata, il buon senso ecclesiastico (...) porta alla difesa dell'impegno civile e dell'attività politica dei cattolici". Sul piano delle scelte concrete, osserva l'autore dell'articolo, "i punti su cui i cattolici sono chiamati a mobilitarsi sono quelli di sempre. Difesa della vita, bioetica, rifiuto della manipolazione degli embrioni, della clonazione e dell'eutanasia. Difesa del matrimonio da non assimilare ad altre
forme di convivenza (quindi no alla legislazione sulle coppie di fatto). Difesa della parità scolastica, cioè finanziamento delle scuole cattoliche". Secondo quanto scrive Marco Tosatti sulla Stampa, "una larga parte della prolusione è dedicata - ed è un fatto inusuale - proprio ai temi politici, con un ampio excursus sul delitto di Novi Ligure (...). La politica è il tema forte del discorso: ci sono perplessità e critiche sul modo in cui viene condotta la campagna elettorale, ma attenti: `ci siamo fortunatamente liberati dall'idea fuorviante, e fino a non molti anni fa ampiamente diffusa, che la politica sia in qualche modo il tutto e possa fornire la soluzione per ogni problema. Non è il caso ora di cedere ad un atteggiamento opposto, di disprezzo o di presunta irrilevanza dell'attività politica, fondamentale per il perseguimento del bene comune e che richiede l'attenzione e la convinta partecipazione di ogni cittadino, compreso l'esercizio del voto". Il presidente della Cei, aggiunge Tosatti citando alcuni passi della prolusione, auspica una "presa di coscienza ponderata e non troppo emotiva" agli elettori, e ai candidati "un dibattito serio e anche serrato sui contenuti, che eviti le polemiche fine a se stesse e le reciproche delegittimazioni". Per Giancarlo Zizola (Sole 24 Ore), "il cardinale Ruini ha reagito con un decalogo elettorale (...), al disagio con cui il mondo cattolico vive la legittima pluralità delle opzioni politiche e soprattutto alla divisione sui maggiori contenuti che verificano la concezione cristiana della vita e dell'uomo. Un decalogo che si traduce in un invito ai cittadini a non disertare l'appuntamento elettorale e alle forze politiche a bandire risse e atteggiamenti di reciproca `delegittimazione'". L'autore dell'articolo si sofferma, poi, sul riassetto federalista dello Stato che, secondo la Cei, va perseguito "nel quadro dell'unità della nazione", mediante "un adeguato rafforzamento dell'esecutivo centrale, al fine di conseguire una più effettiva governabilità del Paese e un più sano e reale equilibrio tra i diversi poteri". Tali parametri, osserva Zizola, "si fanno più critici sui punti non meno discriminanti introdotti dal decalogo sul Welfare, l'immigrazione, le politiche sociali, la questione ambientale, soprattutto sull'esclusione di un federalismo che indebolisca la capacità ordinativa del governo centrale". Soprattutto, conclude però il vaticanista, "il cardinale getta luce sul criterio di fondo della sua proposta per un pluralismo politico qualificato dei cattolici, non incline al relativismo etico: prendendo spunto dal crimine di Novi Ligure, Ruini ha chiamato in causa i facitori dei modelli mediatici del costume e ha aggiunto, riferendosi ai detentori dei megapoteri economici e politici: "Non è possibile assumere come criterio sovrano e primario delle proprie scelte e decisioni il risultato economico o l'indice di ascolto, che si spera di conseguire, posponendo a questi ogni considerazione di ordine etico ed educativo: chi opera così prepara un futuro sempre peggiore, del quale egli stesso rimarrà prigioniero". La tragedia di Novi Ligure "Non è sempre vero che la famiglia è il rifugio, il porto, la sicurezza", scrive Enzo Biagi (Corriere della Sera, 1/3) sulla tragedia di Novi Ligure. E cita una leggenda olandese "che racconta, con una trama tenera e generosa quello che, secondo l'oleografia, era una volta il significato, almeno poetico, dei legami familiari". "Comincia con l'acqua di una diga che tracima e invade una casa dove vivono 23
8.I FATTI DEL MESE SULLA STAMPA due sposi con il loro bambino, e cresce sempre, allora il padre si rifugia con la moglie e il piccolo sui tetti, e l'acqua sale ancora, e l'uomo prende la donna sulle spalle, e la donna mette sulle sue il bambino, e la mattina passa un angelo sul grande lago che tutto ha sepolto, e il sole illumina una chiazza d'oro; sono i riccioli del bimbo. Scende per portarlo in cielo: è un grappolo umano, uniti per sempre". Oggi, annota invece lo scrittore, "può darsi che sia tramontata l'idea del legame di sangue che univa i componenti di un certo nucleo anche con una identità di sentimenti, e creava un indistruttibile vincolo, ed è scaduta la visione che assegnava a quella piccola cellula della società, a quel centro politico fondamentale, la funzione di depositaria dei valori: certo, non ha più quei compiti educativi che le venivano riconosciuti un tempo". Adesso, sostiene Biagi, "il figlio già nell'adolescenza e nella prima giovinezza si stacca dai parenti e va a vivere per conto suo (...). La figura che ha più subito questa caduta di autorità è quella del padre: non sta più nel vertice (...). Anche il mondo fisico nel quale la famiglia si muoveva - conclude il giornalista - è mutato: la cucina è sempre più piccola, si consumano meno pasti insieme, sono scomparsi i salotti `buoni: per molte ora la casa è deserta: chi è all'asilo, o a scuola, o al lavoro, o all'ospizio dei vecchi". Barbara Spinelli, sulla Stampa del 1/3, prova a immaginare lo "scenario emotivo" della famiglia De Nardo: "Entro quelle mura non deve esserci stata una famiglia affetta da troppa razionalità, come è stato scritto, ma piuttosto un torrente di passioni in parte occultate in parte urlate, informi e al contempo glaciali, ignare comunque di quel che è il senso del confine, dell'auto-limitazione. Un tumulto di emotività disordinata che sfocia in un gesto - afferrare il coltello, tagliare corpi, sgozzare - che fa ormai parte del nostro immaginario collettivo. La vediamo nei film, nei telefilm, nelle pubblicità - l'arma bianca - ma anche nel mondo reale è icona onnipresente". Questa la tesi centrale dell'autrice dell'articolo: "Le indagini sociologiche osservano che il crimine è un'eccezione, e non hanno torto. La maggioranza degli adolescenti non ha perso la capacità di distinguere il bene dal male. Ma non sono interrogate le famiglie in quanto tali, né i genitori che ammaestrano i figli. E nella città: non sono interpellati i maestri di scuola o di palestra, i negozianti o il giornalista. La moralità o immoralità del padre e della madre, la loro maniera di educare i figli, di far loro capire quel che accade nel mondo: su questi temi l'oscurità è totale. E altre circostanze sono coperte dal silenzio: come entra il principio di realtà, nelle famiglie. Com'è conosciuto o volutamente ignorato quel che la realtà contiene: non solo soldi o benessere ma il male assoluto, tangibile, che non è fiction. Il male che infligge sofferenze, e di fronte al quale siamo chiamati a essere vigili. Su questo, osserva invece Spinelli, "permane il mistero: se e dentro il bozzolo familiare ci sia posto per le verità sgradevoli a vedersi, se un analogo spazio esista nel bozzolo più vasto ma non meno chiuso che sono le nazioni opulente dell'Occidente, o se invece l'unico spazio aperto sia quello riservato al Kitsch: all'imbellimento della realtà, alla sua falsificazione rassicurante e sedativa, al lindore di tende o cucine, al benessere senza più crepe, senza più orizzonti di sforzo, di attesa". È questa, commenta Spinelli, quella che oggi chiamiamo "normalità", e a cui forse ognuno di noi, magari inconsciamente, segretamente aspira: "Da 24 anni basta questo aggettivo per sentire imbarazzo. Ma oggi più che mai: possibile che adulti e coetanei, in blocco, non abbiano mai intravisto qualcosa di leggermente anomalo - un tic, un verbo, uno sguardo sospetto - nell'omicida in pectore che avevano di fronte? O forse nessuno è in grado di vedere perché la regola generale, la norma, è quella dell'assassinio e dell'apoteosi del coltello? Il dubbio non è illegittimo, soprattutto quando saltano le barriere tra finzione e realtà (...). Quell'assassinio, quella gelida apatia di Erika, quell'indifferenza diffusa a genocidi vecchi e nuovi, sono la nostra normalità". Televisione e politica "Ultimo assalto alla tv di Stato". Si intitola così un articolo di Curzio Maltese (Repubblica, 20/3), in cui in seguito alle polemiche innescate dalla trasmissione "Satyricon" l'autore dell'articolo fa notare che "la campagna per la Rai, e in generale la televisione, continua a essere il cuore della campagna elettorale (...). Il caso Satyricon dunque è chiuso. Ma la battaglia per la televisione è più aperta che mai. È anzi il centro del confronto destra-sinistra, di tutti i discorsi elettorali e della strategia del Polo". La ragione, per Curzio Maltese, è evidente: "L'Italia è l'unica democrazia al mondo, eccetto la Thailandia, dove un magnate della televisione con tre reti di proprietà è candidato premier. E dopo il 13 maggio potrebbe essere l'unico luogo della storia dove il presidente del consiglio è anche il padrone unico di sei reti nazionali". Per l'autore dell'articolo, insomma, "il caso Satyricon è esemplare da ogni punto di vista. Da un lato conferma l'assoluta prevalenza della televisione come luogo della politica rispetto perfino al Parlamento (...) D'altra parte il tono accorato e allarmato delle reazioni al presunto scandalo sono significative. Per una volta che un giornalista s'interroga in tv sull'origine dei soldi di Berlusconi, che non è reato, succede un pandemonio". "Luttazzi è un comico, non un giornalista", obietta Enzo Biagi sulla Stampa (20/3). E a proposito di "Satyricon", prosegue: "È stata un'invasione di genere (...). L'errore è stato confondere la satira con l'informazione (...). Io ho sempre applicato la `par condicio'. Non è una novità che sia necessario dare la possibilità di difendersi a chi viene accusato: è semplicemente buon giornalismo". Per Biagi, dunque, la Rai "è lo specchio di questo Paese. Non un Paese che abbia le idee tanto chiare. Dopo il crollo del muro di Berlino c'è stata la fine delle ideologie. Come diceva Moretti nel film, ormai molti chiedono: `Ditemi qualcosa di sinistra' ". A proposito della questione del conflitto di interessi, e dei futuri assetti televisivi, Biagi afferma: "Io ho una convinzione: da questo momento incomincia l'epoca di Berlusconi e durerà a lungo (...). La Rai è un argomento che certamente lo interessa, e di cui si intende (...). Farà il Presidente del Consiglio, e dentro la Rai ha molti estimatori. Ha partecipato in programmi in Rai che io definirei così: `Dio ha dato la parola all'uomo ma lui non l'ha mai restituita'. Ha parlato per delle ore, tutti gli spettatori sono buoni testimoni. Di certo lui sa comunicare. Quando ha lanciato Fininvest, sono morte le televisioni di tutti gli editori, da Mondadori a Rusconi a Rizzoli. Fece 160 colazioni di lavoro, il che vuol dire che ha anche una buona costituzione fisica: andava a pranzo con tutti gli inserzionisti. In questo genere è bravo".
Claudio Giuliodori, Giuseppe Lorizio, "Teologia e comunicazione" Edizioni San Paolo, 2001, pp. 240, lire 32.000 «L'attenzione ai nuovi fenomeni legati allo sviluppo dei media e dei processi comunicativi rientra tra i capitoli più importanti del progetto culturale che la Chiesa italiana ha proposto per rendere migliori le capacità di evangelizzazione e più intenso e costruttivo il dialogo con i credenti e l'odierna società». Sono parole del Cardinale Camillo Ruini, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, scritte per la prefazione del volume, edito dalla San Paolo, su "Teologia e Comunicazione". Il testo è stato curato dal direttore dell'Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, don Claudio Giuliodori insieme a Giuseppe Lorizio. Il libro viene pubblicato proprio in vista del convegno su teologia e comunicazione, in agenda per il 29 e 30 marzo, che si terrà presso la Pontificia università Lateranense. «Il volume nasce dall'esigenza - spiegano gli autori - di iniziare un percorso di ricerca che non releghi la riflessione sul rapporto contemplazione-comunicazione all'ambito operativo e al bisogno, sia pur legittimo, di rincorrere le urgenze e farsi carico delle emergenze, che spesso caratterizza l'agire ecclesiale». Il testo raccoglie i contributi di Pierangelo Sequeri (Docente di Teologia Fondamentale presso la Facoltà teologica dell'Italia Settentrionale), Giuseppe Lorizio (docente di Teologia fondamentale e Metodologia teologica presso la Pontificia Università Lateranense e vicedirettore della rivista "Rassegna di teologia"), Paolo Gamberini (docente di Cristologia presso la facoltà teologica dell'Italia Meridionale), Roberto Vignolo (docente di Esegesi del Nuovo Testamento presso la Facoltà teologica dell'Italia Settentrionale), Giorgio Bonaccorso (preside dell'istituto di Liturgia Pastorale "Santa Giustina" di Padova), Giacomo Canobbio (docente di Teologia dogmatica presso la Facoltà teologica dell'Italia Settentrionale), Robert White (direttore del Centro interdisciplinare sulla Comunicazione sociale della Pontificia università Gregoriana). Uno sforzo, quello effettuato con questa pubblicazione, che fa dire al Cardinale Ruini come sia «auspicabile che il contributo offerto dagli autori, a cui siamo grati per il lavoro svolto, possa trovare una vasta eco negli studiosi e negli operatori pastorali, affinché si possa ulteriormente approfondire una delle questioni centrali per la missione della chiesa nel nostro tempo». Segnalazioni multimediali AA.VV., "Libertà della fede e mutamenti culturali" Ediz. Dehoniane Bologna, 2001, pp. 359, lire 40.000. Il 24 e 25 marzo del 2000, proprio mentre Giovanni Paolo II si faceva pellegrino in Terrasanta segnando un'altra svolta storica nel cammino della Chiesa cattolica, si è svolto a Pieve di Cento, in provincia di Bologna, il terzo Forum del Progetto culturale, promosso dalla Conferenza episcopale italiana, con circa centoventi partecipanti. Ora, gli atti del Forum - momento privilegiato di riflessione e di confronto - sono stati raccolti in questo volume che eredita, ampliandolo e arricchendolo, l'orizzonte problematico affrontato nei due precedenti, i cui atti anch'essi sono stati pubblicati: "Fede, libertà, intelligenza", Piemme, Casale Monferrato, 1998, e "L'Europa, sfida e problema per i cattolici", Edb, Bologna, 1999. Il terzo Forum ha posto l'accento su tre temi cruciali (cambiamento, fede e libertà) per ribadire che, se il cambiamento pone alla fede inediti interrogativi e sollecitazioni, sta alla libertà del credente l'intelligenza di capire la necessità di assumere da un lato uno spirito aperto al nuovo, ma dall'altro anche di porsi in grado di guidare il cambiamento stesso collocandosi nella prospettiva del mistero dell'incontro con Dio e con la persona di Gesù Cristo. Anche perché ormai il cattolicesimo italiano, come osserva nelle Considerazioni conclusive il prof. Lorenzo Ornaghi, docente di Scienza politica all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano, si è lasciato alle spalle un lungo periodo di crisi indotto dalla secolarizzazione e sta ridando slancio e vigore alla sua "identità" nei diversi campi del confronto etico, sociale e culturale. Dopo le riflessioni introduttive dei cardinali Camillo Ruini, Giacomo Biffi e Carlo Maria Martini, il volume pubblica gli interventi del Forum articolandoli in quattro sezioni: Un confronto sul cambiamento, Scienza e tecnica motori del cambiamento, Testimonianza della fede e crescita della libertà, Dimensioni della cultura e trasmissione della fede. In coda, due comunicazioni del Servizio nazionale che danno conto degli ultimi sviluppi relativi al Progetto culturale della Chiesa italiana. Per informazioni e approfondimenti: www.progettoculturale.it. Marco Calvo, Fabio Ciotti, Gino Roncaglia, Marco A. Zela "Frontiere di rete. Internet 2001: cosa c'è di nuovo" Bari, Editori Laterza, 2001, pp. 224, lire 22.000. Il "far web", come lo ha chiamato qualche esperto di Internet, è sempre ricco di novità: un immenso territorio in continua evoluzione. Gli autori di questo saggio cercano di individuare i settori emergenti nel mondo del digitale. I "portali", prima di tutto, che con sempre maggiore convinzione si offrono ai navigatori come porte 25
9. SEGNALAZIONI MULTIMEDIALI d'accesso privilegiate ("generaliste" o monotematiche) alla rete. Ma poi anche lo sviluppo della tecnologia digitale al servizio dei cittadini, che promette di semplificarci la vita, e la diffusione dei collegamenti mobili (senza fili) e a banda larga, che permetteranno connessioni a velocità finora inimmaginabili. Infine, l'avvento dell'"ebook", il libro elettronico, che costringerà l'editoria tradizionale a trovare nuovi spazi e a ridisegnarsi nuovi ruoli. La lettura di questo saggio, dunque, è quanto mai avvincente e stimolante. C'è perfino, in fondo al volume, "uno strano messaggio": un capitolo tratto da un immaginario (ma non troppo) capitolo di "Internet 2010". I quattro autori infatti sono gli stessi di "Internet 2000", il più celebre e diffuso manuale per la rete, disponibile sia in volume cartaceo (con allegato un cdrom che oltre al testo completo offre la possibilità di scaricare sul proprio computer una serie di programmi) sia - integralmente e gratuitamente - all'indirizzo web dell'editrice: www.laterza.it/internet. Renato Ciavola, "Raccontare a fumetti. Comunicare, educare, esprimersi" Leumann (To), Elledici, 2000, pp. 80, lire 18.500. Da tempo il fumetto non è più considerato un genere espressivo minore ma una vera e propria forma d'arte. Ce lo conferma questo breve saggio che, se ce ne fosse bisogno, intende "riscattare" il fumetto agli occhi di genitori, educatori e insegnanti. Ma soprattutto agli occhi dei più giovani, che - rispetto a una volta - leggono meno fumetti (e meno libri) preferendo trascorrere il loro tempo libero con videogiochi e Internet. Ma il fumetto è "letteratura disegnata", come recita una celebre definizione, un mezzo estetico dalle enormi capacità pedagogiche, socializzanti, culturali. Per questo è bene conoscerne la storia, i linguaggi, le tecniche. Ed è proprio questo lo scopo del manuale, breve ma essenziale e ricco di illustrazioni. Molto bella, in particolare, la spiegazione di come nasce un fumetto ispirato a un soggetto biblico. L'autore, insegnante nella scuola superiore, da anni si applica ad approfondire le possibilità espressive e didattiche del fumetto, oltre ad impegnarsi nella divulgazione della lettura fra i giovani. Altre notizie nel sito dell'editrice: www.elledici.org. "Giuseppe, il re dei sogni" (videocassetta Dreamworks). S'ispira a una famosa storia biblica il lungometraggio animato "Giuseppe, il re dei sogni", realizzato dagli stessi creatori de "Il principe d'Egitto". Giuseppe, prediletto dal padre Giacobbe, ha ricevuto da Dio il dono straordinario di saper leggere il futuro grazie all'interpretazione dei sogni. Per invidia, i fratelli lo vendono come schiavo ad alcuni mercanti egiziani. Ma in Egitto lui saprà non solo riscattare la sua condizione sociale, ma anche salvare il popolo egiziano dalla carestia e la sua stessa famiglia, dopo aver perdonato i suoi fratelli. Combinando tecniche tradizionali di animazione con la computer grafica, il film ha un sapore epico e drammatico di gran- 26 de spessore. Molto suggestive anche le canzoni che compongono la colonna sonora. Disponibile in vhs ma anche in dvd, il nuovo video-disco digitale, entrambi editi dalla Dreamworks di Steven Spielberg. "State buoni se potete" (videocassetta San Paolo). Torna in videocassetta e in versione integrale il bel film di Luigi Magni dedicato a san Filippo Neri, "State buoni se potete", con uno strepitoso Johnny Dorelli, uscito al cinema nel 1983 riscuotendo un grande successo di pubblico e di critica. È un ritratto indimenticabile di "Pippo buono", il santo dell'allegria nella Roma barocca (Audiovisivi San Paolo e Rai Trade). Gli stessi Audiovisivi San Paolo rilanciano, in dvd, "Il settimo sigillo", il capolavoro di Ingmar Bergman che risale al 1957, ma che non ha perso assolutamente nulla del suo fascino mistico e metafisico. Fra i contenuti extra del dvd, una intensa nota teologica di don Bruno Forte. Per altre notizie sui prodotti home video dell'editrice, si può consultare il sito www.sanpaolo.org. Navigando nella rete VangeloGiovane http://www.vangelogiovane.it Il Vangelo ai giovani? Si può! La spagnoleggiante musica di "Dipende" ci dà il benvenuto in questo sito curato da don Nazareno Galullo che propone un commento attualizzato sul Vangelo della domenica. Scopo del sito è quello di spronare i giovani navigatori a vivere la Parola di Dio nel quotidiano. Per fare questo, il buon "Naza" usa una grafica ordinata ed essenziale, qualche titolo a effetto e, soprattutto, parole calate nel linguaggio giovanile di tutti i giorni frutto dell'esperienza di chi è abituato ad ascoltare, di chi ama ascoltare. La proposta a riflettere, a contribuire, a scrivere, a chiedere aiuto è continua e gentile. Si tratta di conoscere meglio il Vangelo per poterlo vivere al meglio. Viene offerto aiuto e l'aggiornamento risulta puntuale, gratuito, preciso e competente. C'è spazio anche per il dibattito, per commenti a fatti di cronaca che coinvolgono i giovani, che ribaltano sicurezze impolverate, che smuovono un qualcosa dentro capace di destabilizzare e impaurire. Don Nazareno spiega con parole accattivanti il Vangelo, portandolo dalle righe di un libro stampato nella dimensione adolescenziale, nella vita di tutti i giorni, così difficile e straordinaria. Non si puo' uscire dal sito senza ascoltare l'ultima raccomandazione: "sul VangeloGiovane troverai anche la cappella virtuale. Segnala le tue intenzioni di preghiera".
9.SEGNALAZIONI MULTIMEDIALI Il sito è composto, fondamentalmente, da due sezioni. La prima presenta il calendario liturgico da dove si possono visitare le pagine delle singole domeniche e festività in cui sono presenti un'introduzione, l'eucologia, le letture ed alcuni suggerimenti per programmare la celebrazione (canti, brevi commenti, suggerimenti di alcuni elementi a scelta). La seconda raggruppa alcuni testi di approfondimento ed una vasta documentazione teologico-liturgica. Notevole è stato il gradimento dei visitatori e di tanti altri che hanno scritto, inviato suggerimenti e, in qualche caso, si sono resi disponibili per collaborare. Altri progetti sono in corso, per iniziativa di Enrico Beraudo, licenziato in teologia liturgica presso l'Istituto di liturgia-pastorale "S. Giustina" di Padova, ideatore e curatore di "Alleluja", che sta lavorando per ottenere una collaborazione tra i vari siti che presentano commenti alla liturgia domenicale, così da poter offrire sempre più del materiale rispondente alle necessità particolari delle diverse comunità ecclesiali. Azione Cattolica Italiana http://www.azionecattolica.it Una nuova antica associazione "Siamo un'associazione di laici cristiani. Siamo giovani e adulti, ragazzi e anziani...". Si apre con queste parole il sito dell'Azione Cattolica Italiana (www.azionecattolica.it), la più antica associazione laicale italiana, fondata da Mario Fani e Giovanni Acquaderni nel 1867 (allora si chiamava "Società della Gioventù Cattolica Italiana"). La home page ci presenta in modo chiaro e colorato le diverse sezioni che compongono il sito: un po' di storia, il "chi siamo" per ricordare le origini, gli intenti, le motivazioni e le finalità, la vita e la struttura dell'Associazione, i documenti...; dove trovare l'AC in Italia e nel mondo; gli appuntamenti passati presenti e futuri; le pubblicazioni, numerosissime e importanti (la comunicazione è tra le parole chiave del programma); tutte le informazioni utili al contatto, con links ai siti cattolici e ai siti d'interesse. Dalla parte inferiore si accede alle "branchie" vere e proprie dell'AC: l'Azione Cattolica Ragazzi, il Settore Giovani, il Settore Adulti, il MIEAC (Movimento di Impegno Educativo di AC, una proposta per chi crede nel valore dell'educazione), il MSAC (Movimento Studenti) e il MLAC (Movimento Lavoratori, con le pagine in costruzione). Qualche parola ancora per descrivere il settore comunicazione. Per l'AC comunicare significa cercare punti di contatto con ogni donna e ogni uomo di oggi, per condividere, portare avanti, confrontarsi sulla visione della vita, sulla ricerca del bene e della verità, sui problemi dell'umanità e della Chiesa. Allora la comunicazione diventa a 360 gradi: libri, riviste, manifesti, sussidi, periodici, video, depliant... Tutte le età sono "coperte" dai contenuti del sito, tutti gli ambiti. Il lungo cammino della crescita è convincentemente accompagnato da un messaggio forte e positivo, profondo e gioioso. Giovani e Missione http://www.giovaniemissione.it La Missione, chiamata sempre giovane I Missionari Comboniani sparsi nei vari continenti del mondo sentono il bisogno di comunicare e condividere l'esperienza e la bellezza dell'incontro con altri popoli, la loro religiosità, le culture, tradizioni e costumi. Da qui deriva il motivo per cui è nato il sito: per trasmettere la gioia della Missione a tanti giovani, uomini e donne di buona volontà, vicine ai temi della pace, giustizia, solidarietà, carità e salvaguardia del creato. "È nato anche per ricordarci - dice il curatore P. Daniele Moschetti - che non vogliamo essere corresponsabili degli sfruttamenti provocati da una globalizzazione economica senza scrupoli. È quindi doverosa una informazione corretta, precisa e costante con notizie dal Sud del mondo. È necessario unire le nostre forze per poter cambiare cominciando da noi stessi e alla ricerca di un Dio Incarnato e Vivente nella storia e nei poveri". Quanto viene proposto, infatti, aiuta alla lettura della realtà mondiale globalizzata a partire dalla Parola di Dio, leggendola dalla parte del Sud del mondo. Il sito contiene un archivio con proposte di cammini di spiritualità missionaria, campagne di boicottaggio e di sensibilizzazione, iniziative di solidarietà, Ormegiovani (inserto di Nigrizia), le provocazioni di p. Alex Zanotelli, catechesi e veglie di preghiera, testimoni del nostro tempo, teologia della missione, ecc. Esiste anche una mailing-list di oltre 200 iscritti che mette in rete giovani e meno giovani di varie parti del mondo per confrontare e scambiare le proprie esperienze di vita e di fede. C'è la possibilità di ricevere gli aggiornamenti, previsti ogni 10 giorni, di notizie e materiale vario molto utile in parrocchie, gruppi missionari e scout, associazioni e singole persone per una formazione personale e comunitaria. 27 Alleluja http://www.alleluja.net Per vivere l'Eucaristia domenicale Alleluja è un sito di carattere teologicoliturgico che offre i testi della liturgia domenicale e festiva (letture ed eucologia), presentandone una riflessione che possa aiutare a vivere ciò che si celebra. Non vuole però offrire tutti i possibili interventi, ma solo quelli che possono aiutare ad interiorizzare il mistero celebrato, deve, infatti, essere poi ogni singola comunità a far diventare la Parola ascoltata preghiera, Eucaristia e vita.
Appuntamenti e segnalazioni Ad Assisi per parlare di responsabilità verso l'ambiente L'Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro e il Servizio nazionale per il progetto culturale promuovono un convegno di studio sul tema: "Futuro della nostra terra. Responsabilità cristiana per il sociale, il lavoro, l'ambiente" (Assisi, 46 maggio 2001). Dopo l'introduzione ai lavori di S. E. Mons. Giancarlo Bregantini, Vescovo di Locri-Gerace, Presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, intervengono: K. Golser, dell'Istituto per la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato della diocesi di Bolzano-Bressanone, su "Futuro della nostra terra. Responsabilità cristiana per il sociale, il lavoro e l'ambiente".; L. Fusco Girard, dell'Università di Napoli, su "Lavoro, sviluppo, sostenibilità", P. Schmitz, della Pontificia Università Gregoriana, su "Per una giustizia globale: magistero sociale e responsabilità per la terra"; T. Vetrali, dell'Istituto di studi ecumenici "San Bernardino" di Venezia, su "Laudato si' mi Signore. Per una spiritualità del creato"; S. Morandini, della Fondazione Lanza di Padova, su "Stili di vita responsabili"; Mons. G. Crepaldi su "Il Pontificio Consiglio Iustitia et Pax e la responsabilità verso il creato". Il convegno prevede inoltre alcuni gruppi di lavoro sui temi svolti durante le relazioni. Al termine K. Golser illustra le conclusioni e le prospettive. L'immagine dell'orante fra Oriente e Occidente Dal 25 marzo al 24 giugno si svolge presso il Museo Nazionale, Complesso Benedettino di San Vitale a Ravenna la mostra dal titolo Deomene. L'immagine orante fra Oriente e Occidente, in omaggio all'icona della Madonna Greca, pa- trona dell'Arcidiocesi di Ravenna. I pezzi in esposizione sono circa 140 e coprono un arco di tempo compreso tra l'epoca egizia e l'età tardo bizantina. Il progetto espositivo inizia descrivendo l'antefatto iconografico dell'immagine dell'orante cristiano, per lo più rappresentato attraverso oggetti di cultura italica e romana, a testimonianza del substrato culturale su cui si innesterà il primo Cristianesimo, intelligentemente teso a comunicare il suo messaggio con l'uso frequente di simboli e segni culturali investiti di nuovo significato. Si passa così alla visione di reperti archeologici di età paleocristiana, dove si incontrano le primissime, rare, testimonianze dell'orante care alla nostra cultura. La sezione bizantina della mostra fa rivivere, invece, gli splendori dell'epoca, restituendo alla città il ruolo di tramite tra Oriente e Occidente. Inoltre vuol proporre l'immagine della Vergine "Deomene", cioè Colei che prega e intercede. La figura della Vergine orante, celebrativa, votiva e apotropaica, è documentata da diverse tipologie di oggetti e di icone, destinate al culto pubblico e privato. Per informazioni rivolgersi al Centro Prenotazioni Ravenna Servizi (tel. 0544/219938, e-mail: rvcard@tin.it). 28
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08/06/2001
Oss6-01.pdf
(CEI)
6 SSERVATORI
O &
COMUNICAZIONE CULTURA 2001
Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali
O
Circ.ne Aurelia, 50 00165 Roma Tel. 06.
07/06/2001
Chiesa Cattolica Italiana - CCI - Osservatorio Comunicazione e Cultura n. 6-2001
(CEI)
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14/05/2007
SALE VENERDI' 11 MAGGIO Ore 10,15 Sala Londra - Il lettore del nuovo
(Stampa, La)
Millennio. Presentazione dell'indagine quinquennale Istat sulla lettura, a cura di AIE, ISTAT in collaborazione con la Fiera del libro. Intervengono: Andrea Colasio, Gian Arturo Ferrari, Ernesto Ferrero, Mauro Guerini, Giuseppe Laterza, Linda Laura Sabbadini, Vitaliana Vitale. Coordina: Luciano Genta Ore 10,30 Sala Gialla -Tutte le forme dell'epica.
13/05/2007
SALE VENERDI' 11 MAGGIO Ore 10,15 Sala Londra - Il lettore del nuovo
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Millennio. Presentazione dell'indagine quinquennale Istat sulla lettura, a cura di AIE, ISTAT in collaborazione con la Fiera del libro. Intervengono: Andrea Colasio, Gian Arturo Ferrari, Ernesto Ferrero, Mauro Guerini, Giuseppe Laterza, Linda Laura Sabbadini, Vitaliana Vitale. Coordina: Luciano Genta Ore 10,30 Sala Gialla -Tutte le forme dell'epica.
11/05/2007
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Millennio. Presentazione dell'indagine quinquennale Istat sulla lettura, a cura di AIE, ISTAT in collaborazione con la Fiera del libro. Intervengono: Andrea Colasio, Gian Arturo Ferrari, Ernesto Ferrero, Mauro Guerini, Giuseppe Laterza, Linda Laura Sabbadini, Vitaliana Vitale. Coordina: Luciano Genta Ore 10,30 Sala Gialla -Tutte le forme dell'epica.
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