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La rivista "Il Regno" intervista Luigi Alici
Documento del: 11/10/2006
Fonte:
Azione Cattolica Italiana
Autore: Gianfranco Brunelli e Lorenzo Prezzi (a cura di)
per gentile concessione della redazione de
"Il Regno"
La rivista "Il Regno" intervista Luigi Alici
a cura di Gianfranco Brunelli e Lorenzo Prezzi
"Sperare è riconoscere che il cielo e la terra si toccano; e il cielo è credibile solo
quando illumina, promuove e riscatta la terra, non quando la demonizza, la dimentica o
l'abbandona a se stessa."
Luigi Alici è dal maggio 2005 presidente dell'Azione cattolica italiana. Lo incontriamo a Roma a fine giugno.
Vi è un impegno significativo dell'associazione per preparare il prossimo Convegno ecclesiale di Verona. Proprio in quella città avete celebrato un apposito incontro nazionale. Secondo quali linee vi muovete? Qual è il senso del Laboratorio nazionale della formazione?
<Nel cammino verso il IV Convegno ecclesiale nazionale l'Azione cattolica è particolarmente impegnata, a livello nazionale e diocesano, prima di tutto spendendosi per promuovere occasioni diffuse e capillari di coinvolgimento, partecipazione, studio, discernimento. Avvertiamo che Verona può essere un appuntamento decisivo nella vita della Chiesa italiana solo se sarà un vero e proprio evento di speranza, in cui si cerchi di convenire su alcune linee di autentica progettualità pastorale.
A tale scopo abbiamo promosso proprio a Verona, dal 29 aprile all'1 maggio, un incontro nazionale ("Di-segni di speranza"), al quale hanno partecipato circa 1.300 delegati da tutta Italia. In questo arco di tempo che ci separa "da Verona a Verona" l'associazione sta mettendo a punto il proprio contributo di riflessione e di proposta, ponendo al suo servizio una sorta di piazza virtuale (www.dialoghi.info) dove convergono e si confrontano i contributi di tutte le realtà associative. Il contributo che l'Azione cattolica elaborerà sarà il punto di arrivo di un percorso capillare e condiviso, con l'intento di mettere a fuoco alcuni nodi fondamentali attorno ai quali si gioca la credibilità della comunità cristiana: sia nella capacità di espandere in tutto il suo volume l'orizzonte teologale della speranza cristiana, cercando di vincere una sorta di "afasia escatologica" che sembra paralizzare - e quindi banalizzare - l'annuncio evangelico, sia nella capacità di restituire nuova capacità testimoniale a una rete di buone pratiche di vita, che la scelta degli ambiti deve aiutarci a censire e rivisitare criticamente.
Sperare è riconoscere che il cielo e la terra si toccano; e il cielo è credibile solo quando illumina, promuove e riscatta la terra, non quando la demonizza, la dimentica o l'abbandona a se stessa. Al di là di questo, in ogni caso, la comunità cristiana deve vincere la tentazione di sotterrare i talenti avuti in dono in questi anni e pazientemente capitalizzati, proprio nel momento in cui dovrebbero invece essere investiti con coraggio (e anche con un pizzico di audacia evangelica). Un convegno ecclesiale, certo, non è un sinodo; ma non è nemmeno una festa. Di conseguenza non può esserci una sproporzione troppo alta tra la natura complessiva dell'evento (con l'investimento in termini di risorse e il volume di attese che esso genera) e la capacità di far maturare orizzonti concreti di autentica progettualità pastorale.
La scelta di investire sul "Laboratorio permanente della formazione", da parte dell'Azione cattolica, in attuazione del nuovo Progetto formativo, risponde anche a questa preoccupazione: elaborare una struttura che, in forma stabile e organica, possa sussidiare il processo di formazione di responsabili, educatori e animatori, aiutandoli a crescere nel servire l'associazione - e quindi tutta la Chiesa - nelle forme ordinarie e straordinarie della testimonianza e della missione. Rispetto ai laboratori diocesani, il Laboratorio nazionale della formazione, che verrà presentato a Roma, dall'1 al 3 settembre, a tutti i presidenti e assistenti diocesani, insieme agli incaricati diocesani della
formazione, si configura come una struttura di secondo livello, che assicurerà un accompagnamento costante con i responsabili, attraverso moduli formativi "in presenza" e "a distanza".
Articolato in tre aree tematiche (sussidiazione formativa di base, sperimentazione missionaria, elaborazione culturale) e gestito da un' équipe di esperti, il Laboratorio nazionale potrà offrire un servizio prezioso per far incontrare progettualità culturale e servizio pastorale. Proprio quell'incontro per il quale, a Verona, ci auguriamo che si possano fare passi concreti>. [...]
Leggi tutta l'intervista
[PDF - 32Kb]
Dialoghi, la rivista:
n.3 - anno IV, settembre 2006
L'infinito nel quotidiano
Libri:
Luigi
Alici
La via della speranza
(Ed. AVE )
Ci sono molti modi di incontrarsi sulla via della speranza. Questo libro ne suggerisce alcuni, sulla base di tre approcci: l'analisi culturale, l'impegno pastorale, il racconto di esperienze di vita quotidiana.
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13/09/2006
Volti e segni di speranza
(Documenti dell'Azione Cattolica Italiana)
Volti e segni di speranza
Contributo al IV Convegno Ecclesiale Nazionale Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo
Verona,16-20ottobre2006
Introduzione
1. I convegni ecclesiali in Italia costituiscono eventi importanti della Chiesa post-conciliare, concepiti come occasioni per verificare e rilanciare le linee pastorali che i vescovi elaborano per ogni decennio, e quindi far crescere l'""autocoscienza ecclesiale"".
29/04/2006
Incontro nazionale dell'Azione CAttolica Disegni di speranza: il contributo dell'Azione Cattolica
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Verona, 29 aprile 2006 - ""Di-segni di speranza"", Incontro nazionale dell'Azione CAttolica Disegni di speranza: il contributo dell'Azione Cattolica Luigi Alici ""Ciò di cui il nostro tempo ha bisogno è l'eternità"" (S. Kierkegaard) I. Sogni, segni, testimoni 1. Il nostro incontro non può non essere posto sotto il segno della gratitudine: dobbiamo essere grati al Signore, che ci ha chiamati alla vita e alla speranza, e a chi ci ha preceduto nella responsabilità associativa, lasciandoci in eredità un'associazione viva e rinnovata.
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