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Il laboratorio: il modello formativo che l'Ac offre alla Chiesa
Documento del: 07/09/2006
Fonte:
Dialoghi.info
Autore: Luciano Caimi
Il laboratorio: il modello formativo che l'Ac offre alla Chiesa
di Luciano Caimi
"Oggi, possiamo ben dire che ai vari livelli dell'associazione si è ormai aperto una sorta di "cantiere della formazione", in cui tutti sono protagonisti, con ruoli diversi, ma complementari." In AC si è ormai avviata la fase che siamo soliti definire di passaggio dal Progetto formativo (PF) al Processo formativo, cioè dall'elaborazione di un documento teorico alla messa in atto di quegli strumenti e interventi necessari per dare gambe al rinnovamento della formazione associativa. È appena il caso di ricordare che con il nuovo Progetto (2004) l'Azione Cattolica ha inteso compiere una sorta di scommessa, così formulata: "l'educazione è la scelta che sta all'origine di tute le altre e di esse costituisce il cuore". Oggi, possiamo ben dire che ai vari livelli dell'associazione si è ormai aperto una sorta di "cantiere della formazione", in cui tutti sono protagonisti, con ruoli diversi, ma complementari. Il Laboratorio Nazionale della Formazione ( LNF ) intende essere a servizio del rinnovamento formativo.
Nel PF il Laboratorio è visto innanzitutto come "contesto" o "strumento" metodologico-didattico in funzione soprattutto della formazione di educatori e animatori; in esso -vi si legge- "possono essere sperimentate situazioni diverse e complementari come lo studio e la riflessione sui contenuti, la progettazione e la valutazione dell'esperienza, la verifica e il confronto. È uno stile di laboratorio -si aggiunge- quello che permette di valorizzare conoscenze teoriche e pratiche, la propria esperienza e l'apporto di gruppo".
Risulta poi esplicito l'invito a costituire in ogni diocesi un Laboratorio Diocesano della Formazione (LDF), come luogo: "di progettazione locale di una formazione che interpreti le esigenze e le caratteristiche del territorio e della diocesi"; "di ricerca teorico-pratica in ordine al rinnovamento degli itinerari formativi parrocchiali"; "dedicato a preparare, sostenere e accompagnare gli educatori parrocchiali e a formare figure educative nuove, necessarie ad un'associazione impegnata nell'evangelizzazione e nella ricerca di un dialogo missionario aperto a tutti".
Nel PF è altresì detto che "il livello nazionale" dell'AC deve "curare la qualificazione degli incaricati diocesani per la formazione", "offrire esperienze che abbiano un valore di esemplarità", "fornire strumenti per una formazione organica e qualificata", predisporre "occasioni per la continua innovazione della proposta formativa". Tutto questo ha indotto a dare vita a uno specifico Laboratorio Nazionale della Formazione ( LNF ).
Il suo servizio è concepito in un'ottica di sussidiarietà educativa: il livello "più alto" del sistema intende non sostituirsi a quelli sottostanti (nel nostro caso, soprattutto il LDF), ma piuttosto sostenerli e aiutarli, prefiggendosi di offrire proposte formative di eccellenza.
Il LNF si muoverà in un quadro articolato di aree d'intervento, puntando, specificamente, su quelle:
della formazione (qui si collocano le proposte finalizzate ad accrescere in termini di eccellenza la preparazione -psico/pedagogica, relazionale, progettuale, biblico/teologica, spirituale- d'incaricati e responsabili diocesani in campo formativo);
della sperimentazione (concerne progetti orientati ad approfondire inedite forme di proposta educativa, pastorale, apostolica, avvertite come particolarmente urgenti per tutta l'AC -si pensi, ad esempio, alla famiglia, alle situazioni di "primo annuncio"-);
dell'approfondimento tematico (ci si riferisce ad argomenti e problemi -da quelli biblico/teologici a quelli pedagogici, socio/politici ecc.- meritevoli di particolare attenzione).
"Obiettivo fondamentale per il Laboratorio nazionale della formazione nazionale è di contribuire a far crescere in tutta l'associazione una genuina cultura della pratica laboratoriale nel campo della formazione."
Obiettivo fondamentale per il LNF è di contribuire a far crescere in tutta l'associazione una genuina cultura della pratica laboratoriale nel campo della formazione.
Ciò richiederebbe un approfondimento del discorso sulla natura e i compiti di un Laboratorio formativo. Basti un rapido accenno. Nel nostro caso, quando si parla di Laboratorio, si fa riferimento a una situazione di "lavoro" formativo nella quale sono attivati processi non solo intellettuali/nozionali, ma anche esperienziali, emotivo/affettivi, relazionali: vi è, insomma, un coinvolgimento globale del soggetto che apprende e ricerca.
Il Laboratorio si configura pertanto come "dispositivo" metodologico/didattico per l'apprendimento e come "situazione/àmbito" di ricerca mirata intorno a "oggetti" tematico/problematici, al fine di giungere non solo a una migliore comprensione della questione affrontata, ma anche all'individuazione delle strategie idonee alla sua soluzione.
La pratica laboratoriale, che in campo scolastico vanta una lunga tradizione, tende a coniugare conoscenze e abilità in una dimensione operativa e progettuale; tratteggia un itinerario euristico che tiene insieme teoria e pratica, esperienza e riflessione logica; favorisce l'auto-riflessività. Nella didattica laboratoriale entrano in gioco varie dimensioni: scientifica, sperimentale, investigativa, cognitiva, motivazionale, esperienziale, relazionale, valutativa. Va da sé che con tutte queste componenti e dimensioni, meritevoli in altra sede di essere specificate nei loro significati di fondo, anche il LNF dovrà misurarsi.
Dialoghi, la rivista:
n.2 - anno IV, giugno 2006:
Il diritto e il rovescio della testimonianza
Testimone è colui che attesta la verità dinanzi ad altri e mette così in circolazione ciò che non è evidente, ciò che non è a tutti noto. Ma la testimonianza non è solo asettica trasmissione di informazioni: è, ben oltre, il prendersi cura della verità...
Libri:
Mons. Francesco Lambiasi
:
Esercizi di speranza
ed. AVE
Esercizi
di speranza indica un metodo, destinato a essere sempre più importante nella vita della Chiesa: un metodo di lettura sapienziale della storia, capace di quel discernimento che fa tesoro della Sacra Scrittura...
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Lo stile del Laboratorio
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questo ci ha fatto comprendere la necessità di un Laboratorio Nazionale della Formazione (LNF), anche se esso, nel PF, non viene esplicitamente nominato. 3. Fare formazione con ""stile"" laboratoriale L'invito del PF a collocarsi in un'ottica formativa di tipo laboratoriale sollecita a una ricerca di modelli e impostazioni che recuperino il meglio della nostra tradizione associativa.
01/02/2007
Formazione: partire dal “basso”
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01/12/2008
Idee nuove incircolo
(Segno Per)
esperienza dello scorso triennio del Laboratorio nazionale della Formazione (Lnf ), unitamente ai Laboratori diocesani della Formazione (Ldf ) avviati, intuizioni, tratti di percorso compiuti, momenti di riflessioni condivisi che possono essere punti di partenza per una rinnovata e permanente attenzione alla cura educativa.
06/12/2005
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(CEI)
Indice
Notiziario - Ufficio Nazionale per l'Educazione, la Scuola e l'Università n. 4 - Ottobre 2005 - Anno XXX CONVEGNO NAZIONALE DI PASTORALE DELLA SCUOLA
L'ADOLESCENTE E LA COSTRUZIONE DELL'IDENTITÀ Il secondo ciclo dell'istruzione e della formazione e la comunità cristiana Grosseto, 6-9 luglio 2005 Presentazione del Convegno Bruno Stenco .
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12/03/2007
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