|
|
L'AC in Europa: sfide e opportunità
Documento del: 02/03/2007
Fonte:
Documenti dell'Azione Cattolica Italiana
Autore: Paola BIGNARDI
L'AC in Europa: sfide e opportunità
Paola BIGNARDI - 2 marzo 2007
Cari amici,
all'inizio dell'incontro continentale europeo desidero farvi giungere il mio saluto e il mio augurio, insieme al rammarico per l'assenza forzata ad un appuntamento al quale tenevo molto e cui desideravo vivamente partecipare.
L'attivitα che il FIAC ha sviluppato nel corso degli ultimi anni cerca di giungere sempre più vicino alla realtà delle associazioni che non vivono astrattamente nel mondo, ma si collocano dentro il cammino, la cultura, la storia, le tensioni, le opportunità che in ogni terra si manifestano e maturano.
Il nostro incontro, quelle delle associazioni di Europa, si colloca in un momento importante: tra qualche giorno a Roma si celebreranno i 50 del Trattato di Roma, una tappa decisiva nel cammino della costruzione di un'Europa che facesse del vecchio continente una realtà nuova, profezia di pace e di cooperazione tra i popoli, per promuovere giustizia, sviluppo, crescita nella solidarietà.
Così, il vecchio continente, che per molti versi si mostra esausto e sembra aver esaurito la vitalità che lo ha fatto punto di riferimento per il mondo intero, attraverso il percorso di unificazione intrapreso, potrà diventare segno di una nuova possibile forma di relazione tra i popoli: quella dell'unità che non mortifica le soggettività delle nazioni e delle culture, ma le fa protagonisti di una politica, di una cultura, di un'economia in cui ci si impegna insieme ad essere insieme custodi della parte di verità contenuta nelle ragioni dell'altro; in cui si rifiuta la logica della prevaricazione e dell'affermazione di sé sull'altro, per unire le proprie idee e le proprie forze in vista di un bene che sia veramente tale per tutti.
La Chiesa, con la sua ispirazione comunionale e universalistica, può essere anima di un processo di cui nessuno si nasconde le difficoltà. C'è un modo possibile di interpretare lo spirito del Vangelo che non vale solo per i singoli, ma anche per i popoli, per le comunità umane, per le nazioni.
Oggi le chiese d'Europa si trovano di fronte ad alcune grandi sfide: se sapremo affrontarle insieme, anche in questo modo daremo un contributo alla crescita del processo globale di costruzione dell'Europa:
quella del dialogo tra culture, religioni, confessioni religiose, rese quotidianamente più vicine dalla mobilità dei popoli e tuttavia non ancora allenate ad entrare in relazione costruttiva e serena, positiva e feconda;
quella del significato della fede , in un contesto di secolarismo accentuato, che ora esclude la dimensione religiosa della vita dichiarandola insignificante, ora la esclude attraverso la polemica, ora, semplicemente, la relega tra le questioni private, finendo per schiacciare i cattolici nell'ambito del volontariato, la Chiesa tra i soggetti di culto, senza rilevanza pubblica, e mettendo così in discussione il diritto dei cristiani a testimoniare la loro visione della vita e ad esprimersi sulle questioni connesse alla società e al suo progetto;
quella di costruire un modello di civiltà aperto al futuro , attraverso l'attenzione alle giovani generazioni; l'apertura alla vita; la capacità di nuovi sogni di pace e di fraternità;
quelli di vivere in pienezza la vocazione dell'Europa all'unità, al dialogo, alla collaborazione, alla reciprocità tra est e ovest - con due polmoni, una vocazione spirituale ed ecumenica;
E poi, come nasconderci la stanchezza interiore di tante persone - credenti e non - che, pur ricche di tutto, sono sempre più affaticate da un modello di civiltà che, accrescendo l'incertezza e la precarietà, mette alla prova la tenuta interiore, la stabilità della coscienza, fa emergere la tentazione di nuove forme di rassicurazione: quelle di miti superficiali o di fuga in forme di stordimento che permettano di sopravvivere al proprio vuoto interiore.
Davanti a queste sfide, come cristiani e come laici di AC ci chiediamo se ci sentiamo ancora capaci di annunciare il Vangelo e se ci sentiamo disposti ad esserne ancora, con coraggio e con creatività, testimoni non solo nel piccolo cotesto delle nostre comunità, ma in quello più vasto e nuovo dell'Europa. Non possiamo dimenticare, ed è una provocazione ulteriore per i nostri lavori, anche la fragilità della fede di coloro che pure si dicono credenti. Le frontiere della missione passano all'interno della stessa comunità dei credenti. Per questo, l'evangelizzazione è il criterio attorno a cui ripensare la vita ecclesiale. La missione, infatti, non è solo un prendersi cura degli altri, ma anche un cammino di sempre maggiore fedeltà al Signore della propria vita.
L'Azione Cattolica si interroga su tutto questo.
Lo ha fatto in questi anni cercando di dare sempre maggiore efficacia alla presenza e all'attività del FIAC.
La prima Assemblea ordinaria del FIAC (dopo quella costituitiva del FIAC a Roma nel 1991) si è tenuta significativamente a Vienna nel 1994, dopo la caduta del muro di Berlino, con una scelta precisa di tutto il FIAC perché le AC potessero camminare insieme, nelle Chiese dell'ovest e dell'Est., in particolare con le Chiese e le AC che ritrovavano la libertà.
In quell'occasione il Cardinale Pironio, Presidente del Pontificio Consiglio per i laici, indicò al FIAC questa specifica pista di lavoro: "si faccia, con molta umiltà ma con molta forza missionaria, senza proselitismo ma con coraggio e amore, la proposta dell'Azione Cattolica alla Chiesa di quei paesi dell'Europa Centro orientale che stanno cercando forme di organizzazione per i cristiani laici, adulti e giovani; la circostanza dello svolgersi del Forum a Vienna è veramente provvidenziale"
Allo stesso tempo, sempre a livello di segretariato FIAC, nel muovere i primi passi si è definito il continente come "Europa - Mediterraneo", per guardare al Medio Oriente e all'Africa come a contesti dai quali non poter prescindere.
Le sedi dei nostri incontri continentali sono state infatti nel 1997 a Malta, nel 1998 a Iasi in Romania e nel 2003 a Sarajevo in Bosnia Erzegovina.
L'incontro con le Chiese dell'Est ci ha fatto scoprire l'importanza di lavorare con i giovani, favorendo l'incontro dei giovani europei proprio a est per condividere l'esperienza della fede là dove la fede calpestata fino al martirio stava rinascendo: le scuole di formazione si sono tenute a Iasi nel 1998, a Oradea nel 1999 - in Romania e nel 2001 in Bulgaria.
Vorrei anche sottolineare che il Gruppo Promozione AC avviato dal segretariato dopo il Congresso del 2004 sta lavorando con l'impegno dell'AC di Italia e Romania in Bosnia Erzegovina e in Ucraina. Molti sono i contatti in corso a est ma anche a ovest con Germania, Francia, Inghilterra, Irlanda: vorremmo poter definire questi contatti per un confronto aperto sulle forme organizzate di partecipazione dei laici, sulla formazione di laici cristiani corresponsabili nella società, in Europa e nella Chiesa.
L'AC che vive in Europa è l'AC del terzo millennio, l'AC rinnovata del CEVII, della CFL: un dono dello Spirito Santo alla Chiesa universale e alla Chiesa in Europa
PPT AC VOCAZIONE .
E' l'AC che da papa Giovanni Paolo è stata aiutata, nel memorabile incontro di Loreto, a ripensarsi e a tradurre il dono su cui si fonda in un nuovo triplice impegno che a Loreto ci è stato simbolicamente riconsegnato.
PPT sulle tre consegne.
Vorrei proporre alla vostra attenzione, in modo che possiate tenerne conto in vista delle scelte che faremo insieme, i tre impegni che ci eravano assunti nel documento finale del III incontro continentale a Sarajevo:
FORMAZIONE
E' la scelta fondamentale per coniugare fede e vita integrale, con Cristo al centro dell'esistenza del laico di AC. Una formazione che ha bisogno di animatori e assistenti pronti ad accompagnare le diverse tappe e gli ambiti di vita per ragazzi, giovani, adulti.
PARROCCHIA
Il luogo di base della vita comunitaria dell'AC deve recuperare quella bella immagine del Beato Giovanni XXIII che l'ha definita la "fontana del villaggio". Parrocchia che deve essere comunione missionaria, aperta alle necessitα delle persone del territorio, alla dimensione diocesana e al mondo.
GIOVANI
Sono persone con il diritto e il dovere di essere protagonisti della loro storia nelle azioni e nelle decisioni. I giovani devono essere considerati al presente, hanno bisogno di persone che li ascoltino e sorreggano, che condividano la loro vita.
Vorrei concludere con alcuni recenti pensieri di fr. Alois di Taizè, dopo il 29° incontro europeo dei giovani a Zagabria: Se cerchiamo di aprire dei cammini di fiducia per l'Europa, è perché sappiamo, noi tutti, che il secolo scorso ha conosciuto troppe violenze. Il secolo che inizia ha bisogno di donne e uomini coraggiosi che esprimano con tutta la loro esistenza questa chiamata del Vangelo: "Lasciatevi riconciliare!" ... Grazie alla determinazione di un piccolo numero, noi conosciamo ora in Europa un periodo di pace. Allora, verso che cosa ci porta oggi il Vangelo della riconciliazione? Non è forse verso una condivisione dei frutti della riuscita economica delle nostre società? Tante persone, in tutti i paesi europei, sono come lasciati alle porte dell'abbondanza, pur potendo toccare con un dito ciò a cui essi non possono accedere.
Queste considerazioni e spunti spero possano esservi utili per il lavoro che è appena cominciato che attende il contributo dei giovani, dei relatori, la riflessione dei paesi sul documento base, che confluirà, per quanto è possibile nel documento finale, ma che soprattutto aiuterà il FIAC a camminare in Europa e nel Mediterraneo - con un'attenzione specialissima alla Terra Santa - con AC sempre più vive, numerose, con laici appassionati della Chiesa e del tempo nel quale il Signore ci chiama a vivere.
Il nostro essere insieme come AC , anche nel lavoro di questi giorni, che vi auguro fraterno e fecondo, sono certa che contribuirà a renderci soggetti e protagonisti di una nuova stagione dell'Europa tutta.
IV Incontro continentale Europa-Mediterraneo - Madrid, 1-4 marzo 2007 DOVE VA L'EUROPA?
I cristiani valore e speranza di futuro
Indietro
In Alto
Stampa
Segnala
Copyright (C) 2006. FIACIFCA. Tutti i diritti riservati. Via della Conciliazione, 1 00193 - Roma / e-mail: info@fiacifca.org tel. 0039 06 661321/66132344 - fax 0039 06 6868755/66132360
|
01/04/2007
Fiac, da Madrid un grido per l'unità
(Segno)
Alcuni incontri continentali hanno plasmato questo rapporto: nel 1997 a Malta, nel 1998 a Iasi in Romania e nel 2003 a Sarajevo in Bosnia Erzegovina. «L'incontro con le Chiese dell'Est - dice Paola Bignardi, attuale coordinatrice del Segretariato generale del Fiac - ci ha fatto scoprire l'importanza
01/02/2007
Gli orizzonti del vecchio continente
(Segno)
Erzegovina, Terra Santa...). Il titolo dell'incontro, Dove va l'europa? I cristiani valore e speranza di futuro, richiama l'impegno dell'Ac nei vari paesi e insieme a livello continentale, per un con- tributo positivo e qualificato dei laici cristiani e dei laici
01/04/2007
Fiac, da Madrid un grido per l'unità
(Segno)
Alcuni incontri continentali hanno plasmato questo rapporto: nel 1997 a Malta, nel 1998 a Iasi in Romania e nel 2003 a Sarajevo in Bosnia Erzegovina. «L'incontro con le Chiese dell'Est - dice Paola Bignardi, attuale coordinatrice del Segretariato generale del Fiac - ci ha fatto scoprire l'importanza
01/02/2007
Gli orizzonti del vecchio continente
(Segno)
Erzegovina, Terra Santa...). Il titolo dell'incontro, Dove va l'europa? I cristiani valore e speranza di futuro, richiama l'impegno dell'Ac nei vari paesi e insieme a livello continentale, per un con- tributo positivo e qualificato dei laici cristiani e dei laici
02/03/2007
Cristiani, d'Europa
(Avvenire (Online))
IL VANGELO E LA CITTÀ Ruolo e ""speranze"" del laicato in un continente assetato di valori. La riflessione della coordinatrice Paola Bignardi Cristiani, ""lievito"" d'Europa Azione cattolica: ecumenismo, cultura e politica quali ""orizzonti d'impegno"" dei credenti. Se ne parla a Madrid, al quarto ""Incontro Europa-Mediterraneo"" del Forum internazionale dell'associazione Da Madrid Michela Coricelli Che cosa chiede l'evangelizzazione in Europa all'inizio del terzo millennio? Il titolo del quarto Incontro continentale Europa-Mediterraneo del Fiac - il Forum Internazionale di Azione cattolica - apertosi ieri a Madrid, contiene una domanda e addita gli orizzonti della risposta: Dove va l'Europa? I cristiani, valore e speranza di futuro.
02/03/2007
(Avvenire (Online))
SCENARI La religione in una società secolarizzata Ma anche l'apertura al pluralismo in un contesto in cui cresce l'immigrazione Intervista al segretario dell'Ac iberica, Azorín Ortega ""La Spagna non chiuda la fede nel privato"" Da Madrid Michela Coricelli Un ponte fra l'Europa e l'America latina. Ma anche verso l'Africa.
|