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Azione Cattolica Adulti (Intervento al XL Convegno dei direttori UCD "Il racconto della speranza" Visualizza il documento originale
Documento del: 22/06/2006
Fonte: Formazione
Autore: Francesca Zabotti
Azione Cattolica Adulti
FRANCESCA ZABOTTI - Roma

Si entra nella grande famiglia dell'AC, nata quasi 140 anni fa ad opera di due giovani, Mario Fani e Giovanni Acquaderni, ad ogni età, spesso si comincia da ragazzi, si passa nei giovani all'età di 15 anni e si prosegue da adulti di AC a partire dai 30 anni. L'AC favorisce il dialogo intergenerazionale e offre una proposta alle diverse età e condizioni di vita in modo da favorire cammini formativi da proporre a tutti: a chi è aderente, a chi è interessato, a chi vuole fare un pezzo di strada insieme: ci si ritrova aderenti adulti e giovani e ragazzi, adulti e terza-età, aderenti sposati, vedovi e single, aderenti lavoratori, in cerca di lavoro e pensionati, aderenti con impegni educativi, sociali, politici, culturali, sportivi... L'impegno dell'AC, lo sappiamo dall'art. 2 del suo Statuto è "essenzialmente religioso apostolico, comprende l' evangelizzazione, la santificazione degli uomini, la formazione cristiana delle loro coscienze, in modo che riescano ad impregnare dello spirito evangelico le varie comunità ed i vari ambienti". La strada per raggiungere questo obiettivo è indicata, sempre dallo statuto, in una formazione personale e comunitaria che aiuti a corrispondere alla universale vocazione alla santità, secondo la condizione di vita di ciascuno. La storia di AC è nel suo insieme storia formativa, in considerazione del fatto che la gran parte delle sue attività sono rivolte a plasmare generazioni di laici cristiani. E' la vicenda del lungo cammino di una sempre più profonda consapevolezza, della risposta alla chiamata battesimale, il cammino di una lenta, ma progressiva maturazione del laicato nella vita della Chiesa e del Paese, nella società civile e politica con una sempre maggiore responsabilità ed autonomia che ha portato tra l'altro alla creazione delle prime forme partitiche di ispirazione cristiana. La Parrocchia - nella Chiesa locale - è il riferimento ordinario delle persone di AC, testimoni del Vangelo in ogni ambito di vita Se si scorre la storia dell'Ac si coglie come l'azione formativa riguarda appunto la presa di coscienza, in qualunque età della vita, della chiamata battesimale e questa lettura storica anticipa e trova sintonia con quanto affermato all'indomani del sinodo sul laicato da Giovanni Paolo II: "La formazione dei laici ha come obiettivo fondamentale la scoperta sempre più chiara della propria vocazione e la disponibilità sempre più grande a viverla nel compimento della propria missione". XL CONVEGNO UCD. IL RACCONTO DELLA SPERANZA
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Presentazione dell'AC
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Con il coinvolgimento diretto delle associazioni diocesane e parrocchiali, l'AC promuove gemellaggi e progetti di solidarietà sempre nell'ambito della formazione e dell'educazione sia con paesi membri del FIAC (Forum Internazionale di Azione Cattolica) sia in realtà dove operano sacerdoti e religiosi delle diocesi. Giovani, adulti e ragazzi impegnati affinchè in parrocchia e in diocesi sia promossa la cooperazione tra le Chiese e la solidarietà con i più poveri in tutto il mondo. La struttura e l'organizzazione Settori e articolazioni ACR (6-14 anni) Settore Giovani (15-30 anni) Settore Adulti (over 30 anni) Movimenti interni Movimento Studenti (con Settore Giovani) Movimento Lavoratori (con Settore Adulti e Settore Giovani) MIEAC ( Movimento di impegno educativo) Movimenti esterni Il MEIC ( Movimento di impegno culturale) La FUCI (Federazione giovani universitari)
IN ITALIA conta quasi 360.000 aderenti di cui il 44% adulti, il 19% giovani, il 37% ragazzi. - n° 131.000 ragazzi dai 6 ai 14 anni; - n° 33.800 giovanissimi tra i 15 e i 18 anni; - n° 34.600 giovani tra i 19 e i 30 anni; - n° 157.900 adulti dai 30 anni in poi..., di cui circa 22 mila sono coppie di sposi. Il 65% femmine Il 35% maschi L'ACI è presente in tutte le 220 diocesi Le associazioni parrocchiali sono 6692 I responsabili parrocchiali sono 35102 I responsabili diocesani eletti sono circa 4000 di cui 220 presidenti diocesani
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2 La stagione da cui veniamo
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L'Azione Cattolica ha vissuto in questi ultimi anni un'importante fase, caratterizzata da verifiche, ripensamenti profondi, scelte di novità. Una fase originata dalla situazione di crisi dell'Azione Cattolica, ma anche dalla fiducia in se stessa; dalla convinzione di avere molto da dare in questa stagione complessa e difficile della storia della società e della Chiesa; originata soprattutto dal desiderio di accogliere le sfide poste da una società in rapida trasformazione. L'AC, fedele al proprio carisma e all'esigenza di verificare la coerenza con il proprio servizio alla Chiesa e alla società, ha vissuto un processo di rinnovamento, che ha coinvolto tutta la realtà associativa, delineando un modello organizzativo più flessibile, dinamico e un tessuto associativo aperto alle domande di vita, di relazioni significative, di esperienze capaci di dare senso e nuovo slancio alla missione. In questo cammino di consapevolezza, l'AC si è impegnata a riprendere dalla sua tradizione i valori fondativi reinterpretandoli alla luce dei mutamenti socio-culturali e ha riconfermato il suo essere un'Associazione di laici secondo il Concilio, chiamati, in forza del battesimo e di una specifica vocazione, a rendere un servizio permanente alla comunità ecclesiale e alla società civile. Ripropone quindi con forza la validità della scelta di vivere non da singoli laici, ma da laici aggregati per rendere insieme una testimonianza condivisa e diventare lievito capace di fermentare la comunità umana e far esplodere i germi di bene già presenti nella storia. Rende così visibile l'amore di Dio per il mondo, dando ragione della speranza realizzata da Cristo, morto e risorto, e offerta gratuitamente ad ogni persona di buona volontà. Si tratta di un'AC che ha saputo rigenerarsi non solo attraverso uno Statuto Aggiornato, e un nuovo Regolamento, ma anche attraverso un nuovo Progetto Formativo, consegnato a Loreto nel settembre 2004, alle associazioni diocesane perché venga tradotto, attraverso l'impegno di mediazione delle singole realtà a tutti i livelli, in percorsi educativi ed esperienze praticabili in grado di accompagnare, in modo ordinario e permanente, la formazione di laici adulti nella fede, capaci di esprimere il senso della corresponsabilità e il compito della contemplazione, della comunione e della missione. Il tempo straordinario vissuto ha contribuito a generare forme di vita associativa possibili e significative per l'oggi, ad elaborare progetti rinnovando l'impegno a servizio della Chiesa e del mondo. Il cammino dell'AC di questi anni ha avuto nel pellegrinaggio di Loreto un punto di riferimento decisivo, un segnale forte: quello di un'AC popolare e intensa, stretta attorno al Papa con affetto filiale e aperta ai temi e ai problemi del mondo; festosa, e in ascolto XL CONVEGNO UCD. IL RACCONTO DELLA SPERANZA

dei messaggi di santità della propria tradizione per camminare oggi sulla strada della santità. "Vorrei qui richiamare le tre consegne che a Loreto ho affidato all'Azione Cattolica: la "contemplazione" per camminare sulla strada della santità; la "comunione" per promuovere la spiritualità dell'unità; la "missione" per essere fermento evangelico in ogni luogo." Con queste parole Giovanni Paolo II domenica 12 settembre 2004 ha ricordato e riassunto il mandato all'AC. In questa triplice consegna l'Azione Cattolica riconosce il dono di una sintesi di vita cristiana che reinterpreta con fedeltà , passione e coraggio per questo tempo.
3 La Proposta formativa degli Adulti
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L'ACI rappresenta una sorta di "grembo materno" dell'attività catechistica del CENAC fin dal periodo pre-conciliare. Anzi, si può dire che l'esperienza catechistica dell'ACI sia stata uno dei modelli ispiratori nella fase del rinnovamento della catechesi e di impostazione dei nuovi catechismi della Chiesa italiana. In AC la catechesi interpreta la vita quotidiana dei soci e accompagna il crescere della fede nella Chiesa. Per questo è un'esperienza comunitaria, un fatto di "gruppo", dove trovano posto l'ascolto, il confronto, lo studio, il dialogo e il servizio. Alla luce delle vicende storiche dell'AC, occorre dire che il passaggio dalla "cultura religiosa" alla catechesi esistenziale e organica è stato per l'associazione una forma di ricezione del Concilio. La catechesi in AC, non mancando di attenzione alla formazione sulle verità della fede, alla dimensione sacramentale, cura con crescente insistenza la credibilità del messaggio che viene comunicato; ne deriva una nota sapienziale che congiungendo le ragioni di Dio a quelle umane coltivate da scienze e saperi, caratterizza la catechesi associativa. Infine in AC, la catechesi diviene un'esperienza organica, sistematica, permanente. L'AC fa dunque della formazione con forti riferimenti catechetici, un elemento qualificante della sua identità, evidenziando la centralità della persona, l'importanza dell'essere insieme e la corresponsabilità. La formazione è stata ed è formazione alla santità e all'apostolato. Alla luce dell'importanza di una formazione laicale, elaborata e progettata da laici per i laici, c'è l'intuizione originaria dell'AC: mettersi insieme per annunciare Cristo ai propri coetanei, farsi per XL CONVEGNO UCD. IL RACCONTO DELLA SPERANZA

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loro compagni di strada, esercitare con loro quella prima carità che è l'aiuto a trovare il senso e il significato della vita. E farlo insieme ai sacerdoti, ai parroci, agli assistenti in spirito di collaborazione, di amore e di dedizione alla Chiesa. *** Questa scelta formativa di tutta l'associazione ha visto il Settore Adulti impegnato ad offrire a soci adulti di AC un cammino di formazione che nel corso degli anni ed in sintonia con il cammino della Chiesa italiana rispecchiasse questi obiettivi. L'idea di adulto subisce dagli anni settanta ad oggi notevoli cambiamenti: inizialmente c'è una visione di adulto proveniente da un percorso di fede iniziato in associazione fin dalla fanciullezza attraverso tutte le tappe e percepito come persona formata e pronta alla testimonianza nella vita civile e nell'impegno diretto nella vita ecclesiale. Un'idea di adulto statico non in evoluzione in quanto ha percorso tutte le tappe della formazione negli anni della fanciullezza e giovanili e ora è pronto per la testimonianza in qualsiasi campo. Pian piano si fa strada un'idea di adulto in ricerca, che, a volte, si avvicina per la prima volta ad un cammino di fede adatto alla sua età e che fa riferimento a problematiche o condizioni di vita che lo coinvolgono. Si coglie con sempre maggiore consapevolezza che l'età adulta comprende diverse fasi che vanno dall`esperienza delle giovani coppie, agli adulti, alla terza età e ogni stagione necessita di una particolare cura ed attenzione che aiuti e permetta di sperimentare l'amore misericordioso del Padre. Si passa da un'idea di formazione intesa come imparare cose nuove sulla fede per avere "le idee giuste" a una formazione che aiuti ad affrontare le domande che la vita ci pone e che ci porti a modificare noi stessi finchè Cristo sia formato in noi. La formazione non viene più vista in modo rigido né solo come proposta catechetica quanto piuttosto come un lavorare sull'essenziale. È intesa come un "lavoro" fatto su di sé per portare ad un livello più alto la propria maturità cristiana e vocazionale. Lavoro frutto di un impegno personale cha ha la persona come protagonista, che avviene nell'interiorità della coscienza e che si riflette poi nei comportamenti, nelle scelte e nello stile di vita. Esso è un atto d'amore che facciamo a noi stessi e agli altri, perché la formazione aiuta la persona a scoprire la propria identità e vocazione, insegna ad osservare la realtà imparando a leggere ciò che in essa è contenuto, indirizzando verso scelte coerenti con la fede. Formare è educare a valori umani e cristiani capendo che non c'è nulla di cristiano che non possa ritenersi profondamente umano e che la piena realizzazione della persona è tale se si apre all'Assoluto e riconosce nell'Altro il fondamento del suo essere. XL CONVEGNO UCD. IL RACCONTO DELLA SPERANZA

Pertanto formare è fare della propria vita una casa costruita sulla roccia dove il Signore possa abitare e dove noi accogliamo Lui e gli altri. *** A partire dagli ultimi anni novanta vengono proposti e realizzati dei Moduli Formativi dislocati sul territorio italiano: essi rappresentano lo strumento per veicolare e sperimentare l'idea di formazione che si andava elaborando in momenti specifici, capaci di far leggere la realtà su alcune questioni scottanti che riguardavano la società, il territorio, la realtà ecclesiale. L'esperienza intende veicolare soprattutto un metodo di incontro-formazione, sperimentato a livello nazionale, ma esportato e diffuso anche a livello locale (diocesi, regioni). Con i moduli il Settore Adulti ha cercato di servire principalmente quattro obiettivi formativi: - la missionarietà; - la valorizzazione delle valenze laicali; - la cura delle relazioni; - il fare ed essere cultura (anche attraverso la realizzazione e diffusione di fogli di cultura popolare). ***
L'itinerario formativo 2006-2007
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L'itinerario formativo degli adulti di AC nell'anno 2006-2007 rilancia il tema della speranza che sta segnando il triennio in corso all'insegna del Convegno ecclesiale di Verona. Accanto a questa attenzione tematica s'intende declinare anche il tema della comunione, cioè la seconda consegna di Giovanni Paolo II all'AC a Loreto. Il perno tematico è dunque la Chiesa come realtà che nasce dalla Resurrezione e si fa annuncio di salvezza per tutti gli uomini. La natura, il volto e lo stile della Chiesa divengono elementi decisivi per l'annuncio del Vangelo: il volto testimoniale della Chiesa avvicina o allontana dal Vangelo e ciò non può non interrogarci. La prospettiva dalla quale compiere il cammino di quest'anno è ecclesiale e ogni passo permetterà di scoprire, approfondire, attualizzare modalità per essere Chiesa segno di speranza per l'uomo d'oggi. I cinque verbi che scandiscono il cammino - partecipare, amare, ospitare, celebrare e incontrare - intendono offrire una declinazione concreta e praticabile del tema della Chiesa. Essi sono stati ricavati dalla ripresa di alcune tematiche specifiche legate al Vangelo di Luca, che segnerà il prossimo anno liturgico. Un primo obiettivo è infatti aiutare sempre più a condurre a unità la vita quotidiana con la Parola ascoltata e in particolare moXL CONVEGNO UCD. IL RACCONTO DELLA SPERANZA

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strare il legame necessario tra il cammino personale di lectio sui Vangeli della domenica dell'anno C e il cammino confrontato con altri nel gruppo adulti. Uno non sta senza l'altro, il primo passo è quello personale dell'autoformazione, il secondo è quello comunitario, associativo per riuscire a tradurre nella vita personale, comunitaria e sociale il Vangelo ascoltato e accolto. Un secondo obiettivo è quello di favorire una formazione "attivante" capace di innestare un circolo virtuoso tra approfondimento dei temi della fede e in particolare della Chiesa e l'azione concreta: "azione cattolica" appunto. Questa intenzione è presente nell'intera struttura dell'itinerario che innesta in ogni capitolo del testo due grandi movimenti: "dalla vita alla Parola" e "dalla Parola alla vita". Il primo movimento accade con l'interrogarsi a partire dalla vita per poi giungere alla Parola, che sempre di nuovo provoca e converte. Dire Parola non significa dire solo "testo biblico", ma anche Tradizione, cioè parola vissuta e tramandata dalla vita della Chiesa. Il testo espone in forma dialogata pagine del catechismo degli adulti per definire e chiarire il significato dei temi in gioco. Inoltre i contenuti sono intessuti di rimandi al Concilio Vaticano II e da ulteriori testi del Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica. Da questa full- immersion nella Parola poi riparte il movimento verso la vita o le parole, con una sorta di passaggio guidato che valorizza la liturgia, soglia posta tra il sacro e il profano per farci scoprire la dimensione del mistero presente nella storia. Il movimento verso la concretezza della vita è completato anche da altri tasselli: il rinvio all'ambito familiare, sociale e comunitario, la valorizzazione dei testimoni tratti dalla vita dell'associazione a livello nazionale e internazionale. Il rimando alla vita è anche offerto dal prezioso inserto culturale che accompagna ogni snodo. Come ogni anno non mancano riferimenti alla dimensione artistica e culturale, fonte di linguaggi nuovi per "dire l'uomo" e la sua ricerca di Dio. L'azione concreta, il farsi segno di speranza, è poi lasciato sia a ciascuno nel suo quotidiano, sia al gruppo perché trovi gesti, percorsi, modi per porre segni di speranza nella città e nella comunità. Si collega a queste provocazioni il rilancio dei progetti associativi (Nazareth, Osea, Dialoghi, Nicodemo, Sul sentiero di Isaia). Un terzo obiettivo è la formazione globale dell'adulto, cercando di toccare tutti i tasti della complessità della vita adulta che si snoda per un lungo cammino, fatto di diverse età e di condizioni di vita variegate. Non sono previsti strumenti specifici per adulti anziani o coppie sposi, ma si scommette invece sulla possibilità che ciascun socio o gruppo di soci trovi il proprio punto d'entrata e di sviluppo in un percorso che tiene conto delle diverse situazioni di vita, senza però giungere a parcellizzare l'itinerario. XL CONVEGNO UCD. IL RACCONTO DELLA SPERANZA

Un quarto obiettivo è quello di stimolare sempre di più il gruppo a disegnare un percorso di formazione attento alle persone e adeguato al loro cammino spirituale. Decisivo è il ruolo degli animatori/accompagnatori ai quali è chiesto di leggere e interpretare le esigenze formative del gruppo per poter offrire il giusto nutrimento a partire da un testo che è sicuramente sovrabbondante di stimoli. A nessuno è chiesto di svolgere un programma, i tanti stimoli sono pensati per essere raccolti da diverse tipologie di adulti, più giovani o meno giovani, responsabili o soci o forse simpatizzanti. La virtù del discernimento per cogliere l'essenziale e saperlo offrire a ciascuno è dunque ingrediente ineliminabile del compito dell'animatore/accompagnatore. Il percorso è scandito da cinque verbi più un'introduzione. Quest'ultima è assai utile per il lancio del cammino e per entrare nel merito della Chiesa che nasce dalla Pasqua e sempre lì deve tornare a rigenerarsi per essere credibile testimone di Gesù crocifisso e risorto e non testimone di altro. L' attenzione in famiglia è dedicata a diversi aspetti della relazione e del dialogo tra le generazioni, da cui possono scaturire nuovi segni di speranza; Quella alla comunità: è dedicata alle diverse modalità con le quali può esprimersi la condivisione corresponsabile nelle comunità parrocchiali per porre segni di speranza tra le case della gente. Infine l'interesse alla società è dedicata alle diverse dimensioni del lavoro e della vita sociale, quali luoghi particolarmente significativi nella vita dei laici dove esprimere i racconti di speranza.
4 Strumenti e riferimenti
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Oltre al testo "Convocati nella speranza per incontrare ogni uomo"che sussidia e accompagna l'itinerario formativo del gruppo adulti nell'anno 2006-2007, c'è il testo per il cammino personale "Va e fa' anche tu lo stesso"che si compone di tre parti. Nella prima si riprende nuovamente il senso del cammino personale che ognuno è chiamato a fare. Un senso che trova pienezza in una vita di gruppo significativa e regolare, nell'elaborazione di una personale Regola di vita, nel servizio e nella partecipazione attiva alla vita dell'associazione e della Chiesa. La proposta di cammino personale si inserisce dunque nel più ampio itinerario di formazione dell'associazione. In questa prima parte ci sono anche due proposte per dare maggiore profondità al cammino sul Vangelo della liturgia dell'anno: la Lectio Divina come modo e stile per ascoltare con autenticità la Parola, la Regola di vita spirituale come prezioso strumento per lasciarsi trasformare continuamente nel dialogo con lo Spirito. XL CONVEGNO UCD. IL RACCONTO DELLA SPERANZA

Nella seconda parte si trovano invece alcuni approfondimenti utili per acquisire dimestichezza con il Vangelo di Luca e gli Atti degli Apostoli, per riflettere sul senso della Chiesa come spazio di speranza per tutti gli uomini, per comprendere ancora meglio il rapporto tra Parola i Dio e liturgia. Nella terza parte infine accanto ai Vangeli della liturgia dell'anno, per ognuno dei quali si offre qualche spunto di meditazione, si trova anche un esempio di Lectio divina sul Lc 10, 30-37, il vangelo che ci accompagnerà quest'anno e da cui è stato scelto anche lo slogan per il 2006-2007. Nell'ultima pagina invece troviamo uno spazio per potere scrivere e rivedere, durante il corso dell'anno, nell'ascolto della Parola, la nostra personale Regola di vita spirituale. Pubblicazioni specifiche - riviste - sito Progetto Formativo: Perché sia formato Cristo in voi, Ave Roma 2004 Riviste: Segno nel Mondo Nuova Responsabilità per i responsabili Dialoghi rivista culturale Editoria: CASA EDITRICE "AVE" con collane specifiche dedicate alla formazione degli Adulti: "Argomenti" e "La panchina" Sito Web: www.azionecattolica.it/ Per contatti: Centro Nazionale dell'Azione Cattolica Italiana Via Aurelia, 481 00165- Roma - Tel. 06/ 661321 Settore Adulti Indirizzo mail: adulti@azionecattolica.it - Tel. 06/ 66132427
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