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L'associazionismo per la crescita della cittandinanza
Documento del: 14/04/2007
Fonte:
Documenti dell'Azione Cattolica Italiana
Autore: Elena Bonetti
Vicenza, 14 aprile 2007 L'associazionismo per la crescita della cittandinanza Elena Bonetti Il Convegno di Verona Il convegno di Verona, nella ricchezza e profondit`a del suo messaggio, mi pare abbia sottolineato alcune "parole chiave" che credo possano illuminare una riflessione sul tema in oggetto. In particolare il Santo Padre nel discorso ai delegati al Convegno del 19/10 (a cui mi riferir`o qui nelle citazioni) ne ha ampliato e arricchito il senso. 1) Persona - Relazione: l'uomo `e sequela del Cristo risorto, chiamato a quella grande "mutazione" che `e la Resurrezione, il salto decisivo per "una nuova dimensione della vita e della realt`a, dalla quale emerge un mondo nuovo, che penetra continuamente nel nostro mondo e lo attira a s e". Nella testimonianza del cristiano deve "emergere soprattutto quel grande s`iche in Ges`u Cristo Dio ha detto all'uomo e alla sua vita, all'amore umano, alla nostra libert`a e alla nostra intelligenza". Siamo chiamati quindi ad essere in comunione autentica gli uni con gli altri, consapevoli che solo uniti a Cristo, e in Lui tra noi, potremo andare davvero nel Suo nome nella storia e riconoscere nella sua parola il sostegno alla nostra "fragile barca". Affinch e "l'esperienza della fede e dell'amore cristiano sia accolta e vissuta e si trasmetta da una generazione all'altra" emerge come "decisiva l'educazione della persona". 2) Bene della citt`a: Siamo chiamati a vivere consapevolmente e responsabilmente un servizio politico e civile. "Cristo `e infatti venuto per salvare l'uomo reale e concreto, che vive nella storia e nella comunit`a" e pertanto "il cristianesimo e la Chiesa hanno avuto una dimensione ed una valenza pubblica". Il cristianesimo deve infatti essere aperto "a tutto ci`o che di giusto, vero e puro vi `e nelle culture e nelle civilt`a". Come laici abbiamo un compito chiaro che il Santo Padre ci indica "agire come cittadini per costruire un giusto ordine nella societ`a ... Questo impegno e questa testimoninaza fanno parte di quel grande s`iche come credenti in Cristo diciamo all'uomo amato da Dio". 3) Parola: Siamo chiamati all'unit`a con Cristo, unica fonte di quell'autentico Amore di salvezza perch`e la "nostra vera forza `e dunque nutrirci della Sua Parola e del suo corpo, unirci alla sua offerta per noi ...", questo solo ci pu`o rendere davvero liberi e darci i criteri del nostro agire. 4) Sinodalit`a: Verona ha parlato anche attraverso lo stile con cui la comunit`a dei credenti si `e incontrata e messa in ascolto. Lo stile sinodale che ha caratterizzato fortemente i lavori di Verona deve essere lo stile di ogni cristiano e della Chiesa nel proprio agire storico, per rendere davvero ragione della speranza che `e in noi. Il nostro oggi Senza voler fare una lettura sociologica del nostro oggi, credo sia importante cercare di chiarirci il contesto in cui siamo chiamati ad operare come cittadini, uomini e donne che 1
vivono nella concretezza della loro vita il proprio s`ialla chiamata di Cristo. Mi pare che, sintetizzando, si possano individuare alcuni "nodi critici" su cui il momento storico che viviamo ci sollecita ad una riflessione e, in un certo qual modo, ad una risposta. a) L'uomo di oggi vive un'identit`a molteplice, discretizzata, relativizzata e quindi negata. Siamo sollecitati ad una dinamica di "multiappartenenze" che diventa negazione dell'unitariet`a della persona e quindi negazione del nostro essere persona. Assumiamo ruoli diversi e distanti e non ci sono dati strumenti per ritrovare un'unit`a fondante del nostro essere n e luoghi per fare una sintesi delle molteplici esperienze. Tutto questo porta ad un invito al disimpegno come astensione. Credo che come cristiani dobbiamo invece recuperare la capacit`a di (so)stare, di fissare sulla strada un tempo "per fare il punto", di ripensarci in modo unitario e "complessivo" per vivere nella pienezza la complessit`a del nostro tempo e non negarla, non inseguirla, non stravolgerla. Questo processo ci deve dire che non dobbiamo cercare l'identit`a del cristiano, ma rifondare il nostro essere uomini e donne di Cristo che vivono insieme "la poesia della vita interna e la prosa del rapporto col mondo" (Lazzati). b) La Persona non `e pensata in un tempo e in uno spazio, spesso negando l'uno o l'altro: si astrae l'uomo da se stesso e dalla propria vita, che `e strada da percorrere, non gi`a data o scontata. Siamo invece chiamati ad essere uomini e donne nella nostra storia, a farci pane spezzato nella storia, ad essere costruttori di storia. Dobbiamo recuperare il tempo della nostra vita, dandoci il tempo per divenire uomini e donne, facendo parlare ogni tempo di noi e ritrovarci "pi`u in alto" dove nulla `e perduto (cf. Mazzolari). La "questione antropologica" per noi deve essere prima "questione escatologica": siamo chiamati alla Salvezza in Cristo e per questo il nostro `e un tempo con un senso ed un fine. Dobbiamo trovare la strada (e forse le strade) che siamo chiamati a percorrere, con intuizioni e creativit`a nuove. Che senso ha parlare oggi di impegno nel territorio quando il territorio non `e pi u? Ci`o che dobbiamo ritrovare `e lo stile del pellegrino, dell'uomo della strada, che sa riconoscere ogni sentiero come il territorio in cui `e chiamato a "servire", ma non senza un senso: la strada, luogo di arrivi e partenze, ha sempre una direzione. c) Viviamo in un'epoca in cui la ricerca dell'identit`a si fonda sulla paura di perdersi nell'incontro con l'altro. Dovremmo quindi recuperare la consapevolezza che ciascuno di noi `e "io" perch e prima `e un "tu" per l'altro, ricollocando la percezione che di noi stessi abbiamo in una prospettiva di "riconoscimento" e di relazione. La relazione, che `e elemento ontologico della persona, si fonda su una dinamica di alterit`a e "squilibrio". Dobbiamo rigiocare l'occasione dell'incontro con l'altro per riconoscerci stranieri e in questo fratelli. d) La ricerca spasmodica della libert`a individuale risponde ad una logica di astensione e di non dedizione. La libert`a della persona `e invece la possibilit`a di poter scegliere e quindi di "legarsi". E' la libert`a della pienezza di una vita che diventa atto e supera la schiavit`u di una potenza che non si realizza. E la libert`a di ` un s`iall'Amore pieno e quindi la negazione di ci`o che `e altro da questo o non `e. L'associazionismo per la crescita della cittadinanza 2
Mi pare interessante rovesciare il titolo. felici `e quello di spendersi per "lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato" (Baden Powell). Citando E. Bianchi "L' eucarestia, magistero della vita della Chiesa e giudizio su di essa, unisce con equilibrio dimensione escatologica e dimensione storica ... l'eucarestia `e magistero del porsi della chiesa nel mondo, nella polis". Siamo uomini e donne chiamati ad essere necessariamente cittadini, e quindi costruttori, della citt`a dell'uomo. Siamo uniti a Cristo nel farci pane spezzato, contrapponendo a logiche di consumo ed egoismo lo stile del servo, alle dinamiche di individualismo lo stile della condivisione, alla logica della giustizia che si appaga nell'affermazione di un diritto individuale, l'idea di una giustizia che `e elemento necessario per la pace perch e fondata sul perdono, alla logica della vittoria quella della croce. Siamo chiamati ad incarnare nel tempo e nella storia l'Eucarestia, perch e Cristo si `e fatto uomo e per questo ha dato un senso alla storia salvandoci. L'equilibrio "della croce" `e un equilibrio difficile, ma `e il tempo e lo spazio che l'uomo ha per essere pienamente se stesso. In questo mi paiono molto illuminanti le parole della lettera A Diogneto: "Vivono nella loro patria ma come forestieri; partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono staccati come stranieri. Ogni patria straniera `e la loro patria, e ogni patria `e straniera ... Sono nella carne, ma non vivono secondo la carne. Dimorano sulla terra, ma hanno la loro cittandinanza nel cielo. Obbediscono alle leggi stabilite, ma con la loro vita superano le leggi ... Sono nel mondo come una prigione ma sostengono il mondo ... Vivono tra le cose che si corrompono aspettando l'incorrubilit`a nei cieli". Il nostro essere cittadini `e la risposta alla nostra vocazione perch e "Dio li ha messi in un posto tale che ad essi non `e lecito abbandonare". - EDUCAZIONE : il servizio educativo `e esso stesso un atto politico originale e necessario per una piena realizzazione della cittandinanza. La citt`a dell'uomo deve farsi il luogo ed il tempo per ciascuno di crescita e maturazione. L'esperienza cristiana ci dice che siamo capaci di amare perch e facciamo esperienza dell'amore nell'essere amati. Allo steso modo potremo parlare di piena e vissuta cittadinanza solo essendo parte di qualcosa che ci permette di essere e di crescere. La relazione educativa credo sia il primo germe per la costruzione della citt`a, `e il modo primo per esseri cittadini. Ricordando BP una strada che ci `e data per essere uomini felici `e quella di fare in modo che i nostri figli siano uomini migliori di quello che noi siamo. Si tratta di entrare in un'ottica "universale" e storica di servizio, di riconoscere la necessit`a di aprirci alla progenerazione sociale, di riconoscerci mandati sulla terra per percorrere un pezzo di strada e far si' che la strada sia percorsa poi dai nostri figli. Una civilit`a che non sente primario il bisogno di educare `e una civilt`a che rinnega se stessa e la possibilit`a di vivere. L'educazione `e atto politico perch e coinvolge la dinamica relazionale tra singoli e nella collettivit`a, `e spazio di servizio per il bene comune, `e luogo di ascolto e racconto, riconosce la pienezza e la libert`a di ogni Persona e per questo non pu`o essere neutrale. - ASSOCIAZIONE : l'associazionismo credo sia uno strumento privilegiato per la crescita e la formazione della cittadinanza. Innanzitutto perch e `e esperienza di cittadinanza (il valore educativo dell'esperienza nello scautismo e nello stile dell'AC credo 3 - CITTA: ` Siamo chiamati alla Felicit`a piena, e davvero il vero modo per essere
sia facilmente riconoscibile). E' luogo di esperienza di cittadinanza perch e chiede al singolo di realizzarsi all'interno di una comunit`a di relazioni affettive e "sociali". Chiede a ciascuno di costruire nel tempo della propria vita e nei modi diversi che questa propone un'adesione che `e innanzitutto risposta vocazionale, impegno allo "stare", scelta libera e consapevole. Per ciascuno di noi fare parte di un'associazione significa ripensarsi dall'individuo alla Persona riconoscendo la logica del dono di s e all'interno di una comunit`a, ricollocando i nostri tempi e le nostre storie, nei tempi e nelle storie di un umanit`a pi u ampia e pi u vera. Ci chiede l'impegno di rispettare delle leggi, di vivificare delle strutture, di ascoltare e di incontrare, di pensare all'oggi nella memoria di una storia che ci rende fecondi, nel rispetto di riti e linguaggi che ci insegnano a comunicare e a fare esperienza dell'oltre. Nel contempo ci chiede di partecipare alla costruzione ed al rinnovamento di questi modi, riti, linguaggi, stili nel tempo che vogliamo servire. L'associazionismo vive inoltre una dimensione privilegiata (anche se difficile da capire) di "frontiera". Credo infatti che da un lato l'esperienza associativa ci insegni a costruire realzioni significative, talvolta faticose, e durature. Ci chiede un impegno che non pu`o essere svolto nell'immediatezza, ci chiede capacit`a di essere comunit`a che sa raccogliersi dando ad ogni uomo lo spazio per essere pienamente se stesso e mai solo per questo. Nel contempo l'associazionismo ci dice della non sufficienza di questo riunirsi. Un'associazione ha senso solo se vive la dimensione dell'altro da se', di un contesto pi`u ampio in cui vivere. Ci sollecita ad uscire da relazioni e schemi noti per aprirci allo straniero che ci `e compagno di strada. Facciamo esperienza di un'appartenenza aperta ... siamo stranieri in questa patria. In particolare l'associazionismo non pu`o sostituirsi alla vita, `e esperienza di cittadinanza, ma non `e la citt`a. Non possiamo fare diventare le nostre associazioni i luoghi che sostituiscono la Parrocchia, la famiglia, il lavoro ... quelli sono i luoghi in cui siamo chiamati a stare. L'appartenenza associativa diventa quindi primariamente il luogo delle motivazioni della nostra democrazia, del nostro impegno, della nostra scelta di libert`a, perch e liberi e capaci di scegliere. Lo stile della sinodalit`a deve essere vissuto all'interno delle associaizoni ma per essere come associazioni nella sinodalit`a della Chiesa e della societ`a civile. L'associazionismo dovrebbe essere educazione ed esperienza di servizio, di dono, di eucarestia, di pane spezzato alla mensa e di strada che si fa mensa. In questo mi piace davvero l'immagine di un'associazione che ci aiuta a sentirci "mandati", perch e questo ci dice che non siamo soli e che il nostro agire trova il senso ultimo e le motivazioni pi`u vere non in noi stesse, e per questo `e strada di vocazione. 4
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30/10/2007
Testo0207.pdf
(CEI)
Baden Powell e la Bibbia Sir Robert Baden Powell, nato nel 1857 e morto nel 1941, fondatore dello scoutismo di cui quest'anno celebriamo il centenario dal primo campo scout 1907-2007, ha elaborato il metodo scout considerando criticamente le esperienze fondamentali della sua vita, tra le quali le più importanti sono quella familiare,
20/04/2004
04-settimana-assisi.pdf
(CEI)
Ufficio Nazionale per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese
Atti della 2a Settimana nazionale di spiritualità e formazione missionaria
Discernere
l'oggi
Una Chiesa per il mondo
di Dio
Assisi, La Cittadella 25-30 agosto 2003
Indice
Notiziario - Ufficio Nazionale Cooperazione Missionaria tra le Chiese n.
20/04/2004
04-settimana-assisi.pdf
(CEI)
Ufficio Nazionale per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese
Atti della 2a Settimana nazionale di spiritualità e formazione missionaria
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l'oggi
Una Chiesa per il mondo
di Dio
Assisi, La Cittadella 25-30 agosto 2003
Indice
Notiziario - Ufficio Nazionale Cooperazione Missionaria tra le Chiese n. 29 - Marzo 2004 Atti della IIa settimana nazionale di spiritualità e formazione missionaria
DISCERNERE L'OGGI DI DIO Una Chiesa per il mondo Assisi, La Cittadella, 25-30 agosto 2003
Presentazione. .
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