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Dialoghi.info intervista Paola Bignardi Visualizza il documento originale
Documento del: 11/10/2006
Fonte: Dialoghi.info
Autore: Ernesto Diaco (a cura di)
Dialoghi.info intervista Paola Bignardi

a cura di Ernesto Diaco

"Mi sembra che la nostra Chiesa arrivi a Verona stanca, provata da un confronto sempre più marcato, in ambito sia culturale che religioso, e dal disgregarsi del tessuto sociale ed etico del nostro Paese."

"La nostra Chiesa sente di doversi far carico della domanda di speranza che c'è nella vita delle persone, anche quando non si manifesta come tale e sembra prevalere il disagio del vivere". Paola Bignardi, oggi coordinatrice del Forum internazionale di AC e di " Retinopera " , vede così l'atteggiamento con cui la

Chiesa italiana guarda al suo quarto Convegno nazionale del dopo Concilio.

A Verona, la comunità ecclesiale si interrogherà sulla capacità di "comunicare il vangelo in un mondo che cambia", con l'obiettivo di dare nuovo impulso al suo slancio missionario. Come arriva al Convegno la Chiesa italiana?

Mi sembra che la nostra Chiesa arrivi a Verona stanca, provata da un confronto sempre più marcato, in ambito sia culturale che religioso, e dal disgregarsi del tessuto sociale ed etico del nostro Paese. Allo stesso tempo, la vedo sempre più consapevole di dover essere una Chiesa missionaria, pur nella fatica di trovare le strade concrete della comunicazione con le persone di oggi.

Quali sono, dal suo punto di vista, le principali sfide che dovranno essere affrontate?

Quella che mi sembra emergere in modo più evidente dagli avvenimenti di questo periodo è la sfida posta dalla presenza in mezzo a noi di fedeli di altre religioni. La tentazione che corriamo è quella di metterci in un atteggiamento di difesa e di contrapposizione. A Verona non si dovrà delineare una prospettiva di reazione, quanto la strategia di una testimonianza che sa accogliere, rispettare, discernere e soprattutto mostrare quanto il Vangelo sia garanzia di libertà per tutti.

Altre provocazioni per i credenti?

"La crisi del laicato è la crisi del dialogo della Chiesa col mondo e al tempo stesso è una crisi di soggettività della vocazione laicale nella Chiesa. A questo dobbiamo rispondere con un impegno spirituale..."

Un'altra sfida, sempre più incalzante, riguarda la pressione di vasti settori del mondo laico a relegare la fede nello spazio delle questioni private. A questa fa seguito la tentazione di cedere alle lusinghe della "religione civile". Al contrario, il cristianesimo è nella storia, ma è irriducibile ad essa. Non possiamo nasconderci, inoltre, la fragilità della fede di coloro che pure si dicono credenti. Le frontiere della missione passano all'interno della stessa comunità cristiana.

Nel suo recente libro "Esiste ancora il laicato?", lei rileva che mai come oggi i laici cristiani sono presenti attivamente nella Chiesa, ma al tempo stesso si registrano segnali di crisi e di disagio. Come può il Convegno di Verona dare una risposta a questa situazione?

La crisi del laicato è la crisi del dialogo della Chiesa col mondo e al tempo stesso è una crisi di soggettività della vocazione laicale nella Chiesa. A questo dobbiamo rispondere con un impegno spirituale che radichi in maniera più decisa i laici cristiani nell'essenziale della fede. Questo porterà con sé necessariamente un più profondo radicamento nella vita.

Quali altre conseguenze avrà questo radicamento nella spiritualità?

Sarà generatore di una grande passione per l'unità e per la comunione, sia nella Chiesa che nel mondo, e motore di un processo di convergenza che aiuti a superare l'attuale frammentazione del laicato, che lo rende insignificante in quanto tale. Il convegno di Verona contribuirà a superare questa crisi se farà scelte più decise di dialogo tra la Chiesa e la vita di oggi, e scelte vere di corresponsabilità ecclesiale. Se gli ambiti indicati dalla Traccia preparatoria non diventano le diverse pastorali, sono l'intuizione giusta.

Il deficit di speranza di cui soffre la società odierna tocca anche la comunità cristiana? La sottolineatura della risurrezione di Gesù, posta nel titolo stesso del Convegno, sembra voler ricordare prima di tutto ai credenti la radice e l'essenziale della loro fede.

Sì, anche la comunità cristiana consoce oggi una crisi della speranza, perché vive una fede affaticata e la qualità della speranza riflette quella della fede. Le situazioni di crisi, però, spesso sono provvidenziali per discernere ciò che conta davvero. Sono convinta che questa condizione di crisi della speranza aiuterà la chiesa italiana a ricentrarsi sulla Pasqua del Signore.

Dialoghi, la rivista:

n.3 - anno IV, settembre 2006

L'infinito nel quotidiano

Libri:

Luigi

Alici

La via della speranza

(Ed. AVE )

Ci sono molti modi di incontrarsi sulla via della speranza. Questo libro ne suggerisce alcuni, sulla base di tre approcci: l'analisi culturale, l'impegno pastorale, il racconto di esperienze di vita quotidiana.

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