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La bellezza dell'essere famiglia
Documento del: 08/09/2006
Fonte:
Dialoghi.info
Autore: Francesca Zabotti
La bellezza dell'essere famiglia
di Francesca Zabotti
"Vediamo come molti giovani tardano a sposarsi in chiesa, perché hanno paura della definitività: anzi, tardano anche a sposarsi civilmente."
La famiglia e l'esperienza familiare, oggi più che mai, appaiono come una realtà complessa, spesso debole, multiforme.
Anche papa Benedetto XVI rispondendo, qualche giorno fa, alle domande dei sacerdoti della diocesi di Albano ha concordato sulla difficoltà a comunicare alla gente di oggi la bellezza del matrimonio e dell'essere famiglia: "Vediamo come molti giovani tardano a sposarsi in chiesa, perché hanno paura della definitività: anzi, tardano anche a sposarsi civilmente. La definitività appare oggi a molti giovani, e anche non tanto giovani, un vincolo contro la libertà. E il loro primo desiderio è la libertà. Hanno paura che alla fine non riescano. Vedono tanti matrimoni falliti. Hanno paura che questa forma giuridica, come essi la sentono, sia un peso esteriore che spegne l'amore.
Bisogna far capire che non si tratta di un vincolo giuridico, un peso che si realizza con il matrimonio. Al contrario, la profondità e la bellezza stanno proprio nella definitività. Solo così esso può far maturare l'amore in tutta la sua bellezza". Proprio per questo bisogna rifuggire dalla tentazione semplificatoria o moralistica, fatta di declamazioni, richiami a principi e valori, blanditi come armi più che testimoniati con coraggio e fedeltà nel quotidiano.
Forse è tempo di risposte articolate, di comunicazioni pacate, autorevoli, senza arroganza, né presunzione, che aiutino a capire, a distinguere, ad interrogarsi nella verità e nella libertà.
Nel cammino verso Verona, come associazione ci siamo impegnati a rendere concreta l'attenzione crescente alla famiglia creando un'area specifica dedicata a "Famiglia & Vita". Si è avviato così un processo di approfondimento ed elaborazione per coniugare, con la vita quotidiana, le questioni che attraversano e interpellano concretamente la famiglia e si è messo a punto una proposta: il Progetto Nazareth, che si articola in cinque fuochi tematici e operativi insieme.
Coscienza del dono :
attraverso percorsi formativi sperimentati soprattutto nei gruppi famiglia, l'Ac si propone di rendere sempre più consapevoli le famiglie e la comunità cristiana del dono e della grazia del sacramento del matrimonio.
Condivisione delle difficoltà : solo dalla capacità di assumere la propria fragilità può venire il coraggio e il desiderio di sostenere altri che vivono momenti di crisi, sofferenza, dubbio creando spazi e momenti di ascolto, incontro,accompagnamento .
Accoglienza della vita : di fronte alla fragilità esistenziale della famiglia nell'accogliere e far crescere la vita, sono riproposte le esperienze dell'adozione e dell'affido, non solo di bambini, ma anche di anziani, nella consapevolezza che queste scelte sono un segno per chi le compie, ma anche una fonte di vitalità per tutta l'associazione.
Annuncio del Vangelo : il Concilio riconosce nella famiglia lo spazio privilegiato per l'annuncio e la comunicazione della fede, ma spesso a bambini e ragazzi non viene riconosciuto il diritto al Vangelo. L'Ac vuole responsabilizzare tutti gli adulti all'educazione alla fede dei ragazzi e valorizzare i ragazzi come protagonisti di annuncio tra i coetanei.
Valenza sociale : la famiglia non è luogo del privato, ma capitale sociale per l'intera comunità. L'Ac vuole aiutare a far cogliere quale capitale rappresenti la vita della famiglia per la società e al tempo stesso chiede che la società mostri un responsabile sostegno per la vita della famiglia, soprattutto per i suoi diritti di sempre, casa, lavoro, tutela della maternità e dei soggetti più deboli.
L'essere associazione, una e articolata, ci impegna a camminare nell'unità e a fare famiglia mutuandone lo stile e la qualità delle relazioni che valorizzano la comunicazione da una generazione all'altra, educano al rispetto della diversità, alla tolleranza, al confronto e al dialogo, all'assunzione di responsabilità verso la propria e l'altrui vita, sottolineando che nulla che riguarda la famiglia umana, e quella associativa, è estraneo o lontano, e che anche la sofferenza e la crisi hanno un senso se accolte e attraversate.
Solo così sarà più facile fare dell'Azione cattolica un'unica grande famiglia, capace di diventare quel volano intergenerazionale che rende possibile "comunicare il Vangelo in un mondo che cambia" ed edificare la Chiesa, famiglia di famiglie.
Dialoghi, la rivista:
n.2 - anno IV, giugno 2006:
Il diritto e il rovescio della testimonianza
Testimone è colui che attesta la verità dinanzi ad altri e mette così in circolazione ciò che non è evidente, ciò che non è a tutti noto. Ma la testimonianza non è solo asettica trasmissione di informazioni: è, ben oltre, il prendersi cura della verità...
Libri:
Mons. Francesco Lambiasi
:
Esercizi di speranza
ed. AVE
Esercizi
di speranza indica un metodo, destinato a essere sempre più importante nella vita della Chiesa: un metodo di lettura sapienziale della storia, capace di quel discernimento che fa tesoro della Sacra Scrittura...
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13/09/2006
Volti e segni di speranza
(Documenti dell'Azione Cattolica Italiana)
Azione Cattolica stessa un'unica, grande famiglia, capace di diventare quel volano intergenerazionale che rende possibile ""comunicare il vangelo in un mondo che cambia"". Città e bene comune 48. Ri-amare la città è la sintesi dell'impegno - non episodico o residuale - che l'associazione vuole esprimere verso i contesti sociali e civili dentro cui è radicata.
29/04/2006
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