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Albania: così vicina ... così lontana Visualizza il documento originale
Documento del: 01/09/2006
Fonte: Nuova Responsabilità
Autore: Antonio Citro
Albania: così vicina ...così lontana

Antonio Citro*

(Nuova Responsabilità, n. 6, settembre 2006)

Continua con entusiasmo, impegno e passione il servizio dell'AC verso il paese delle Aquile. Da oltre un decennio diversi gruppi di giovani si sono recati in Albania per un po' di animazione ai giovani e ai ragazzi; il cammino è continuato con un servizio più qualificato con corsi di aggiornamento agli insegnanti del posto, organizzati dagli amici di Alba (Cn), e anche con un'attenzione particolare ai bambini, grazie all'iniziativa annuale dell'ACR che ha donato e inaugurato a Baqel (nord Albania) un centro di animazione per ragazzi, proprio in quei posti dove tutt'ora i bambini per noi indicati come modelli dal Signore Gesù sono vittime delle vendette omicide degli adulti.
Intanto, gli amici albanesi avevano costituito l'associazione FSHAP (ragazzi albanesi ambasciatori di pace) per rispondere a questo disagio di loro coetanei sotto vendetta e collegarsi anche con realtà associative sparse nel mondo, per sensibilizzare altri ragazzi sulla propria situazione.
Lo scorso anno l'AC, nell'ambito dei rapporti internazionali, ha organizzato un Corso di formazione per educatori ACR che si è svolto a Berat (sud Albania). Destinatari sono stati i giovani provenienti da varie missioni della zona: Durazzo, Berat, Fier che, accompagnati dai missionari, hanno conosciuto e fatto esperienza di AC.
Sin dall'inizio, la sede del corso, la casa di Suore di S. Lucia Filippini, è stata addobbata con manifesti dell'ACR e unitari, bandiere, cappellini e stampa associativa. È stato realizzato un vero e proprio camposcuola, curato nei segni e nei contenuti; tanti piccoli particolari hanno contribuito a trasmettere lo stile associativo di attenzione alla persona.
Da subito si è creato un clima di laboratorio che ha permesso una conoscenza e una crescita reciproca, tanto che tutti i momenti sono stati valorizzati e vissuti con intensità. I giovani albanesi hanno apprezzato molto lo stile associativofamiliare con il quale abbiamo vissuto tutta l'esperienza.
Si è presentata la proposta associativa (dell'ACR e di tutta l'AC) per far cogliere l'importanza della relazione educativa tra educatori e ragazzi. Alcune tecniche di comunicazione e di fiducia, opportunamente mediate dal tutor, hanno permesso di conoscere il cammino formativo con l'obiettivo di far maturare, nei giovani, il servizio come educatori dei più piccoli che stanno svolgendo nelle missioni di appartenenza.
I vari momenti erano vissuti con intensità, perché presentavano delle novità, ciò ha permesso un fecondo dialogo tra tutti i partecipanti. La scarsità dei mezzi materiali, unita alla sete di conoscenza e alla passione da parte dei giovani albanesi di stare con i ragazzi, sono state per noi italiani dei forti segni di essenzialità.
La prospettiva futura dovrà essere certamente di supporto a questa realtà nascente perché l'incontro con questa cultura così vicina, ma così lontana, provoca una forte crescita reciproca per loro che acquisiscono nuove tecniche e metodologie per vivere bene con i ragazzi; ma anche per noi che condividiamo momenti di vita con umiltà e semplicità. La presenza di alcuni educatori delle diocesi pugliesi è servita a conoscere meglio la realtà albanese (così vicina, ma& tanto lontana) e a poter progettare, con l'intera Associazione, un percorso di comunione ecclesiale e associativa da svolgere nei prossimi anni. In quest'ottica, la Delegazione regionale di Puglia, guidata con grinta e audacia da Vincenzo Di Maglie, e l'intero comitato dei Presidenti diocesani, è concorde nel sostenere e promuovere un progetto di formazione con l'Albania, auspicando anche che qualche diocesi possa intraprendere un gemellaggio diretto con qualche realtà del posto.
La Puglia, che è terra di speranza per tanta gente albanese, potrà assumere l'impegno missionario, recandosi in Albania, terra di missione, per dare segni di Speranza a un popolo che grida giustizia e verità; così la vicinanza non sarà soltanto geografica e politica, bensì fraterna e cristiana.
L'impegno è di testimoniare il nostro essere Cattolici, cioè universali (oltre che di Azione), tanto da allargare il nostro sguardo oltre la parrocchia e la diocesi, dove viviamo uno star bene che ci offusca l'essenziale evangelico che è possibile toccare con mano solo incontrando e relazionandosi con fratelli che vivono quotidianamente con l'indispensabile al sostentamento.
Durante questo anno, sistematicamente, siamo stati in contatto con il gruppo albanese proprio perché hanno costituito ben 3 gruppi di ACR, per rispondere alle tante richieste della loro missione, quindi, anche in questa estate 2006 torneremo in Albania, dove ci aspettano per continuare a crescere insieme, e ciò di cui dobbiamo essere certi è che si tratta veramente di una crescita reciproca, perché la nostra semplice presenza è segno anzitutto di fraternità e condivisione e il nostro dialogo è un'apertura a mondi e culture ricche di bellezze.
La sensibilità ad andare a conoscere altri nostri fratelli deve entusiasmare ogni persona che vive in pienezza la dimensione associativa, pertanto è opportuno contagiare tutta l'AC di questi progetti a largo respiro, che ci permettono di assaporare la bellezza della nostra Associazione.

Non vogliamo che sia un semplice slogan quello di abbattere muri di pregiudizi e stringere la forbice del divario tra ricchi e poveri, ma desideriamo far sperimentare a tanti giovani quanto sia bello che i fratelli vivano insieme e che il linguaggio dell'amore superi quello delle lingue nazionali (sia pur da salvaguardare, perché segno di cultura); quindi davvero è necessario fare esperienze semplici e significative, forti ed essenziali, per essere più carichi di quella Speranza di realizzare un mondo più rispettoso di ogni persona.

Provare per credere, che tutto ciò non è utopia ma realtà, così vicina& e preghiamo non più così lontana!

*Delegato ACR per i rapporti internazionali
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